Pendolari anche domenica
Santità, noi siamo pendolari. Ogni mattina ci alziamo presto, qualcuno alle 4, altri alle 5 e veniamo a Roma, alla grande città di cui è vescovo e, per questo, nostro papa, successore di San Pietro. Qualcuno di noi, grazie a Dio ha trovato lavoro anche in vaticano e gliene è grato immensamente. La nostra vita è un continuo andare avanti e indietro o col nostro treno che spesso ci lascia a terra o ci stipa in maniera disumana nei vagoni, o con gli autobus e la metropolitana o con l’automobile che ci fa fare code da incubo sul raccordo. E’ la nostra vita; è per lavorare e studiare, per prepararci il futuro, per mantenere le nostre famiglie. Quanto siamo contenti alla domenica di poter stare tranquilli finalmente a casa a goderci la famiglia, gli amici, il meritato riposo e, purtroppo non sempre, perché non siamo troppo bravi cristiani, andare a messa in parrocchia con i nostri figli e amici!
Certi venerdì non ce la facciamo più; se poi piove, come l’ultimo appena passato, ci dobbiamo armare di pazienza e aspettare docili in coda che tutto si sciolga, anche se il sole è tramontato da un bel po’. Arrivati nel nostro territorio, quasi non bastassero, facciamo le code anche sulle nostre strade. Sabato e domenica però ci rifacciamo, ci godiamo la nostra bella casa e le nostre belle cittadine.
Ma domenica 16, di questo maggio piovoso, abbiamo deciso di fare ancora i pendolari, di riprendere treno e bus per venire a sostenere nella preghiera a Maria, che lei ci invita a fare dalla finestra della sua casa, la sua grande sollecitudine per la chiesa.
Vogliamo venire a dirle che siamo orgogliosi di averla come pastore supremo della chiesa, che il suo grido di questi giorni che ci invita a preghiera, penitenza e perdono, lo ascoltiamo e lo facciamo diventare nostra regola di vita. Vogliamo dirle che siamo con lei in questo grande sforzo di purificazione delle nostre chiese, delle nostre vite, delle vite di tutti i credenti, laici e preti. La ringraziamo perché richiama a tutti la grande responsabilità che ci viene dal vangelo in tutti i campi della vita. La ringraziamo per i nostri bambini, che trovano in lei il più grande difensore. La ringraziamo perché richiama i potenti anche per le nostre difficoltà economiche che vanificano il nostro lavoro e spesso ce lo tolgono, buttandoci in una disperazione difficile da vincere. Le siamo vicini. Non abbiamo che il nostro cuore, talvolta duro, ma sempre un cuore di figli che le vogliono bene e supplichiamo Dio che la sorregga di fronte a tutte le difficoltà della sua grande responsabilità.
Non ci facciamo rincrescere di fare i pendolari anche questa domenica, non ci veniamo con la faccia scura del lunedì, ma con la gioia di dirle grazie e di affidarci a Dio attraverso le sue preghiere.