Educare alla vita buona del Vangelo
Dio educa il suo popolo: nel Vangelo non mancano gli episodi che ci presentano Gesù educatore, basta rileggere il racconto dei discepoli di Emmaus. Il titolo scelto per gli orientamenti pastorali dell’episcopato italiano per i prossimi dieci anni indica chiaramente che Gesù Cristo è la via che può condurre ciascuno alla piena realizzazione di sé.
Nel “mondo che cambia”: nel mondo sempre più influenzato da aspetti che influiscono sul processo educativo (come si legge nel capitolo primo del documento), l’insegnamento del Maestro appare non solo come essenziale riferimento per la crescita e per la vita piena di ciascuno, ma anche come risposta alle domande e alle provocazioni del tempo. Gesù Cristo indica che una “vita buona” è possibile. La sua proposta, accolta nella vera libertà, diventa non solo proposta di vita ma missione, in quanto chiama a trasferire nel mondo il fermento della fede.
Dedicare un decennio di pastorale all’educazione significa, tra gli aspetti che possono essere evidenziati, ricreare le condizioni per riportate Dio al centro della vita dell’uomo a partire da un rinnovato impegno di tutta la comunità ecclesiale. Se individualismo, ripiegamento su se stessi, desiderio insaziabile di possesso e di consumo, ansie e paure possono essere indicati tra gli aspetti più critici del nostro tempo, disgregandolo, interpretare la questione educativa, ritenuta urgente non come sterile riproposizione di valori, norme, insegnamenti, lezioni ma come capacità di costruire relazioni tra persone, gruppi, istituzioni diventa condizione indispensabile.
La comunità cristiana, soprattutto attraverso due forme privilegiate costituite dalle famiglie e dalle parrocchie, può essere “luogo”, comunità educante (cap. 4). Nel documento (n.36) alla famiglia si riconosce un ruolo primario indiscutibile, mentre la parrocchia continua ad essere luogo fondamentale per la comunicazione del vangelo e la formazione della coscienza credente; rappresenta nel territorio il riferimento immediato per l’educazione, favorisce lo scambio tra le diverse generazioni, dialoga con le istituzioni locali e costruisce alleanze educative per servire l’uomo (n. 41).
Nella parrocchia e nelle diocesi, come si legge nel documento al n. 43, tra le realtà ed esperienze a sostegno dell’azione educativa occupa un posto specifico e singolare l’Azione Cattolica, che da sempre coltiva uno stretto legame con i pastori della Chiesa, assumendo come proprio il programma pastorale della Chiesa locale e costituendo per i soci una scuola di formazione cristiana. Le figure di grandi laici che ne hanno segnato la storia sono un richiamo alla vocazione alla santità, meta di ogni battezzato.
Non è difficile trovare in queste parole l’invito ad un impegno che, come AC, ci appassiona da sempre. Le linee del nostro progetto formativo che invita innanzitutto a riconoscere il valore assoluto del mistero del Signore Gesù come centro della vita di fede e della Chiesa ci aiutano nella lettura del documento dei vescovi. A partire dal cuore della vita (cap. 2) è possibile vivere il tempo presente come tempo di discernimento (cap. 1) e ad operare nella comunità perché sia sempre più comunità educante (cap. 4) attraverso un cammino di relazione e fiducia, seguendo le esigenze fondamentali e gli obiettivi e le scelte prioritarie indicate dai Vescovi a conclusione del documento.