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Come popolo e famiglia tutti in Piazza San Pietro

di Franco Miano

In occasione del concerto offerto per il quinto anniversario del pontificato di Benedetto XVI, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rivolgendosi al Santo Padre, ha affermato: “Sono certo che nella discrezione e nel rispetto con cui seguiamo il quotidiano svolgersi della sua alta missione, Ella possa ben cogliere la intensa, affettuosa vicinanza nostra e del popolo italiano”, sottolineando inoltre come tale vicinanza e considerazione si estenda anche ai tanti sacerdoti che operano “per il perseguimento del bene e della concordia”.

In questa cornice di affetto e di solidarietà mi sembra particolarmente importante, per almeno tre ragioni, essere in Piazza San Pietro il 16 maggio accogliendo l’invito della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal) a pregare con il Papa.

Primo: la priorità della preghiera. Ci rechiamo in Piazza San Pietro a pregare con il Santo Padre. Ci ritroviamo così ad esprimere nella fede, nella sobrietà della preghiera del Regina coeli (che unisce ogni domenica Piazza San Pietro con tutte le case del mondo), nella sottolineatura della centralità della Parola (attraverso la Liturgia della Parola presieduta dal cardinale Bagnasco prima della preghiera con il Papa), il senso vivo e profondo della vicinanza e dell’affetto del laicato cattolico, del popolo cristiano verso il Santo Padre e verso i sacerdoti tutti.

Secondo: il valore della comunione. Ci rechiamo in Piazza San Pietro insieme. Insieme nella semplicità di un incontro di famiglia, di un incontro domenicale in un luogo particolarmente caro e rappresentativo di tutte le chiese e di tutte le piazze della cristianità e del mondo intero. Insieme come gruppi, associazioni, movimenti; insieme come popolo. Si tratta di un segno di comunione con il Papa, capace di esprimere nello stesso tempo l’ansia di comunione che abita la vita di ogni credente autenticamente impegnato nella Chiesa, l’esperienza di ogni realtà autenticamente ecclesiale.

Terzo: il significato di una responsabilità. Ci rechiamo in Piazza San Pietro per sottolineare l’adesione al Magistero di Benedetto XVI che spinge sempre più tutti i credenti verso una fedeltà incondizionata al Vangelo, che metta in grado di riconoscere, condannare e isolare il male presente anche nella vita della chiesa e di impegnarsi a vincere il male facendo sempre prevalere il bene. In ogni circostanza, anche in quelle più difficili e problematiche, i credenti sono invitati alla conversione sorretti dalla speranza che nel Signore risorto si è fatta certezza, dall’amore del Signore della vita che chiede ad ogni credente di amare la vita e di saperla degnamente e responsabilmente far crescere.

(Questo articolo è tratto dal sito www.piuvoce.net)

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