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Disarmiamo il mondo

di Jean Boulargin

30 luglio 2010 – Il Vaticano ha dato il suo sostegno ufficiale ad una campagna interreligiosa internazionale che chiede ai leader del mondo di ridurre il numero di testate nucleari e le “spese militari superflue”, e di destinare il denaro risparmiato a rispondere “in maniera efficace ai bisogni umani”. In una lettera inviata al settimanale statunitense dei gesuiti, America , il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, card. Peter Kodwo Appiah Turkson, dà il suo assenso ufficiale all’iniziativa, denominata Global Security Priorities Initiative e lanciata nel 2005. “Il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace – scrive il porporato – approva questa iniziativa ben intenzionata e offre il suo pieno supporto” all’obiettivo della campagna di “ridurre le spese per gli armamenti nucleari e indirizzare i fondi risparmiati agli aiuti umanitari”. Per questo, conclude Turkson, il dicastero vaticano “non ha nessun problema nel promuovere la diffusione dell’appello”.

1 agosto 2010 – “Desidero esprimere vivo compiacimento per l’entrata in vigore, proprio oggi, della Convenzione sul bando delle munizioni a grappolo che provocano danni inaccettabili ai civili. Il mio primo pensiero va alle numerose vittime che hanno sofferto e continuano a soffrire gravi danni fisici e morali, fino alla perdita della vita, a causa di questi insidiosi ordigni, la cui presenza sul terreno spesso ostacola a lungo la ripresa delle attività quotidiane di intere comunità.

Con l’entrata in vigore della nuova Convenzione, alla cui adesione esorto tutti gli Stati, la Comunità internazionale ha dimostrato saggezza, lungimiranza e capacità nel perseguire un risultato significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale. Il mio auspicio e incoraggiamento è che si continui con sempre maggior vigore su questa strada, per la difesa della dignità e della vita umana, per la promozione dello sviluppo umano integrale, per lo stabilimento di un ordine internazionale pacifico e per la realizzazione del bene comune di tutte le nazioni” (Benedetto XVI, Angelus, domenica 1 agosto).

Due buone notizie, due occasioni per ripeterci che la perseveranza ottiene e che l’impegno costante per la giustizia e la pace può portare i frutti che desideriamo. Le parole del Papa esprimono quanto a tutti i livelli, comprese le purtroppo non sempre appoggiate campagne contro le armi o contro la miseria o a favore dei diritti, è stato fatto in molte parti del mondo. Benedetto XVI non ha mai perso occasione per richiamare l’attenzione degli Stati sulla questione della rincorsa agli armamenti e sulle condizioni che continuano a provocare conflitti.

“ Un quarto ambito che, dal punto di vista morale, merita particolare attenzione è la relazione esistente tra disarmo e sviluppo . Suscita preoccupazione l’attuale livello globale di spesa militare”: così scriveva il Papa nel Messaggio per la Giornata mondiale della Pace del 2009; e, nel 2008, aveva scritto: “Su un piano più generale, si deve registrare con rammarico l’aumento del numero di Stati coinvolti nella corsa agli armamenti : persino Nazioni in via di sviluppo destinano una quota importante del loro magro prodotto interno all’acquisto di armi. In questo funesto commercio le responsabilità sono molte: vi sono i Paesi del mondo industrialmente sviluppato che traggono lauti guadagni dalla vendita di armi e vi sono le oligarchie dominanti in tanti Paesi poveri che vogliono rafforzare la loro situazione mediante l’acquisto di armi sempre più sofisticate. È veramente necessaria in tempi tanto difficili la mobilitazione di tutte le persone di buona volontà per trovare concreti accordi in vista di un’efficace smilitarizzazione , soprattutto nel campo delle armi nucleari”. Nel corso dell’Angelus domenicale del 18 novembre 2007 Papa Benedetto XVI ha rivolto un appello alla Conferenza degli Stati contro le mine antiuomo , riunitasi in Giordania, “affinché questo strumento venga bandito per sempre, onde evitare numerose morti, tra le quali quelle sempre più spesso dei bambini”. Il Papa interpreta i bisogni dell’uomo, noi dobbiamo fare eco alle sue parole con un’attenzione ed un impegno costante e coerente verso le questioni che più affliggono l’intera umanità. Purtroppo l’informazione che ci viene somministrata riporta o le non edificanti (proprio nel senso che non costruiscono bene comune) peripezie della nostra politica o fatti di cronaca più o meno oscuri che distraggono dai veri problemi della gente e dei popoli. A noi il dovere di ricercare fonti adeguate e di diffondere quello che in genere viene detto e scritto a margine o addirittura taciuto ostacolando e inquinando la serena convivenza. A tal proposito non nuoce ricordare quanto Benedetto XVI scrisse nel suo primo messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2006 (Nella verità, la pace): “ Alla menzogna è legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni. Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L’autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta”. Le opportunità per costruire bene comune globale non mancano!

06 agosto 2010

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