È la fame l’arma di distruzione di massa
È la fame l’arma di distruzione di massa .
Sono 113 gli stati che hanno firmato la proposta dell’Onu per una tassazione sui profitti delle multinazionali, del commercio delle armi e una lotteria internazionale. Gli Usa di Bush non avevano firmato: secondo il loro precedente ministro Veneman la proposta era “antidemocratica”.
La fame è la condizione comune ad almeno 800 milioni di persone. La sottoalimentazione per un miliardo e trecento milioni. L’attuale produzione alimentare è sufficiente a sfamare il doppio della popolazione mondiale. Il 50% dei cereali viene utilizzato come mangime per gli animali allevati nel nord del mondo, cereali che sarebbero sufficienti a sfamare 400 milioni di persone. Per avere una caloria di origine animale occorrono sette calorie vegetali. La Fao nel 1974 annunciò l’eliminazione della fame per il 1984. Nel 1996 si disse che nel 2015 i morti per fame sarebbero stati dimezzati. L’Africa rappresenta l’1,2% del prodotto mondiale lordo. Per questo non esiste nei nostri media.
(Vedi Le Scienze 437).
Dal 1996 il numero di chi soffre la fame è aumentato dell’otto per cento. L’obiettivo nel 2003 è stato spostato al 2030. La Fao ha speso l’87 per cento delle entrate ordinarie per stipendi al personale. L’Italia le versa 20 lnd di dollari annui, lo 0,017 per mille del PIL. Gli Usa pagano il 25% del bilancio Fao, 100 mln annui (ma la sola festa del 20 gennaio 2005 per Bush ne costò 40), la guerra in Iraq dall’aprile 2003 al 2004 è costata più di 150 miliardi, più di 1.500 anni di finanziamento alla Fao.
Sono 113 gli stati che hanno firmato la proposta dell’Onu per una tassazione sui profitti delle multinazionali, del commercio delle armi e una lotteria internazionale. Gli Usa di Bush non avevano firmato: secondo il loro precedente ministro Veneman la proposta era “antidemocratica”.
La fame è la condizione comune ad almeno 800 milioni di persone. La sottoalimentazione per un miliardo e trecento milioni. L’attuale produzione alimentare è sufficiente a sfamare il doppio della popolazione mondiale. Il 50% dei cereali viene utilizzato come mangime per gli animali allevati nel nord del mondo, cereali che sarebbero sufficienti a sfamare 400 milioni di persone. Per avere una caloria di origine animale occorrono sette calorie vegetali. La Fao nel 1974 annunciò l’eliminazione della fame per il 1984. Nel 1996 si disse che nel 2015 i morti per fame sarebbero stati dimezzati. L’Africa rappresenta l’1,2% del prodotto mondiale lordo. Per questo non esiste nei nostri media.
(Vedi Le Scienze 437).
Dal 1996 il numero di chi soffre la fame è aumentato dell’otto per cento. L’obiettivo nel 2003 è stato spostato al 2030. La Fao ha speso l’87 per cento delle entrate ordinarie per stipendi al personale. L’Italia le versa 20 lnd di dollari annui, lo 0,017 per mille del PIL. Gli Usa pagano il 25% del bilancio Fao, 100 mln annui (ma la sola festa del 20 gennaio 2005 per Bush ne costò 40), la guerra in Iraq dall’aprile 2003 al 2004 è costata più di 150 miliardi, più di 1.500 anni di finanziamento alla Fao.
“Sradicare la miseria è un obiettivo ambizioso ma tutt’altro che utopistico. Ne conosciamo anche i costi. Per cominciare a garantire a tutti gli abitanti della terra cibo, acqua, assistenza sanitaria e un minimo di istruzione, occorrerebbero investimenti aggiuntivi per 40 miliardi di dollari l’anno. Una cifra minore di quella che gli europei spendono in sigarette; un decimo dei proventi garantiti dai traffici illegali di droga” (Annan nel 1999)