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Riprogettare lo sviluppo

di Laura Malandrino

Clima, agricoltura e solidarietà internazionale affinché i principi della Dottrina sociale della Chiesa possano incarnarsi nella cultura incidendo positivamente sul futuro delle popolazioni e dei Paesi del Nord e del Sud del mondo. Sono state queste le tematiche al centro del seminario “Per un’agenda di speranza: clima, agricoltura e nuove povertà” organizzato il 16 aprile scorso da Focsiv e Coldiretti in vista delle Settimane sociali dei cattolici italiani 2010.

“Argomenti di particolare interesse per arricchire la riflessione sulle imprese e sull’immigrazione nell’Agenda di speranza per il futuro del Paese, tema dell’incontro di Reggio Calabria”, ha detto il vescovo di Ivrea Arrigo Miglio, presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. Nella lunga storia di questo appuntamento, infatti, è la prima volta che si parla di questione climatica e la quarta in cui si discute di problemi agricoli: “La prima volta fu nel 1908 a Brescia e Palermo, la seconda a Napoli nel 1947, la terza a Caserta nel 1957”, ha ricordato Miglio sottolineando come “l’agricoltura, oggi, rappresenti un ambito in cui c’è bisogno e voglia di crescita e dove è sentita la questione dello sfruttamento di manodopera stagionale a danno dei migranti”. In realtà tutto il Paese ha bisogno e voglia di crescere. “E noi aggiungiamo che può crescere”, ha detto il vescovo ponendo l’accento sul “contributo insostituibile che come cattolici possiamo portare alla crescita dell’Italia”: un contributo che parte da un preciso “concetto di sviluppo” e dalla passione per il bene comune da declinare in termini concreti.

Come ha spiegato Sergio Marelli, segretario generale Focsiv, “il seminario è stato un’occasione per allargare la riflessione sulla questione climatica e agricola ai Paesi in via di sviluppo dove l’80% della produzione è ascrivibile a piccole aziende a dimensione familiare ma la percentuale di Aiuto pubblico allo sviluppo destinato all’agricoltura è diminuito di ben sei volte dal 1980 al 2008”. Da questi dati, la necessità di “un forte richiamo alla salvaguardia del diritto alla sovranità alimentare e alla necessità di una autorità globale per globalizzare la solidarietà”.

In che modo? “Costruendo luoghi di negoziazione multilaterale, potenziando gli sforzi per l’accesso al sistema finanziario internazionale di questi Paesi e puntando sulla condivisione dei costi comuni” ha detto Paolo Ciocca, segretario Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo).

Per Franco Pasquali, segretario generale Coldiretti e coordinatore di Retinopera “chilometri zero, vendita diretta, filiera corta sono i linguaggi del nuovo secolo”. Certo queste proposte “non risolvono tutti i problemi, ma rispondono ad un nuovo umanesimo del consumo, per il nord e il sud del mondo, che rilancia un modello di sviluppo centrato sull’impresa a dimensione familiare legata all’uomo e al territorio”.

Michele Zannini (presidente Acli Terra) e Sergio Brunello (Mcl – Federagri) hanno sottolineato la necessità di rilanciare il ruolo dell’associazionismo cattolico per riprendere un’opera incisiva di educazione in materia di diritto al cibo. Un richiamo alla responsabilità personale è venuto da Pietro Minelli (vice presidente Ugc Cisl) e Vincenzo Conso (Fai-Cisl) che hanno parlato di un’alleanza per lo sviluppo, cogliendo le opportunità che possono venire anche dalla crisi economica attuale.

“Imprese con fini mutualistici e sociali accanto a quelle di profitto, così da configurare un modello di mercato che includa tutti i popoli, come suggerisce Benedetto XVI nella Caritas in Veritate, è la sfida odierna di Focsiv e Coldiretti  ha detto Gianfranco Cattai, presidente Focsiv  per rispondere alle esigenze di quell’80% di piccoli produttori del sud del mondo. Come? Selezionando esperienze positive attraverso cui promuovere un nuovo modello di sviluppo come Coldiretti ha fatto in Europa e ora si propone di fare insieme con la Focsiv nei Paesi del Sud del mondo”.

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