Il contributo dell’Azione Cattolica in vista della 46° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani
di Presidenza nazionale ACI
Nell’imminenza della 46a Settimana sociale dei cattolici italiani, l’Azione Cattolica, che già da tempo ha avviato la preparazione a tale importante e significativo evento ecclesiale, ribadisce la volontà di cogliere l’invito del Comitato scientifico-organizzatore a declinare il bene comune e la speranza a partire dal territorio, o meglio dai territori, e dalle questioni concrete che essi vivono e pongono.
L’Ac, del resto, aveva già scelto di dedicare l’anno associativo 2010-2011 proprio al tema del bene comune visto in questa ottica. Come affermava il Documento della XIII Assemblea, infatti, l’Azione Cattolica intende “…rilanciare la prospettiva del bene comune, posto al centro dell’ultima Settimana Sociale dei cattolici italiani e fondamentale per coniugare partecipazione democratica, vita delle istituzioni e responsabilità nei confronti delle nuove generazioni (…). La nostra associazione, in sintonia con i principi della Carta Costituzionale, vuole spendersi nelle città e nella storia per un mondo più umano e per questo manifesta un’attenzione costante a quel patrimonio unitario di valori irrinunciabili sul quale si edifica la convivenza (…), senza erigere barriere di emarginazione fondate su ragioni economiche e/o sociali. A tale scopo, esercitarsi nel fare sintesi fra la dimensione locale, nazionale e mondiale del bene comune diventa via privilegiata per un servizio costruttivo che si nutre di dialogo e discernimento. Ci impegniamo a letture attente delle fragilità e delle risorse del sistema sociale, con particolare riferimento ai temi dell’educazione, della famiglia, del lavoro, della coscienza civica, della legalità, della tematica ambientale, dei flussi migratori, della solidarietà, dell’accoglienza e dell’integrazione delle diversità sociali, culturali e religiose. Tutto questo nella consapevolezza che “la larghezza del visibile dipende dall’altezza dell’invisibile” e ci impegna ‘a scrivere parole di Vangelo nella carne della nostra vita con inchiostro indelebile e a scrivere parole di cultura cristiana nella città di tutti con gomma e matita’ (Doc. Assembleare n. 10.3).
In questo spirito, si è scelto di realizzare sedici incontri pubblici – uno per ogni regione ecclesiastica –, in cui toccare le problematiche emergenti del Paese nel concreto della molteplicità delle diverse realtà territoriali, accomunate, però, dall’appartenenza a un’unica nazione.
Questi appuntamenti, promossi dalla Presidenza nazionale in stretto legame con le Delegazioni regionali, hanno voluto essere un’occasione di dialogo con le realtà territoriali, un momento di discernimento e di confronto con la società civile e con le istituzioni e, al contempo, un apporto significativo per un’adeguata e diffusa preparazione della Settimana sociale. Si è così sviluppato un intenso dibattito su temi “caldi” quali educazione, scuola e università, istituzioni e cittadinanza responsabile, legalità e convivenza civile, tutela della famiglia e promozione della dignità della vita, etica dell’economia e mondo del lavoro, questione meridionale e federalismo solidale, immigrazione e integrazione, rinnovamento della politica e riforme istituzionali.
L’attenzione al bene comune e la preparazione alla Settimana sociale si sono sviluppate, però, anche a livello più diffusamente territoriale, ovvero diocesano e parrocchiale, attraverso una molteplicità di iniziative.
Tra gli eventi realizzati dall’Azione Cattolica in preparazione alla Settimana, accanto ai sedici appuntamenti citati, non vanno dimenticati quelli promossi dal Settore giovani dell’Azione Cattolica, in collaborazione con la FUCI, né l’attività dei movimenti e degli istituti culturali dell’associazione (in particolare, dell’Istituto “Vittorio Bachelet”), i numerosi articoli pubblicati su Segno, il mensile dell’Associazione, sul sito www.azionecattolica.it, nella rubrica Il fatto del giorno e sulla rivista Coscienza. Il numero 9/10 2010 di Segno, in particolare, contiene un dossier interamente dedicato alla Settimana sociale.
Non vanno dimenticati neppure due documenti ad hoc, preparati l’uno dal Settore giovani, dal Movimento studenti dell’Ac e dalla Fuci, e l’altro dal Movimento lavoratori dell’Ac. Si tratta di contributi non semplicemente di analisi, ma anche propositivi, che vengono da due realtà importanti per costruire un’agenda di speranza, ovvero dal mondo dei giovani e dei lavoratori.
Particolarmente rilevante, inoltre, è il messaggio “La vita quotidiana reclama risposte”, diffuso a settembre in occasione del Convegno Presidenti e Assistenti di Ac. In esso si invita il mondo politico a bandire risse, veleni e sospetti, per concentrare l’attenzione e l’impegno sui reali problemi del Paese, tra cui il lavoro e la crisi educativa. Non si è voluto soltanto, però, puntare il dito sulle difficoltà, ma anche, proprio come richiede lo spirito della Settimana, intravedere, anzi, “ostinatamente cercare la speranza, le speranze nei segni buoni dei territori, nelle donne e negli uomini di buona volontà che, nella costanza e nell’ombra, continuano a servire le persone e le città “nonostante” il terreno poco fertile”, continuando “ad accogliere il monito che Benedetto XVI ha lanciato già nel 2008 da Cagliari sull’urgenza di lavorare alla formazione di una nuova generazione di uomini e di donne credenti, capaci di assumere responsabilità pubbliche nella vita civile e dunque anche nella vita politica”.
L’Azione Cattolica intende poi offrire un ulteriore contributo di riflessione attraverso alcune novità editoriali.
La prima è costituta dal volume “Un Paese che spera. Parole chiave per il futuro dell’Italia”, a cura di Francesco Miano e Paolo Trionfini. Si tratta di un testo costruito a partire dall’esperienza vissuta dall’Azione cattolica italiana, da ottobre del 2009 ad aprile del 2010, attraverso sedici incontri pubblici.
Il volume, che ospita i contributi di Pierpaolo Forte, Sandro Calvani, Paolo Morozzo della Rocca, Vera Negri Zamagni, Francesco Gesualdi, Giuseppe Acocella, Francesco Pigliaru, Giuseppe Notarstefano, Augusto Magliocchetti, Silvia Angeletti, Gaetano Sabatini e Francesco Miano, propone, rivisti e ripensati per l’occasione, congrua parte dei contributi presentati nei diversi convegni. Esso, tuttavia, non si limita a una raccolta organizzata di materiali pur rilevanti ma, passando attraverso l’assise di Reggio Calabria, si proietta oltre gli appuntamenti che li hanno generati. A una lettura attenta, infatti, i saggi raccolti sono legati da un sottile ma tenace filo conduttore, che si riallaccia alla categoria del “bene comune”. Non si tratta, in ogni caso, di una sequenza di “buoni propositi” che possono riempire l’agenda ancora vuota del Paese, quanto piuttosto di provocazioni attraverso le quali declinare le emergenze rilevanti, affrontate nell’ottica del “bene comune possibile”. In quest’ottica, si possono cogliere più fecondamente le sollecitazioni contenute nei saggi del volume, che rilanciano una prospettiva di impegno incarnata nel vivo dei processi che stanno attraversando il Paese.
La seconda proposta editoriale è rappresentata dal numero 3/2010 della rivista Dialoghi, che dedica un intero dossier, curato da Ilaria Vellani, al tema “Cattolici nell’Italia di oggi. 46a Settimana sociale”. Al suo interno sono presenti, oltre all’illustrazione del contributo dell’Ac all’evento ecclesiale (Franco Miano), alcune riflessioni sulla costruzione del bene comune come costruzione della giustizia (Ernst-Wolfgang Böckenförde); su impresa, mercato del lavoro e fiscalità, con particolare guardo alle politiche economiche per le nuove generazioni (Vera Negri Zamagni); sulla famiglia (Domenico Simeone); sulla scuola (Pierpaolo Triani); sull’università e la mobilità sociale (Giuseppe Tognon); sui flussi di immigrazione (Franco Pittau); su Eucaristia e vita pubblica (Sergio Passeri). Al di fuori del dossier viene inoltre pubblicato un interessante profilo di Toniolo (Mons. Domenico Sorrentino).
Tali novità vanno ad aggiungersi al libro “Tra storia e futuro” (Ed. Ave, 2010), di Ernesto Preziosi, che ripercorre, approfondendola, la storia delle Settimane sociali, a partire da quel lontano settembre 1907, data in cui i cattolici italiani si riunirono per la prima volta a Pistoia, aprendo una fortunata stagione di dialogo fecondo tra Chiesa italiana e questioni sociali, per proseguire con la ripresa del secondo dopoguerra e con quella negli anni ‘90. Il testo si conclude poi con una breve riflessione sul significato e sulle potenzialità che hanno questi appuntamenti, e quindi sull’apporto e sulla soggettività dei laici. Guardare alla storia delle Settimane, cioè, non è un semplice excursus, ma ha in sé anche un elemento di attualità, che chiede al laicato cristiano di individuare – in un quadro mutato – percorsi e strumenti utili a tradurre nella presente stagione il messaggio sociale della Chiesa.
L’Azione Cattolica ha dunque visto un impegno costante, che ha coinvolto l’associazione anche in modo capillare e diffuso, nello sforzo di contribuire alla maturazione di una sensibilità più viva da parte dei credenti per la vita del nostro Paese. A monte di questo impegno, valorizzare una scelta di metodo già sperimentata con successo dall’associazione: quella di lavorare in sinergia sui territori. A valle, invece, guardare all’orizzonte della Settimana sociale, per contribuire, con spirito di umiltà, ma anche senso di corresponsabilità, ad arricchire quell’agenda di speranza che si intende predisporre per favorire un futuro migliore per il nostro Paese.