Chi ama educa: un riconoscimento a tutta l’Ac
«Il dono prezioso dell’essere educatori nella Chiesa e in Azione Cattolica sta, infatti, nel compito di contribuire, sia pure faticosamente e umilmente, a narrare e trasmettere alle nuove generazioni la fede, mostrando le meraviglie del Signore; contribuire a suscitare la speranza, dal momento che educare significa amare il futuro, e a testimoniare l’amore, perché educare è una scelta del cuore, e solo chi ama educa» (pp. 62-63). È questo un passaggio esemplare e significativo del felice testo del Presidente nazionale, Franco Miano (Chi ama educa. Vocazione, cura e impegno formativo. Tracce per un percorso, Ave 2010; il libro riceve il 25 settembre il Premio Capri San Michele – Sezione Pedagogia), che con stile agile ed essenziale mette attentamente in risalto lo stretto legame tra l’analisi del “mondo che cambia” e la piena assunzione di una responsabilità educativa. Occorre, infatti, comprendere attentamente i mutamenti in atto, coglierne le sfide, ma non basta; è necessario alimentare lo slancio e la passione verso l’impegno, alto e decisivo, di formare, anche oggi, la persona nella sua integralità.
Il volume non è un “trattato” di pedagogia, è invece un insieme di tracce per un percorso, un invito continuo a capire, a scegliere, a mettersi in gioco, facendo innanzitutto tesoro del grande patrimonio di santità che la comunità ecclesiale, e in essa l’Ac, possiede. L’educazione è un atto di amore, che si alimenta della fedeltà all’Amore del mistero santo di Dio, alle persone nella loro concretezza, al patrimonio spirituale che una generazione trasmette all’altra. Una fedeltà educativa che è contemporaneamente cura dell’essenziale e ricerca intelligente di strade nuove; un’azione che custodisce e crea, così come è appunto l’amore.
L’appello a una rinnovata responsabilità educativa attraversa tutte le pagine del volume che raccolgono una pluralità di interventi svolti negli ultimi mesi da Franco Miano sulla questione educativa. Sia che le riflessioni siano state svolte in convegni associativi, oppure trattate in articoli per riviste, o che siano contenute nell’intervista finale, i temi, gli spunti, le indicazioni sorgono sempre dall’incontro con le persone e le istituzioni che quotidianamente vivono l’avventura educativa. Un testo quindi che nasce dal rapporto costante con le domande della realtà e che mira a suscitare nell’Ac, ma non solo, un rinnovato sforzo per essere lievito evangelico, anima della realtà stessa.
C’è bisogno che l’Ac – lo mette bene in luce in diversi passaggi il Presidente nazionale – sappia mantenere alta la propria proposta educativa sia in ordine allo stile, sia in ordine ai contenuti.
Sono diversi gli elementi che concorrono allo stile di un’azione educativa che voglia avere a cuore la formazione integrale delle coscienze: l’amorevolezza, la gratuità, la libertà, la competenza, la collaborazione, l’ordinarietà, la significatività, la testimonianza. Ugualmente sono diversificati i contenuti su cui costruire le proposte formative. Accanto al richiamo centrale al Progetto formativo, e ai suoi temi fondanti, il volume dedica una particolare attenzione ad alcune tematiche che rappresentano dei nodi dell’attuale dinamica sociale, tra cui la progettualità esistenziale delle persone, la fraternità, la solidarietà.
Il volume, dunque, riconsegna al lettore attento la serietà e la forza dell’impegno educativo. È bello che abbia ricevuto un premio importante. Ci piace pensare che esso sia un po’ anche per tutta l’Ac, impegnata ogni giorno a essere fedele al compito di promuovere nelle persone l’incontro liberante con il Vangelo.