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Famiglia a colori: il futuro dell’Italia è interculturale

di Gigi Borgiani

Famiglia “nucleo naturale e fondamentale della società”: per consolidare questo valore nel 1994 l’ONU scelse di dedicare al tema della famiglia,ogni anno la data del 15 maggio, una giornata quale appuntamento istituzionale.
Il tema proposto dall’ONU per la Giornata 2010 è “L’impatto delle migrazioni sulle famiglie nel mondo”, e il Forum delle associazioni familiari –che puntualmente ogni hanno celebra questo appuntamento- ha assunto il tema attribuendo all’incontro che si è svolto sabato scorso a Roma a Palazzo Rospogliosi, il titolo “Famiglia a colori: il futuro dell’Italia è interculturale” intendendo sottolineare la interculturalità come valore e la dimensione familiare – per le famiglie dei migranti e per quelle del Paese ospitante – come luogo privilegiato di relazione e di condivisione. Il tema delle migrazioni è quanto mai attuale quasi che nel titolo il termine “futuro” dovrebbe essere mutato in “presente” in considerazione non solo dell’alto numero di immigrati presenti nel nostro paese ma anche e soprattutto dell’impatto delle “nuove generazioni immigrate”, di coloro che – e sono ormai moltissimi – sono i figli di genitori stranieri da anni in Italia. Quello delle migrazioni non è più fatto isolato, straordinario, fenomeno da contrastare, si tratta di riconoscere la realtà e provvedere alle condizioni per cui persone ( nel nostro caso famiglie) di culture diverse possano convivere, possano ricercare e trovare forme di incontro. Al riguardo esistono già progetti concreti, quali ad esempio il progetto “Con-tatto”, iniziativa sperimentale finalizzata a sostenere l’inclusione sociale dei migranti attraverso attività di dialogo, animazione e formazione che valorizzino i legami familiari e associativi come fattori di integrazione e coesione.

Il tema trova anche riscontro nel Documento Preparatorio per le prossime Settimane sociali dei cattolici; uno dei punti che caratterizzeranno “l’agenda di speranza per il futuro del Paese” riguarda il tema dell’immigrazione con particolare attenzione alla “seconda generazione”. Nel documento, al n.25 sotto il titolo “includere le nuove presenze”, si legge : “Ben al di là della polemica spicciola e strumentale, vivissima è la coscienza diffusa dei rischi e delle opportunità che comporta l’intensificarsi dei flussi migratori verso l’Italia: «anche l’Italia è tornata ad essere un paese di immigrazione. Ciò si manifesta anche nella forma di seri problemi, ma è chiaro che questo processo arricchisce sotto svariati profili il Paese, dotandolo di risorse che non produce e di cui ha bisogno per crescere» (Lettera di aggiornamento). La tensione è quella di combinare strategie di inclusione che mettano in circolo le nuove presenze, che a esse offrano le opportunità ricercate e che propongano riferimenti istituzionali chiari, in grado di guidare un percorso di responsabilizzazione. L’inclusione è l’incontro tra atteggiamenti responsabili e avveduti, essi stessi aspetto di carità matura e intelligente.

Il tema dei fenomeni migratori, peraltro affrontato in alcuni dei convegni pubblici regionali che l’AC ha realizzato anche in vista delle Settimane Sociali, non sollecita solo ad un generico atteggiamento di tolleranza o accoglienza ma consente di riportare al centro la famiglia quale luogo di rilevanza pubblica e sociale, di incontro tra pubblico e privato. Famiglia che si pone nella società come luogo di dialogo, di riconoscimento reciproco e quindi ,direi, naturalmente di integrazione. Famiglia punto fondamentale per la protezione dei minori, per il sostegno delle fragilità. Famiglia che educa, che mette al centro la persona in un contesto “interculturale” dove identità distinte imparano a crescere nella dimensione delle relazioni, del rispetto delle diversità e del reciproco riconoscimento, della costruzione del bene comune. Il tema permette anche di ribadire la forza della dimensione associativa, spazio privilegiato di identificazione e di crescita ma anche di maturazione di responsabilità, di equilibrio diritti/doveri, di partecipazione e condivisione. L’AC su questo tema può mettere in campo, davvero in maniera esperienziale,concreta la sua potenzialità, la sua esemplarità familiare. Già, da sempre, luogo di relazione inter e intragenerazionale l’associazione può dar vita a modelli reali di integrazione senza far mancare la collaborazione e la sinergia tra le molte associazioni che sul piano politico promuovono istanze a sostegno della famiglia anche in relazione alle migrazioni.

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