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	<title>Dialoghi.net &#187; Categoria</title>
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	<description>Azione Cattolica e impegno culturale</description>
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		<title>Ambiente: imparare l’ABC</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 09:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s.pattaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[L'editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[di Andrea Re
<br /></br><br /></br>
Il 15 aprile 2009 un terzo delle città italiane aveva già oltrepassato il limite di legge annuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attualita">
di Andrea Re </p>
<p>Il 15 aprile 2009 un terzo delle città italiane aveva già oltrepassato il limite di legge annuale di 35 giorni di superamento giornaliero dei livelli di polveri sottili (fonte: Legambiente, 2009). Dal 1990 al 2005 l’Italia ha consumato il 17% del proprio suolo libero (fonte: Università della Calabria, 2007). La temperatura media in Italia è cresciuta dal 1961 il doppio che nel resto del mondo (fonte: APAT, 2007). Solo qualche numero per raccontare il nostro critico rapporto con l’ambiente e per avviare la riflessione del laboratorio “Educare all’ambiente” nell’ambito del Convegno Nazionale delle Presidenze Diocesane dello scorso 8-10 maggio, per provare a comprendere come l’Azione Cattolica possa raccogliere la sfida educativa sui temi ambientali.</p>
<p>Il degrado dell’ambiente è un dato di cui spesso le nostre comunità stentano a maturare consapevolezza. Anche nei contesti in cui il tema viene affrontato ogni riflessione seria sui propri stili di vita e di consumo appare complicata e impegnativa, in difficile equilibrio tra la necessità di rivedere un sistema socio-economico imperniato sul consumo e le conseguenze occupazionali che questa revisione può comportare.</p>
<p>In questo contesto è importante il ruolo educativo che l’Azione Cattolica può mettere in campo, sia dentro la Chiesa che in ambito civile. In assenza di una competenza specialistica diffusa in associazione sulle tematiche ambientali, l’azione dell’AC si può giocare al meglio sul piano dell’educazione alla responsabilità per il bene comune, allo sviluppo di uno sguardo critico nei confronti dei segnali che la Terra ci manda, alla sobrietà, dimensione essenziale dello sviluppo sostenibile. In questi cammini è essenziale curare l’integrazione e lo scambio di competenze con altre associazioni e gruppi, sia come occasione per proporre riflessioni qualificate, sia come opportunità di apertura al territorio e di promozione dell’AC.</p>
<p>Gli adulti rappresentano uno snodo cruciale del percorso educativo: da un lato essi appaiono talvolta un po’ lontani dai temi ambientali, dall’altro la loro esperienza passata di una vita che sapeva mantenere un equilibrio tra la terra e l’uomo è patrimonio da recuperare e riproporre.</p>
<p>Come fare per dare gambe concrete ad un progetto di educazione all’ambiente? Ecco alcune proposte.</p>
<p>Ogni dialogo si costruisce a partire dall’alfabeto. È importante allora proporre a educatori e animatori uno strumento formativo che consenta di disporre dell’ “alfabeto minimo” necessario per accompagnare i gruppi nei percorsi sulla difesa dell’ambiente e sulla salvaguardia del Creato.</p>
<p>Solo se sapremo far nascere una rinnovata sensibilità ambientale nei formatori potremo pensare di trasmettere nei percorsi formativi un’attenzione trasversale e continuativa all’uso responsabile di un pianeta che ci è dato in dono.</p>
<p>Il primo passo da compiere su questo sentiero è un approfondimento dei fondamenti spirituali e biblici del tema della Salvaguardia del Creato, grazie anche ad un contributo di qualità dei nostri assistenti.</p>
<p>Considerata poi la tangibilità dei problemi ambientali è essenziale accostare alla dimensione spirituale esperienze pratiche, per far capire come sia concretamente possibile consumare meno, riutilizzare, riparare.</p>
<p>Un nuovo percorso di “alfabetizzazione ambientale”, quindi, per un mondo più a misura d’Uomo.</p>
<p>(Questo articolo è basato sulla sintesi del Laboratorio “Ambiente” tenutosi al <a href="http://www.dialoghi.net/index.php/documenti/speciale-convegno-delle-presidenze-diocesane-di-aci-roma-08-10-maggio-2009/">Convegno delle Presidenze diocesane ACI 2009</a>).
</div>
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		<title>Ripartire dai poveri</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 10:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Mastantuono
<br/>
<br/>
Mentre tutti gli organi di informazione sono intenti a raccontarci le oscillazioni delle borse e le decisioni prese dai governi occidentali per evitare i tracolli finanziari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="dialogando">
<p align="justify">di Antonio Mastantuono</p>
<p align="justify">Mentre tutti gli organi di informazione sono intenti a raccontarci le oscillazioni delle borse e le decisioni prese dai governi occidentali per evitare i tracolli finanziari, un <em>&#8220;Rapporto sulla povertà e l&#8217;esclusione sociale&#8221;</em> in Italia ci invita a guardare con attenzione non tanto ai palazzi della finanza e della politica ma per le nostre strade e nelle nostre case. Da mesi si sentiva ripetere che molte famiglie in Italia non arrivano alla fine del mese, che la pensione sociale non riesce neppure a consentire una vita al limite della vivibilità, eppure, immersi nei problemi delle grandi banche, si è continuato a far finta di nulla&#8230;.</p>
<p align="justify">Il <em>Rapporto </em>curato dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Zancan, e pubblicato dal Mulino con il titolo <em>Ripartire dai poveri</em>, invece, mette in luce con forza che povero è, ancora oggi, il 15% della popolazione italiana, costretto a sopravvivere con meno di metà del reddito medio del Paese, ossia con meno di 500-600 euro al mese. Accanto ai poveri, poi, ci sono i &#8220;quasi poveri&#8221;, ossia persone che sono al di sopra della soglia della povertà per una somma esigua, che va dai 10 ai 50 euro al mese: con riferimento all&#8217;&#8221;Europa dei quindici&#8221; l&#8217;Italia presenta una delle più alte percentuali di popolazione a rischio di povertà.</p>
<p align="justify">L&#8217;Italia non è il posto dell&#8217;uguaglianza e nemmeno quello delle opportunità. Più di altri Paesi europei, essa presenta grandi differenze fra chi vive in un discreto benessere, chi tutti i giorni lotta per non oltrepassare la soglia della povertà e chi dentro la povertà ci sta da tempo e non intravede nulla di nuovo per il futuro.</p>
<p align="justify">Il desiderio e l&#8217;ambizione di fare il salto sociale, di passare da una condizione all&#8217;altra, è più difficile da realizzare da noi che altrove. L&#8217;Italia appare come un <em>Paese vulnerabile, </em>con tante, troppe fragilità: un&#8217;imbarazzante divergenza tra Nord e Sud che invece di diminuire aumenta, una tragica carenza di innovazione, ma anche elevate disuguaglianze sociali ed economiche. Il reddito non è distribuito in modo equo, si concentra ai vertici ed è diluito alla base.</p>
<p align="justify">In questo variegato mondo, due fasce di popolazione sembrano essere in maggiori difficoltà: le persone non autosufficienti e le famiglie con figli.</p>
<p align="justify">Nel nostro Paese risulta povero il 30,2% delle famiglie con 3 o più figli, e il 48,9% di queste famiglie vive nel Mezzogiorno (al 2006, ultimi dati disponibili). Si tratta di percentuali molto elevate: avere più figli, in Italia, comporta un maggior rischio di povertà, con una penalizzazione non solo per i genitori che si assumono questa responsabilità, ma soprattutto per i figli, costretti ad una crescita con minori opportunità. Eppure in altri Stati non è così. Effettuando un confronto con la Norvegia, ad esempio, si evidenzia come in quel Paese non solo vi sia un tasso di povertà notevolmente inferiore, ma, in fatto di figli, la relazione sia esattamente opposta, ovvero più bambini si hanno (a meno di averne più di tre), più basso è il tasso di povertà.</p>
<p align="justify">Per quanto riguarda poi la povertà degli anziani soli e/o non autosufficienti, si registra un aumento nelle regioni del Nord, in controtendenza rispetto al resto del Paese: dal 2005 al 2006, l&#8217;incidenza della povertà relativa (percentuale dei poveri sul totale dei residenti) in persone sole con 65 anni e più è passata da un valore di 5,8 a un valore di 8,2 (ultimi dati disponibili).</p>
<p align="justify">Ma il Rapporto non si ferma solo all&#8217;analisi, consapevole che la questione povertà non può essere affrontata con <em>colpi di genio e ad effetto </em>ma solo con un <em>piano nazionale strutturato e permanente</em>. Non bastano azioni settoriali e interventi palliativi. Di solito si opera in questo modo quando non c&#8217;è speranza di risolvere il problema e si cerca, per quanto possibile, di alleviarne le conseguenze, di ridurre il disagio. Si tratta, invece, di prendere in mano il problema complessivamente, evitando di farne un fatto marginale e settoriale. Dare alla questione povertà una rilevanza strutturale significa guardare oltre il breve periodo, operare facendo leva su soluzioni di sistema, assumere fino in fondo le dimensioni che lo caratterizzano.</p>
<p align="justify">Di qui due proposte di azione: il passaggio da trasferimenti monetari ai servizi e la gestione decentrata della spesa sociale.</p>
<p align="justify">La <em>prima</em> proposta<em> </em>nasce dalla constatazione che le risorse non sono finite. Le relativamente poche risorse (rispetto ad altri Paesi) che dedichiamo alla spesa per assistenza sociale possono dare un contributo significativo, se orientate e qualificate.</p>
<p align="justify">La <em>seconda </em>proposta nasce dalla transizione, in qualche modo storica, che vede il nostro Paese da anni interrogarsi sul proprio assetto istituzionale e costruire nel tempo condizioni federaliste per una più sostanziale condivisione di solidarietà, da parte delle istituzioni, a tutti i livelli, centrale e locale.</p>
<p align="justify">Ogni volta che si tiene tra le mani un rapporto si corre il rischio di perdersi tra le percentuali, le tabelle, i numeri&#8230; Ma è sufficiente dare ad ogni numero un volto e allora tutto cambia: i numeri diventano il volto del barbone che dorme sotto casa, del papà di famiglia che con vergogna viene a chiedere aiuto per pagare una bolletta perché da solo non ci riesce; del pensionato che contratta con il fruttivendolo un po&#8217; di verdura&#8230; e vien voglia di chiedersi: perché? Cosa fare come comunità cristiana? Come laici credenti?</p>
<p align="justify">Il Rapporto lancia una sfida. Non nuova: ricordiamo il &#8220;ripartire dagli ultimi&#8221; del 1981&#8230;</p>
<p align="justify">In tempi come questi, lasciarsi interrogare e interrogare seriamente la politica è, forse, il primo compito affidato a noi credenti, perché ormai: <em>&#8220;I poveri sono anonimi, faticosi e ci fanno vergognare. Per il Paese non sono più una voce di spesa. Riconoscerli imporrebbe un intervento. In tivù non esistono. La politica non ha interesse ad allargare lo spazio dei loro diritti&#8230;&#8221; (p. A. Valletti). </em>Ma il Nazareno che ispira la nostra vita non ci ha forse detto: «Beati quelli che hanno fame e sette di giustizia&#8230;» (Mt 5,6)?</p>
</div>
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		<title>Le voci di Piazza San Pietro</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Condividi le tue impressioni e i tuoi commenti sulla giornata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condividi le tue impressioni e i tuoi commenti sulla giornata.</p>
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		<title>I &#8220;Quaderni di Dialoghi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 07:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s.pattaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Collana &#8220;Quaderni di Dialoghi&#8221; intende affiancare la rivista &#8220;Dialoghi&#8221; nel suo percorso di elaborazione di una cultura cristianamente ispirata: Quaderno n. 4: Dialogando. Idee, pensieri, proposte per il nostro tempo, Roma, AVE, 2011 A cura di : Luigi Alici Contributi di: Diamanti, Baumann, Miano, Serra, Galleni, Bregantini, Campanini, Zamagni, Canobbio, Aroldi, Ricci Sindoni, Brambilla, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="rassegne">
<p><img src="http://www.dialoghi.net/wp-content/uploads/2007/09/Dialogando-cover_med.jpg" alt="" title="quaderni-di-dialoghi-2_med1" width="140" height="202" class="alignright size-medium wp-image-735" /></a></p>
<p>La Collana &#8220;Quaderni di Dialoghi&#8221; intende affiancare la rivista &#8220;<a href="http://www.dialoghi.net/index.php/dossier-verona-dialoghi/">Dialoghi</a>&#8221; nel suo percorso di elaborazione di una cultura cristianamente ispirata: </p>
<ul>
<li>Quaderno n. 4: <a href="http://www.editriceave.it/catalogo/libro/689/"><em>Dialogando. Idee, pensieri, proposte per il nostro tempo</em></a>, Roma, AVE, 2011<br />
A cura di : Luigi Alici<br />
Contributi di: Diamanti, Baumann, Miano, Serra, Galleni, Bregantini, Campanini, Zamagni, Canobbio, Aroldi, Ricci Sindoni, Brambilla, Caimi, De Simone, Viola, Casavola, Dalla Torre, De Martin, Olivetti, Elia, De Siervo, Grassi, Gatti, Martino.</li>
<li>Quaderno n. 3: <em><a href="http://www.editriceave.it/catalogo/libro/611/">Vocazione umana. Un cammino comune</a></em>, Roma, AVE, 2009<br />
A cura di: Franco Miano e Giovanni Grandi<br />
Contributi di: Alfieri, Aroldi, Grandi, Mazzocato, Mazzocchio, Pagliacci<br />
Introduzione di: Caimi</li>
<li>Quaderno n. 2: <em><a href="http://www.editriceave.it/catalogo/libro/568/">Bene comune, bene possibile. Responsabilità, discernimento, progetto</a></em>, Roma, AVE, 2008<br />
A cura di: Francesco Miano e Giovanni Grandi<br />
Contributi di: Alici, Becchetti, Brutti, Bustaffa, Campanini, Ivaldo, Miano, Ronga, Sigalini, Soncini, Vigna.</li>
<li>
Quaderno n. 1: <em><a href="http://www.editriceave.it/catalogo/libro/468/">Bene comune e &#8220;valori non negoziabili&#8221;. Un contributo dell&#8217;Azione Cattolica</a></em>, Roma, AVE, 2007<br />
A cura di: Francesco Miano<br />
Contributi di: Acocella, Alici, Caimi, Campanini, Conso, D&#8217;Agostino, Da Re, De Martin, Ivaldo, Miano, Monticone, Zamagni.</li>
</ul>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI A.C.I. &#8211; COMUNICATO STAMPA, 30 APRILE 2007 (n.8)</title>
		<link>http://www.dialoghi.net/index.php/2007/04/convegno-delle-presidenze-diocesane-di-aci-comunicato-stampa-30-aprile-2007-n8/</link>
		<comments>http://www.dialoghi.net/index.php/2007/04/convegno-delle-presidenze-diocesane-di-aci-comunicato-stampa-30-aprile-2007-n8/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 09:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato n. 8 Convegno delle Presidenze diocesane di AC Roma &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007 «Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione» &#160; Luigi Alici: «l’Azione Cattolica tra presente e futuro: un “cantiere a cielo aperto”» Si concludono questa mattina i lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica che ha visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dialoghi.net/wp-content/uploads/2007/04/conv-pres9.jpg" alt="conv-pres9.jpg" /></p>
<p><strong>Comunicato n. 8</strong></p>
<p align="center"><strong>Convegno delle Presidenze diocesane di AC</strong></p>
<p align="center"><strong>Roma  &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007</strong></p>
<p align="center">«<strong><em>Le responsabilità pubbliche  dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione»</em></strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Luigi Alici</strong><strong>:</strong></p>
<p align="center"><strong> «l’Azione  Cattolica tra presente e futuro:</strong></p>
<p align="center"><strong>un  “cantiere a cielo aperto”»</strong></p>
<p>Si concludono questa  mattina i lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione  Cattolica che ha visto riuniti a Roma oltre 800 delegati provenienti da più di  150 diocesi italiane. Nel suo intervento, il Presidente nazionale dell’AC, Luigi Alici, nel  ricordare i 140 della nascita dell’Associazione e nel ribadire  l’attualità della Scelta religiosa voluta da Vittorio Bachelet, ha  sottolineato che: «La popolarità come testimonianza di un cristianesimo  visibile e condivisibile ci impegna come Azione Cattolica a costruire ponti fra  le due sponde che identificano la nostra vocazione umana e cristiana:  ricercando nel cuore dell’uomo la radice di quel bene comune, che  riunisce in sé i valori universali e irrinunciabili della vita e della pace;  raccogliendo l’invito del Signore: “Andate! Io sono con voi”,  che ci chiama a rinnovare e consolidare gli itinerari di cura della fede,  integrandoli con esperienze nuove di ricerca e riscoperta della fede. In questo  modo», ha concluso Alici, « potremo edificare quel “cantiere a cielo  aperto”, dove ognuno di noi può innalzare lo sguardo verso il mistero  dello spirituale, sperimentare l’infinito nel quotidiano e annunciare ad  ogni fratello e sorella: “Non sei lontano dal Regno di Dio!”».</p>
<p>Subito dopo  l’intervento del Presidente nazionale è stato consegnato un <em>Messaggio «di fiducia e speranza»</em>, rivolto  a tutte le persone di buona volontà. In esso, l’Azione Cattolica  sottolinea come parte integrante della propria organica partecipazione alla  missione della Chiesa «un impegno convinto e positivo in difesa della vita e  della famiglia. Tale impegno si manifesta cercando di promuovere concretamente  una cultura della famiglia, come “società naturale fondata sul  matrimonio”, di cui anche la Costituzione italiana riconosce i legittimi  diritti, in quanto patrimonio irrinunciabile, originariamente inscritto nel  cuore dell’uomo e fonte di relazioni umane primarie e umanizzanti. Nello  stesso tempo, come discepoli dell’unico Signore della vita siamo chiamati  ad onorare coerentemente la dignità sacramentale del matrimonio cristiano, che  genera una comunità familiare abitata, nella sua “unicità  irripetibile”, da un amore infinito (Benedetto XVI)».</p>
<p>Nel <em>Messaggio</em> si ricorda inoltre  l’adesione dell’Azione Cattolica al Manifesto “Più  Famiglia”: «In questo spirito, l’Azione Cattolica Italiana  parteciperà alla “Festa della famiglia”, che avrà luogo a Roma il  12 maggio, insieme a tutte le maggiori aggregazioni laicali, e si spenderà a  livello parrocchiale, diocesano e nazionale, in tutte quelle forme di sostegno  alla famiglia che rispondono ad esigenze reali e diffuse, e che sono più  consone alla nostra specifica vocazione formativa».</p>
<p><a href="http://www.dialoghi.net/index.php/2007/04/a-tutte-le-persone-di-buona-volonta/">Il Messaggio finale</a></p>
<p align="right"><em>Roma,  30 aprile 2007</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI A.C.I. &#8211; COMUNICATO STAMPA, 29 APRILE 2007 (n.7)</title>
		<link>http://www.dialoghi.net/index.php/2007/04/convegno-delle-presidenze-diocesane-di-aci-comunicato-stampa-29-aprile-2007-n7/</link>
		<comments>http://www.dialoghi.net/index.php/2007/04/convegno-delle-presidenze-diocesane-di-aci-comunicato-stampa-29-aprile-2007-n7/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2007 16:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato n. 7 Convegno delle Presidenze diocesane di AC Roma &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007 &#171;Le responsabilit&#224; pubbliche dell&#8217;amore: matrimonio, famiglia, educazione&#187; Riportiamo di seguito il testo del &#8220;Messaggio ai sindacati per la festa del lavoro&#8221; che l&#8217;Azione Cattolica Italiana, riunita a Roma per il Convegno delle presidenze diocesane, invier&#224; ai segretari di Cgil, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comunicato n. 7</strong></p>
<p align="center"><strong>Convegno delle Presidenze diocesane di AC</strong></p>
<p align="center"><strong>Roma  &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007</strong></p>
<p align="center">&laquo;<strong><em>Le responsabilit&agrave; pubbliche dell&rsquo;amore:  matrimonio, famiglia, educazione&raquo;</em></strong></p>
<p>Riportiamo  di seguito il testo del &ldquo;Messaggio ai sindacati per la festa del lavoro&rdquo;  che l&rsquo;Azione Cattolica Italiana, riunita a Roma per il Convegno delle  presidenze diocesane, invier&agrave; ai segretari di Cgil, Cisl e Uil in occasione del  prossimo 1 maggio.</p>
<p align="right"><strong>Ai  Segretari generali di CGIL, CISL e UIL</strong></p>
<p align="right"><strong>&nbsp;Sigg. </strong></p>
<p align="right"><strong>Guglielmo  EPIFANI</strong></p>
<p align="right"><strong>Raffaele  BONANNI</strong></p>
<p align="right"><strong>Luigi  ANGELETTI</strong></p>
<p align="center"><strong>1&deg;  maggio 2007, &ldquo;L&rsquo;Italia riparte dal lavoro&rdquo;</strong></p>
<p>L&rsquo;Azione  Cattolica Italiana, riunita per il Convegno delle Presidenze diocesane su  &ldquo;Le responsabilit&agrave; pubbliche dell&rsquo;amore&rdquo;, vuole ribadire  l&rsquo;importanza del lavoro per la vita e la costruzione della famiglia.</p>
<p>Sempre  pi&ugrave; la famiglia, nucleo fondamentale della societ&agrave;, ha bisogno di certezze e di  politiche che la rendano soggetto attivo in un mondo del lavoro in cui la  centralit&agrave; della persona umana, nelle sue aspirazioni e nei suoi affetti, deve  ritornare ad essere priorit&agrave; assoluta. Tale priorit&agrave; si concretizza, in questo  tempo, investendo sui giovani, come elemento propulsore di innovazione e  costruzione di nuove reti solidali, e tutelando la sicurezza e la salute nei  luoghi di lavoro, oggi troppo spesso minacciate.</p>
<p>L&rsquo;Italia  che riparte dal lavoro, fedelmente al dettato costituzionale, &egrave; quindi anche il  Paese che riparte dalla famiglia.</p>
<p>Con  questo spirito la   Presidenza nazionale di Azione Cattolica e il Movimento  Lavoratori di AC formulano alle organizzazioni sindacali i migliori auguri per  la giornata del 1&deg; maggio 2007.</p>
<p align="right"><strong><em>Roma, 1 maggio 2007</em></strong></p>
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		<title>CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI A.C.I. &#8211; COMUNICATO STAMPA, 29 APRILE 2007 (n.6)</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2007 13:11:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato n. 6 Convegno delle Presidenze diocesane di AC Roma &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007 «Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione» Franco Miano: «Nell’amore di “un io per tu” c’è l’amore per l’umanità intera» La terza giornata dei lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Ac si è aperta con la celebrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dialoghi.net/wp-content/uploads/2007/04/conv-pres4.jpg" alt="conv-pres4.jpg" /></p>
<p><strong>Comunicato n.  6</strong><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Convegno delle Presidenze diocesane di AC</strong></p>
<p align="center"><strong>Roma  &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007</strong></p>
<p align="center">«<strong><em>Le responsabilità pubbliche dell’amore:  matrimonio, famiglia, educazione»</em></strong></p>
<p align="center"><strong>Franco Miano: «Nell’amore di “un io per tu”  c’è l’amore per l’umanità intera»</strong></p>
<p>La terza giornata  dei lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Ac si è aperta  con la celebrazione della S. Messa presieduta da <strong>mons. Francesco   Lambiasi</strong>, <strong>Assistente  generale dell’Azione Cattolica Italiana</strong>, che nell’omelia  ha riproposto la figura del Buon Pastore, «mai scontato e retorico, il suo è  sempre un parlare a lampi, un mettere in tensione parole e immagini antiche,  spingendole verso il paradosso». Gesù, ha ancora ricordato monsignor Lambiasi,  «non copia le scritture, le compie; non le ripete le riprende; se le  attribuisce e le supera; le rinnova e le ricrea… Ecco cos’è il  paradosso evangelico: è rottura, stupore, scandalo, fantasia, profezia». E  questo perché, «gli otri vecchi dei soliti schemi triti e ritriti, le vecchie  botti del buon senso comune e delle opinioni correnti non riescono a contenere  il vino nuovo del nuovo patto». Nel ricordare la Scelta religiosa  dell’Azione Cattolica, l’Assistente generale l’ha definita  «una strada sicura, convincente e promettente. Su di essa, in comunione con i  nostri pastori, ci auguriamo di trovare un numero sempre maggiore di compagni  di strada».</p>
<p>Prima dei  lavori di gruppo, <strong>Franco Miano, Vicepresidente  nazionale per il Settore Adulti di AC</strong>, ha sottolineato nel suo  intervento che: «Famiglia e formazione sono due parole che abbiamo legato  insieme perché esse stesse sono legate nella profondità del vivere di ciascuno  gli spazi di affetti e di città, gli spazi di crescita». La nostra proposta  formativa, ha proseguito Franco Miano, «non solo non può prescindere dalla  famiglia, ma esprime, per come è caratterizzata, il senso stesso di una  formazione per la famiglia, perché sia scelta consapevolmente, perché sia  vissuta intensamente, perché accetti le sfide del tempo. La nostra proposta  formativa esprime inoltre il senso dell’essere famiglia associativa, cioè  esprime stile, metodi, contenuti condivisi; lo stile dell’essere  famiglia».</p>
<p>«Come ci  ricorda Benedetto XVI nella <em>Deus Caritas est</em> al n. 17», a proseguito il vicepresidente dell’AC, «“È proprio della  maturità dell’amore coinvolgere tutte le potenzialità dell’uomo e  includere, per così dire, l’uomo nella sua interezza”». Per poi  concludere che «se è senz’altro vero che possiamo affermare con Papa  Ratzinger che “l’amore è responsabilità di un io per tu”, in  questo tu delle persone che amiamo, per noi credenti, non può non esserci  l’umanità intera; in questo senso anche ogni vero amore è assunzione  pubblica di responsabilità; è custodire una più ampia consegna che rafforza e  non subisce il nostro amore per la persona.</p>
<p>Nel  pomeriggio, alle ore 16, i lavori proseguiranno con la tavola rotonda dedicata  al tema <strong><em>“Famiglia  e bene comune: l’impegno del laicato cattolico”</em></strong>, cui  parteciperanno Anna e Alberto Friso del <em>Movimento  dei Focolari</em>, Massimo Gargano della <em>Coldiretti</em>,  Andrea Olivero delle <em>Acli</em>, Anna e Roberto Zoppellari  dell’<em>Agesci</em>, Luigi Alici dell’<em>Azione Cattolica</em>.</p>
<p align="right"><em>Roma, 29 aprile 2007</em></p>
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		<title>CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI A.C.I. &#8211; COMUNICATO STAMPA, 28 APRILE 2007 (n.5)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 15:05:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comunicato n.  5 Convegno delle Presidenze diocesane di AC Roma &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007 «Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione» Proseguono i lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica. Questa mattina gli oltre 800 delegati hanno ascoltato e discusso le relazioni su: «La famiglia, società naturale fondata sul matrimonio», [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dialoghi.net/wp-content/uploads/2007/04/conv-pres4.jpg" alt="conv-pres4.jpg" /></p>
<p><strong>Comunicato n.  5</strong></p>
<p align="center"><strong>Convegno delle Presidenze diocesane di AC</strong></p>
<p align="center"><strong>Roma  &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007</strong></p>
<p align="center">«<strong><em>Le responsabilità pubbliche dell’amore:  matrimonio, famiglia, educazione»</em></strong></p>
<p>Proseguono i  lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica.  Questa mattina gli oltre 800 delegati hanno ascoltato e discusso le relazioni  su: «La famiglia, società naturale fondata sul matrimonio», tenuta dal prof.  Francesco D’Agostino, docente di Filosofia del Diritto all’Università  di Roma &#8211; “Tor Vergata”; «“Forte come la morte è l’amore».  Amare per ri-generare la vita», tenuta da mons. Cataldo Zuccaro, docente di Teologia  morale alla Pontificia Università Urbaniana e Assistente centrale del Meic; «Di  generazione in generazione: la sfida dell’educazione, oggi», tenuta da  Ivo Lizzola, docente di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e  della devianza all’Università degli Studi di Bergamo.</p>
<p><strong>Il prof. Francesco D’Agostino</strong> ha sottolineato che: «La famiglia è  una <em>società naturale, </em>o, per  usare un’espressione diversa, ma nell’essenziale equivalente,  un’<em>istituzione di diritto naturale</em>.  Ne segue che la difesa e la promozione della <em>famiglia</em> sono compito specifico (e forse prioritario) del diritto <em>positivo</em>, anche se, ovviamente, secondo  modi e forme dipendenti da variabili storiche e sociali. Le <em>nuove</em> dinamiche sociali, così come le <em>nuove </em>tecnologie riproduttive pongono al  diritto problemi <em>nuovi</em>, ai quali  vanno date chiaramente risposte <em>nuove</em>,  secondo la forza <em>inventiva</em> che è  propria del diritto: forza, però, che essendo appunto <em>inventiva</em> e non <em>creativa</em> di giusti assetti di strutture antropologiche, non  deve mai esser posta in essere per alterarle o comunque deformarle. Questa  prospettiva, ritenuta per secoli auto-evidente, è oggi ampiamente discussa. È  perciò opportuno tornare a ripresentarla, liberandola da tutte quelle  incrostazioni argomentative, che la rendono poco comprensibile da parte della  cultura oggi dominante». Per poi aggiungere: «Fuori dalla familiarità, l’  uomo non può essere pensato e non può vivere; o potrebbe forse anche vivere, ma  secondo modalità così <em>povere</em>, da  inaridirne l’umanità e da renderlo irriconoscibile come essere umano. Pertanto,  è fondato concludere che, garantendo la familiarità, il diritto garantisce un <em>bene umano</em>, in quanto garantisce la  struttura istituzionale primaria di identificazione dell’io  dell’uomo.</p>
<p><strong>Mons. Cataldo Zuccaro</strong> ha ricordato che: «Il matrimonio è una «intima comunità di  vita e d’amore», come lo chiama la <em>Gaudium</em><em> et spes</em>. Innanzitutto gli sposi si  accolgono come dono e sperimentano nell’amore una libertà che propria di  chi non si sente ospite, ma si sente a casa, a suo agio. L’amore sponsale  non solo apre alla generazione della vita della coppia, ma apre anche alla  generazione della vita dei figli, attraverso la procreazione. È l’amore  che ri-genera i figli già procreati e rende loro possibile una vita che va  oltre la dimensione puramente biologica. Ma, come sappiamo, una volta generati,  i figli ri-generano i genitori, nel senso che li fanno essere tali; così la nascita  del figlio è un evento che investe tutta la famiglia».</p>
<p><strong>Il prof.  Ivo Lizzola</strong> ha  evidenziato come: «L’attesa è al cuore dei legami tra donne e uomini:  sentire su di sé un’attesa è richiamo al legame ed alla responsabilità, è  valorizzazione del nome d’ognuno, della specificità d’ognuno nel  dare sostanza alle relazioni. È sopportazione dei limiti e della vulnerabilità,  e possibile riabilitazione. Senza attese, senza reciproche attese tra le donne  e gli uomini, tra le generazioni, non c’è che legame sociale arido,  fondato sulla forza e l’autoaffermazione. E non c’è buona  progettazione sociale. Resta una convivenza fatta solo di rapporti di forza e  di scambi tra soggetti dal diritto acquisito, preoccupati di difendersi, di  affermarsi, di tenere a distanza. Senza attese resta la solitudine di individui  segnati dal mito dell’autogenerazione e dell’autosufficienza,  dimentichi che tutti siamo anzitutto figli. Che siamo affidati gli uni agli  altri, e per questo siamo chiamati ad essere responsabilmente affidabili».</p>
<p align="right"><a href="http://www.dialoghi.net/index.php/speciale-convegno-delle-presidenze-diocesane-di-aci-roma-27-30-aprile-2007/"><strong><em>Nella sezione &#8220;Interventi&#8221; trovate le tracce complete delle tre relazioni</em></strong></a></p>
<p><em>Roma, 28 aprile 2007</em></p>
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		<title>CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI A.C.I. &#8211; COMUNICATO STAMPA, 28 APRILE 2007 (n.4)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 14:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato n. 4 Convegno delle Presidenze diocesane di AC Roma &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007 «Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione» “Un’Aureola per due” Il recital-oratorio sui coniugi Beltrame Quattrocchi torna a Roma alla Domus Mariae Domenica 29 aprile, alle ore 21:30, presso la Domus Mariae, in via Aurelia 481, in occasione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dialoghi.net/wp-content/uploads/2007/04/conv-pres9.jpg" alt="conv-pres9.jpg" /></p>
<p><strong>Comunicato n.  4</strong></p>
<p align="center"><strong>Convegno delle Presidenze diocesane di AC</strong><br />
<strong>Roma  &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007<br />
</strong>«<strong><em>Le responsabilità pubbliche dell’amore:  matrimonio, famiglia, educazione»</em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>“Un’Aureola per du</em></strong><strong>e”</strong></p>
<p align="center"><strong>Il recital-oratorio sui coniugi Beltrame Quattrocchi</strong></p>
<p align="center"><strong>torna a Roma alla Domus Mariae</strong></p>
<p>Domenica 29 aprile, alle  ore 21:30, presso la   Domus Mariae, in via Aurelia 481, in occasione del  Convegno delle Presidenze diocesane dell’Azione Cattolica Italiana, andrà  in scena  il recital-oratorio “Un’aureola per due” sulla vita  di Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, i primi due coniugi elevati insieme agli onori degli altari da Giovanni Paolo II, il  21 ottobre del 2001. Il testo e la regia sono di Maffino Redi Maghenzani e le  musiche di Giacomo   Maria Danese. Dopo il debutto a Roma nel 2000 in occasione di un  convegno promosso dall’Ufficio famiglia della CEI, il recital-oratorio  “<em>Un’Aureola per due”</em> ha raggiunto una riconosciuta maturità artistica con un’accoglienza e un  successo di pubblico al di là delle previsioni.</p>
<p>Il recital, che si avvale  di una coppia di attori, una di cantanti e di un quartetto strumentale, si apre  col racconto delle tappe essenziali della vita di Maria e Luigi, si snoda  attraverso gli intensi dialoghi ricavati dalle loro lettere, per giungere alla  testimonianza dei figli e delle figlie: piccoli quadri, i momenti forti, le  scelte, gli addii. Le musiche s’intrecciano con le calde voci degli  attori creando <em>un unicum</em> per  rivivere con emozione l’epoca, il clima e le vicende della storia  d’amore di Maria e Luigi.</p>
<p>Gli artisti, provenienti  in gran parte dall’Abruzzo (oltre che da Verona e Trento) in una tournée  nazionale che ha alle spalle 58 repliche, hanno incontrato migliaia di  spettatori da Roma ad Assisi, Verona, Otranto, Treviso, Arezzo, Brescia, Savona,  Napoli, Caserta, Trento, Padova e Sicilia&#8230;</p>
<p>Interpreti della  rappresentazione alla Domus Mariae, gli attori <em>Maria  Rosaria Olori</em> e <em>Angelo Petrone</em>,  il tenore <em>Nunzio Fazzini</em>, la soprano <em>Emanuela Formichella</em> e i  musicisti <em>Luca D’Alberto</em> viola, <em>Mauro Baiocco</em> flauto, <em>Carla Ortolani </em>violoncello e <em>Giacomo M. Danese</em> pianoforte e direzione  musicale; la regia è firmata da <em>Maffino Redi  Maghenzani, </em>aiuto alla regia di <em>Elena  Di Carlo</em>, fonico <em>Angelo Zanini.</em></p>
<p>Alla serata sarà presente  la figlia dei beati, Enrichetta Beltrame Quattrocchi che risiede a Roma, mentre  il fratello p. Paolino è monaco nella trappa di Frattocchie.</p>
<p align="right"><em>Roma,  28 aprile 2007 </em></p>
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		<title>CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI A.C.I. &#8211; COMUNICATO STAMPA, 28 APRILE 2007 (n.3)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 09:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s.pattaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI AC Roma &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007 «Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione» “Il nostro impegno per la famiglia e per il bene del paese” L’Azione Cattolica verso il “Family day” Con l’intervento di Francesca Zabotti, vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il Settore Adulti, si sono aperti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dialoghi.net/wp-content/uploads/2007/04/conv-pres9.jpg" alt="conv-pres9.jpg" /></p>
<p>CONVEGNO DELLE PRESIDENZE DIOCESANE DI AC<br />
Roma &#8211; Domus Pacis, 27/30 aprile 2007<br />
«Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione»</p>
<p>“Il nostro impegno per la famiglia e per il bene del paese”</p>
<p>L’Azione Cattolica verso il “Family day”</p>
<p>Con l’intervento di Francesca Zabotti, vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il Settore Adulti, si sono aperti ieri a Roma, presso al Domus Pacis, in via di Torre Rossa 94, i lavori del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica, che vede riuniti più 800 delegati provenienti da oltre 150 diocesi italiane. L’incontro si pone all’interno di un percorso che ha visto l’associazione affrontare i temi legati alla famiglia, all’educazione e all’affettività sulla scia dell’appuntamento di Verona.</p>
<p>Un’altra data fa da riferimento a quest’appuntamento, è il cosiddetto “Family day” del prossimo 12 maggio. La vice presidente nazionale dell’AC ha detto nel suo intervento: «Abbiamo sottoscritto, il 19 marzo scorso, il manifesto “Più Famiglia” fortemente voluto dall’Ac che ha contribuito alla sua stesura con l’apporto qualificato e competente del presidente nazionale Luigi Alici. In esso si ribadisce che: Come cittadini di questo Paese avvertiamo il dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale. Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia. Come cittadini e come cattolici affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative. Il nostro è un grande sì alla famiglia che, siamo certi, incontra la ragione e il cuore degli italiani». Per questo, ha proseguito Francesca Zabotti, «il 12 maggio l’Azione Cattolica Italiana parteciperà al “Family day” in spirito di leale corresponsabilità, insieme a tutte le maggiori aggregazioni laicali. La manifestazione, a cui invitiamo a partecipare i nostri soci e responsabili a tutti i livelli, è essenzialmente un atto di sostegno pubblico al Manifesto, non un punto d’arrivo, ma di partenza».</p>
<p>Sui temi che toccano matrimonio e famiglia, ha ribadito la vicepresidente di Ac, «il nostro Paese non ha bisogno di scontri, ma di un dibattito pubblico serio ed aperto, sottratto a semplificazioni e irrigidimenti ideologici, in modo tale che tutti i cittadini siano messi in condizione di comprendere la reale posta in gioco, nell’orizzonte di un’autentica cultura del bene comune. Come associazione siamo convinti che bisogna rifuggire dalla tentazione semplificatoria o moralistica, fatta di declamazioni, richiami a principi e valori, blanditi come armi più che testimoniati con coraggio e fedeltà nel quotidiano. Sia a livello parrocchiale, diocesano che nazionale, ci stiamo spendendo ed adoperando quotidianamente per tutte quelle forme di sostegno alla famiglia che rispondono ad esigenze reali e diffuse, e che sono più consone alla nostra specifica vocazione formativa».</p>
<p>Infine, va sottolineato che l’Azione Cattolica nelle sue diverse espressioni locali sta predisponendo, in vista della giornata del 12 maggio, una partecipazione popolare, mettendo a disposizione anche delle altre realtà laicali e parrocchiali la propria esperienza e organizzazione.</p>
<p>Roma, 28 aprile 2007</p>
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