Spello, una storia che continua
Nel 1966 Carlo Carretto scriveva: «Il vescovo di Foligno ci ha chiamato. Sapeva che qui (a Spello) c’era un convento povero e ci ha detto: “Forse è adatto per voi”. Abbiamo cominciato questa attività pensando di fare qualcosa per i nostri fratelli. Questo “qualcosa” è scoppiato nelle nostre mani. Aspettavamo dieci giovani e ne venivano cento, ne aspettavamo cento e ne arrivavano mille. Spello è un luogo di preghiera. Lavoro e preghiera; però li abituiamo al silenzio, ad andare al di là della preghiera-parola. Oggi tutti sentono aridità, perché non danno spazio sufficiente alla preghiera. Dobbiamo trovarlo questo spazio, altrimenti con il nostro gran lavorare ci trasformiamo in schiavi e non in figli di Dio».
Il documento finale della XIII Assemblea nazionale dell’Azione cattolica riporta questa scelta: «… ormai i tempi sono maturi perché l’Associazione possa darsi un “polmone spirituale”, da custodire come la pupilla dei propri occhi: una sorta di laboratorio dello spirito e della formazione, dove è perennemente accesa una luce di contemplazione, di studio, di maturazione vocazionale e formativa, capace di far incontrare la Parola e la coscienza…».(3 maggio 2008)
Nel 2009 a seguito di una “provvidenziale” sequenza di avvenimenti il Comune di Spello chiede all’Azione Cattolica se fosse interessata a rilevare il Convento di S. Girolamo per proseguire idealmente l’esperienza di Carretto e dei Piccoli Fratelli, al fine di garantire una continuità, una tradizione che grazie a Fratel Carlo – diventato punto di riferimento per la città – aveva vissuto un lungo periodo che potremmo definire di “bene comune”. La richiesta-offerta viene immediatamente accolta e il Comune affida all’AC il convento S. Girolamo in usufrutto per 15 anni, rinnovabili.
Il 2 ottobre 2010, al termine dei lavori di ristrutturazione necessari sia per completare quelli dovuti a seguito del sisma del 1997 – che tra l’altro indusse i pochi Piccoli Fratelli del vangelo rimasti a trovare altra sistemazione – sia per ottemperare le norme previste, il convento di S. Girolamo “riapre”.
Non è intenzione dell’AC ripetere o “fotocopiare” l’esperienza di Fratel Carlo, una di quelle esperienze che da un lato restano uniche per le caratteristiche di chi le guida ed ispira, e per le caratteristiche del tempo, ma dall’altro indicano una via ancora percorribile, indicano soprattutto che nella vita del cristiano il primato di Dio non deve essere solo affermato ma vissuto, che il Vangelo è davvero libro di vita, di carità, di speranza.
L’esperienza di Carretto a Spello si svolse nella sua massima espressione all’indomani del Concilio. Il soffio dello Spirito che spingeva la Chiesa verso una rinnovata presenza nel mondo trovava allora una forza radicante nella Parola. Migliaia di giovani, ma non solo, hanno “imparato” la Parola ascoltando il profondo spirituale che Fratel Carlo aveva maturato nel deserto, seguendo il “respiro” di Charles de Foucould. Dopo gli anni storici in cui Carlo Carretto trascinò e indirizzò migliaia di giovani al servizio del Vangelo – chi non ricorda il famoso raduno romano dei 300.000 baschi verdi del 1948 – venne per lui la stagione di Dio, il momento in cui o si risale alle radici, si riconosce che tutto viene da Dio e a Lui ritorna o ci si affanna a costruire un qualcosa che rischia di rimanere umano, senza cambiare i cuori e, quindi, senza cambiare nulla.
Ma se il Concilio ha prodotto frutti possiamo dire che non è ancora del tutto affermato e che ha bisogno di un rinnovato ascolto, di un impegno che recuperi un laicato adulto, maturo capace di unire le cose della città di Dio con quelle della città dell’uomo.
Se l’AC ritorna (in un certo senso) a Spello non è per emulazione o per ripercorrere un passato che non torna, ma per proseguire una stagione in cui, nella confusione del tempo, sia possibile per molti riscoprire il senso della vita, per rispolverare una verità offuscata dal materialismo e dal mercantilismo dilagante, per dare sapore alla vita di coloro che, credenti in Cristo, desiderano essere testimoni credibili. Questo sarà possibile se i credenti, in particolare quelli che aderiscono alle varie aggregazioni laicali, sapranno ritrovare gli spazi e i tempi per il silenzio, per mettere ogni cosa al posto giusto alla luce della Parola ed essere insieme non espressione di una ispirazione ma immagine di Dio, per dar vita a quell’unica famiglia umana che il S. Padre invoca nella Caritas in veritate. Spello sarà casa per coloro che desiderano trascorrere un breve tempo di preghiera e riflessione. Si alterneranno proposte programmate (corsi e seminari tematici) e periodi in cui potranno accedere piccoli gruppi che troveranno la guida di un sacerdote e un clima di fraternità e condivisione.