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Un grande abbraccio a Benedetto XVI

di Marco Iasevoli
«Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa». Le parole di Benedetto XVI durante il Regina Coeli di domenica dimostrano che il Papa ha ben compreso i sentimenti dei fedeli radunatisi in piazza San Pietro per esprimergli affetto e solidarietà.

Nelle 68 aggregazioni laicali che hanno organizzato l’incontro di preghiera a sostegno del pontefice non c’era nessun desiderio di rivendicazione o di arroccamento. Piuttosto, il desiderio di condividere con il Santo Padre l’itinerario di purificazione e riconciliazione che egli stessi ha avviato e che sta conducendo con fermezza, serenità e limpidezza. Il Papa ha compreso che il laicato cattolico italiano vuole, con la Chiesa e nella Chiesa, opporre una testimonianza luminosa, ordinaria e coerente al male orribile di cui si sono resi colpevoli alcuni sacerdoti, religiosi e laici in diverse parti del mondo. E sono pronti, al suo fianco, a mostrare il volto autentico della Chiesa che ama l’uomo.

«Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo - ha proseguito Benedetto XVI -. Noi cristiani non abbiamo paura del mondo… dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio… È quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. È quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l’uomo nel nome di Cristo». Il Papa ha disegnato dunque la strada maestra per far splendere la luce vera della Chiesa di Cristo: da un lato denunciare senza paura e con coraggio ogni reato contro deboli e minori; dall’altro mostrare in semplicità, ad ogni uomo, che la Chiesa nella sua essenza e verità è sempre segno dell’amore infinito di Cristo. Lo testimoniano proprio i tanti fedeli delle associazioni e dei movimenti accorsi domenica in piazza: persone semplici, che nelle parrocchie servono gratuitamente, animati da una passione grande che aiuta tantissimi uomini e donne, giovani, ragazzi e bambini, a sperimentare la paternità e maternità della Chiesa. «Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino», ha esortato Benedetto XVI. Un invito sincero e caloroso, perché solo «insieme», solo nella comunione sincera la Chiesa riesce a donarsi all’uomo e al mondo per quello che realmente è.

Il pontefice, inoltre, con grande sensibilità ha accolto l’affetto riversatogli dalla folla e lo ha immediatamente ridistribuito ai sacerdoti che in Italia si spendono con generosità e autentico anelito alla santità. Un importante invito alla fiducia verso i tanti presbiteri che in questi mesi hanno molto sofferto per gli abusi commessi dai loro confratelli.

L’incontro in Piazza San Pietro, organizzato dalla Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, è dunque riuscito nell’intento originario: essere soprattutto un momento di spiritualità e preghiera, che esprimesse sostegno e affetto al Santo Padre, immeritatamente al centro di attacchi mediatici, e nel contempo fosse un impegno per combattere il male che è dentro e fuori la Chiesa. Significativa la preghiera pubblica per le vittime della pedofilia e i familiari, a indicare che tali orrori non vanno e non devono essere taciuti né nascosti. Un atteggiamento di verità e limpidezza a cui il Papa sta incitando con forza, fornendo lui stesso un esempio coraggioso.

Sullo sfondo, bello e denso di significati è stato il convenire colorato di tante realtà aggregative con carismi diversi, che sanno ritrovarsi umilmente nell’unità della Chiesa. E a sigillare questo “esercizio di comunione”, la presenza dei vescovi italiani, rappresentati in piazza dal Presidente Cei card. Angelo Bagnasco, dal Segretario generale mons. Mariano Crociata e dal Presidente della commissione episcopale per il Laicato, mons. Paolo Rabitti. Proprio il cardinale Bagnasco, nel pomeriggio, ha celebrato l’Eucarestia nella basilica di San Paolo, e lì ha rimarcato il ruolo significativo che ha svolto e può svolgere la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali per il bene della Chiesa e di tutte le associazioni e movimenti che ne fanno parte. Perché la comunione sincera è sempre il primo, vero impegno apostolico.

Riportiamo il commento a caldo di un socio che ha partecipato alla festa di piazza san Pietro:

Cari amici, un po’ stanco di ritorno da Roma volevo condividere con voi alcune riflessioni.

La prima la ricavo dalle parole del Santo Padre che ci invita ad essere “fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell’amore, nel servizio” per contrastare il peccato, “il male spirituale”. Di fatto il mandato della “Contemplazione, Comunione e Missione” riecheggiato nella piana di Montorso e ripreso dal Benedetto XVI per il nostro 140mo. Un mandato che impegna fortemente la nostra AC.

La seconda è relativa alla comunione. L’immagine di una piazza festosa e coesa, le parole spese dal Papa e da Bagnasco per la CNAL sono segno di una consulta che ha lavorato bene. Una comunione che si è sentita anche con chi non era in piazza ma ha voluto comunque essere “partecipe” di questo evento.

La terza è l’immagine del Santo Padre capace di raccogliere l’affetto del quale è circondato e di estenderlo a tutti i sacerdoti che seguono la vita dei nostri gruppi, capace di affidarsi a Maria, capace di guidare la Chiesa in questo momento decisamente tormentato.

Sono certo di aver vissuto una bella ed intensa giornata e spero che tutto questo abbia ricaduta sulla quotidiano dei nostri gruppi.

Un saluto

Gianni

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