Nuovi abbonamenti alla rivista Dialoghi a soli 9,00 euro!

In agenda: Anno Internazionale della Gioventù

Ha preso il via in questi giorni a New York l’Anno Internazionale della Gioventù. In 365 giorni, fino all’11 agosto 2011, di cose se ne possono fare tante. Parola d’ordine però: Fatti non parole. Intorno a questioni fondamentali quali: pace, giustizia, rispetto dei diritti umani, ridistribuzione delle ricchezze, solidarietà tra generazioni, tra culture, religioni e popoli di discorsi se ne sono fatti e se ne fanno tanti, ma questioni risolte (almeno in parte) poche. L’Anno, che ha come tema “il Dialogo e la Comprensione reciproca”, oltre ad incoraggiare il dialogo tra le generazioni e di promuovere ideali alti per la convivenza umana esorta i giovani ad impegnarsi per lo sviluppo, compreso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, che cercano di ridurre entro il 2015 molti mali sociali, a partire dalla povertà estrema e la fame, passando per la mortalità materna e infantile, fino alla mancanza di accesso all’educazione e alle cure sanitarie. È importante quindi mettere in agenda iniziative di informazione e sensibilizzazione perché solo a partire da una presa di coscienza diffusa sarà possibile raggiungere, almeno parzialmente, gli obiettivi indicati. Ed è importante che siano i giovani a mobilitarsi per primi sia per la sensibilità e l’entusiasmo che li contraddistingue sia perché è in gioco il loro futuro. Futuro che in un mondo ormai interdipendente non è possibile immaginare al di fuori di una mentalità universale. Non esistono problemi e situazioni difficili e drammatiche di altri, ma nella prospettiva di creare un’unica famiglia umana la convivenza ed il progresso o saranno di tutti o di nessuno. È un’idea forte che ricaviamo dalla Caritas in veritate dalla quale abbiamo ben capito che lo sviluppo integrale della persona deve essere inteso come sviluppo globale.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon nel suo messaggio augurale ha scritto: «In un mondo nel quale diversi popoli e tradizioni si avvicinano gli uni agli altri, con contatti sempre più frequenti rispetto al passato, è cruciale che le giovani generazioni imparino come prestare ascolto, immedesimarsi negli altri, riconoscere opinioni divergenti, e siano in grado di risolvere i contrasti per questo è necessario includere i giovani nelle politiche, nei programmi e nei processi decisionali da cui il loro e il nostro futuro trarranno vantaggio». Questo è possibile solo se l’Anno non sarà solo celebrativo o di facciata ma sarà veramente occasione di dialogo costruttivo e di azioni concrete.

Nel corso di questo’anno quindi i governi, le organizzazioni giovanili, scuola ed università e società civile sono incoraggiati a organizzare attività che promuovano una maggiore consapevolezza dell’importanza e dei benefici derivanti dalla partecipazione giovanile in tutti i settori della società. Sono inoltre necessarie attività che aiutino i giovani a investire la loro energia, il loro entusiasmo e la loro creatività nello sviluppo e nella promozione della comprensione reciproca.

Molti eventi a livello internazionale sono già stati programmati nel corso dell’anno, tra questi la Conferenza mondiale dei giovani a Città del Messico dal 24 al 27 agosto e la prima edizione dei Giochi Olimpici della Gioventù, che si terrà a Singapore dal 14 al 26 agosto che ha come obiettivo quello di ispirare i giovani di tutto il mondo ad abbracciare, fare propri ed esprimere i valori olimpici di eccellenza, amicizia e rispetto.

A Città del Messico i giovani affronteranno questioni relative all’educazione, alla salute, alla globalizzazione, allo sviluppo, alla tecnologia, ai mezzi di comunicazione ma anche a quelle relative alla fame e alla povertà, alla criminalità, all’abuso di droghe. Sono questioni ubiquitarie, quotidiane sulle quali non solo dobbiamo riflettere ma agire con proposte di vita, di dialogo e comprensione. Nelle agende dei nostri gruppi (siamo nella stagione dei programmi) non possono quindi mancare attenzione e impegno perché l’Anno della gioventù non sia bruciato nel falò del qualunquismo, del generico ed inconcludente ma segni davvero l’inizio di un protagonismo appassionato che, a partire dai giovani, possa contagiare tutte le generazioni e aprire nuovi sentieri che rispondano all’accorato appello di Benedetto XVI che a Cagliari nel settembre del 2008 invitò ad «essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica» che – ha sottolineato – «necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile».

Opportunità di approfondimento, di informazione, di dialogo non mancano. Intanto si potrebbe partire da una rilettura della Dichiarazione dei diritti umani, da una analisi della loro attualizzazione nel nostro paese e nel mondo, da un aggiornamento sullo stato degli Obiettivi di sviluppo Millennio collaborando con i gruppi che se ne occupano in modo specifico (Focsiv, Caritas, …), dal prevedere la partecipazione allo “Stand-up”(*) in programma a settembre, da un “ripasso” della Caritas in veritate e, perché no, da una maggiore conoscenza e attenzione di quanto sta facendo il FIAC nei vari continenti… C’è da fare!

Gigi Borgiani

(*) Cos’è lo Stand-up?

E’ la più grande mobilitazione mondiale contro la povertà. Le persone in tutto il mondo compiono il gesto di ALZARSI IN PIEDI per ricordare ai governi l’impegno di raggiungere entro il 2015 gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Le quattro precedenti edizioni hanno visto una partecipazione straordinaria: solo nel 2009 oltre 173 milioni di persone si sono alzate ovunque nel mondo. L’Italia, con 820.800 partecipanti, è risultata la prima nazione in Europa. Essenzialmente fare Stand Up significa ALZARSI IN PIEDI CONTRO LA POVERTA’, un’affermazione simbolica di grande forza e un’assunzione di responsabilità comune.

Perché si fa a settembre?

Quest’anno lo Stand Up viene anticipato a settembre perchè dal 20 al 22 settembre a New York si riuniranno tutti i Capi di Stato e di governo che hanno promesso di raggiungere gli Obiettivi del Millennio per fare il punto della situazione e progettare i prossimi passi. Per questo nei giorni precedenti, dal 17 al 19 settembre, si svolgeranno le giornate di mobilitazione Stand Up. Per chiedere all’Italia e a tutti i governi di arrivare preparati a questo Summit e di impegnarsi nella lotta alla povertà

Quest’anno in Italia e nel resto del mondo si farà Stand Up dal 17 al 19 settembre. In qualsiasi momento della giornata. Chiunque può organizzare uno Stand Up nella propria scuola, ufficio, parrocchia, sinagoga o moschea, campo sportivo o negozio, al teatro, al cinema, al centro commerciale, nelle biblioteche… ovunque! Se vuoi invece partecipare a un evento già organizzato, visita il sito www.campagnadelmillennio.it per conoscere lo Stand Up più vicino. Le persone con disabilità possono manifestare la loro partecipazione attraverso un qualunque gesto o soltanto con la propria presenza.

Quest’anno chi fa Stand Up fa sentire il suo cuore che batte forte contro la povertà e a sostegno degli Obiettivi del Millennio. Durante le giornate di mobilitazione facciamo sentire il nostro battito e la nostra voce. Create un suono ispirato agli Obiettivi del Millennio, ricreate il suono del battito e inviatelo a standup@millenniumcampaign.it Nella sezione KIT STAND UP trovate il file mp3 del battito da usare e alcune idee per realizzare il battito.

15 agosto 2010

Leggi i precedenti articoli della rubrica: Fatto del giorno

Il Fatto del Giorno | L'editoriale | L'intervista | Dialogando | L'aria che tira | Sul Sentiero d'Isaia