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Educare in AC è “cosa del cuore e solo Dio ne ha la chiave”

di + Domenico Sigalini

La comunità cristiana è in grado di educare o si interessa solo di fede, di religione, di soprannaturale? Non è forse orientata solo ad alcuni interessi precostituiti così che non coglie l’aspirazione alla libertà, all’autonomia delle persone, dei giovani soprattutto? Insomma è cosa seria aspettarsi che un mondo così stretto (qualcuno dice addirittura chiuso) come è quello del cattolicesimo sia in grado di sviluppare modelli educativi all’altezza della nostra modernità?
Più che domande, che sono pure mal poste, sono pregiudizi che si leggono a fior di pelle in molti luoghi, che passano sotto banco anche nelle scuole, che vedono ancora ideologicamente nella religione una debolezza e nella fede cristiana una costrizione assolutamente fuori gioco in un modello di pensiero relativistico, incapace di rifarsi a principi di fondo.
La vita cristiana, noi affermiamo con decisione, supportati anche dall’esperienza, è un contributo fondamentale e unico alla formazione dell’uomo. Se l’uomo di oggi ha raggiunto una maturità come quella che possiede, una capacità di elaborare e conformare le società alla promozione dei diritti fondamentali dell’umanità, lo deve in gran parte al cristianesimo e alla figura stessa di Gesù, proposta come ideale e centro della vita umana e comunitaria. Cristo è l’uomo perfetto e l’educazione cristiana è «…educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come lui, a scegliere e ad amare come Lui. A sperare come insegna Lui, a vivere in Lui la comunione col Padre e lo Spirito Santo….» (Documento Base, 38) Questa è la mentalità di un credente.
La figura storica di Gesù, anche indipendentemente dalla fede che si può professare in Lui, è di un’esemplarità umana unica, capace di orientare le coscienze verso un’umanità piena, matura, dedicata al bene di tutti. Se il compito della Chiesa, della comunità cristiana, vista in tutte le sue articolazioni fino a quella più capillare che è la parrocchia, fosse anche solo questo, darebbe all’educazione dell’umanità un contributo di prima grandezza.
Questa forza educativa all’interno della Chiesa si sviluppa in termini molto definiti attraverso progetti educativi, persone preparate, punti di vista condivisi entro aggregazioni di tradizione anche secolare. L’Azione Cattolica è anche questo: è uno spazio vivo in cui non ci si accontenta di orientare a doveri o a pratiche, ma in cui si colloca tutta la vita credente entro un progetto formativo, che segue le leggi più moderne della pedagogia. Non è un’accozzaglia di persone, che fanno dello stare assieme gioiosamente, il che è già un grande contributo alla vita del mondo, il tutto della sua organizzazione. È invece una comunione intergenerazionale di persone che si dedicano gli uni agli altri e tutti assieme alla comunità cristiana e umana, con un impianto educativo definito, aggiornato alle esigenze dei tempi, capace di far vivere, crescere e credere. Crede intensamente nel Dio di Gesù Cristo e nella fede trova le ragioni profonde del vivere, i valori cui orientarsi, i comportamenti conseguenti. Ama la Chiesa concreta in cui vive e in essa si mette al servizio di tutta l’umanità, si apre al dono che è il pilastro fondamentale di qualsiasi educazione di tutti i tempi. Apre adulti e giovani alla dimensione religiosa, alla formulazione delle domande fondamentali della vita, alla capacità di prendersi le sue responsabilità nella società. Si dota costantemente di persone qualificate per tutte le età e le fa interagire in progetti di ampio respiro. Basta dire che i giovani e gli adulti si danno da fare per educare i ragazzi (questa è l’ACR), se ne fanno carico esplicito, costruiscono gruppi, strumenti, piani, progetti per dare ad ogni ragazzo fin dalla tenera età la gioia delle ragioni del vivere e del credere.
L’AC ha capito che solo Dio tiene le chiavi del cuore dell’uomo e amandolo sopra ogni cosa ne intuisce i desideri, ne ascolta la chiamata e lo segue con generosità, ricevendone in cambio vita piena che mette a disposizione di tutti.

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