Don Primo Mazzolari. L’inquietudine della fede
Le iniziative per ricordare i 50 anni della morte di don Primo Mazzolari (1890-1959) volgono al termine: predisposte dalla Fondazione che ne porta il nome e ne custodisce la memoria, sono state intese a far conoscere meglio la figura e il pensiero di questo prete lombardo, battagliero, “povero tra i poveri”, che amava la Parola di Dio e le parrocchie affidategli, i “lontani”, la cultura, e operava per far emergere il ruolo del laicato entro una Chiesa “moderna”, “fedele a Cristo”, incisiva nella realtà secolare.
Autore di numerosi libri (“La più bella avventura”; “La via crucis del povero”; “Tu non uccidere”, considerato il manifesto del pacifismo italiano; “Impegno con Cristo”), fondatore e animatore del battagliero quindicinale “Adesso”, don Mazzolari è stato indicato da papa Benedetto XVI tra le figure “esemplari” per l’Anno sacerdotale in corso.
Il presidente della Fondazione, don Bruno Bignami, spiega: “Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace: questa lapidaria affermazione contenuta nel volume Tu non uccidere sintetizza l’esistenza di don Primo Mazzolari. Un prete in ricerca, mai addomesticato da soluzioni di comodo. Sempre attento al di più che la fede chiede al discepolo. L’attività del parroco di Bozzolo è mossa dalla consapevolezza che Deus semper maior, Dio è sempre più grande dei progetti umani. E la coscienza credente si trova a decidersi nella storia tenendo come bussola il Vangelo: ogni scelta è frutto di discernimento e continua ricerca”.
Bignami aggiunge: “L’inquietudine che don Mazzolari testimonia è quella del Vangelo. È la spinta a ricercare la pecorella smarrita, è l’interrogativo dei discepoli di Emmaus, è la solidarietà del samaritano che si china sulla sofferenza del fratello, è la curiosità di Zaccheo che sale sull’albero per incontrare il Cristo”.
E si intitola proprio “Le inquietudini della fede. Don Primo Mazzolari e il cattolicesimo italiano prima del Concilio” il convegno internazionale promosso dalla Fondazione il 13 e 14 aprile presso l’Università degli Studi di Milano, con numerosi e qualificati relatori italiani e stranieri. Questo momento di studio sarà preceduto domenica 11 aprile da una messa celebrata dal vescovo di Mantova, mons. Roberto Busti, a Bozzolo, nella chiesa dove don Primo fu parroco per 27 anni. La sera del 12 aprile si svolgerà invece un incontro nella sede dell’Azione cattolica milanese, sul tema “Quale laico e quale immagine di Chiesa per l’oggi alla luce dell’insegnamento di don Mazzolari”. Tra i relatori figurano Paolo Trionfini, vice presidente nazionale Ac, i professori Giorgio Campanini e Giorgio Vecchio (Università degli Studi di Parma), e Valentina Soncini, presidente Ac ambrosiana.