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Abruzzo. Note di Speranza

di Gigi Borgiani

Sono numerose le manifestazioni, le iniziative che si sono svolte a L’Aquila e dintorni in occasione dell’anniversario del terremoto che lo scorso anno ha colpito il territorio abruzzese. Stampa e televisioni non si sono sottratti alla ricorrenza divulgando articoli, ricordi, parole e immagini. Non dimenticare! Questa espressione non è stata ripetuta invano nei giorni tragici dell’evento sismico e se, ad un anno di distanza, sono ancora molte le cose da fare resta il fatto che buone intenzioni e buona volontà non sono mancati, e fare memoria, oggi, significa che ripresa e ricostruzione non sono impossibili.

I primi segnali di ripresa sono risultati evidenti subito da parte degli aquilani stessi che non si sono lasciati schiacciare dai danni, quelli materiale ma soprattutto quelli legati alla perdita di affetti e di tutto quello che costituiva la loro vita. Accanto alla forza della gente aquilana non possiamo non ricordare chi si è mobilitato subito, chi ha sentito di dover far qualcosa. Tra le migliaia di persone che hanno “invaso” l’Abruzzo per portare un aiuto, anche il più semplice, il più nascosto ricordiamo i più di mille volontari di Ac che, provenienti da oltre 40 diocesi, hanno dato prova di come l’associazione sia una grande famiglia in grado di sostenersi e di compiere cammini comuni

Già le celebrazioni della settimana santa avevano potuto avvalersi dell’animazione di giovani delle diocesi vicine (ma non solo di quelle vicine) e a partire da quei momenti condivisi si sono poi susseguite l’animazione del “grest” nella zona di Pettino) per tutto il periodo estivo e mille altre forme di presenza e accompagnamento. La vicinanza alla gente di Abruzzo si è concretizzata anche con l’iniziativa di sostegno alle piccole imprese agroalimentare con la promozione della vendita di pacchi con prodotti tipici. Iniziativa di grande successo sia per il suo valore morale, ma anche per il notevole e non indifferente riscontro economico. Le relazioni di amicizia con la gente, ma anche tutti quei gesti che hanno contribuito alla ripresa nella convinzione che se a noi non competeva (e non compete) la ricostruzione materiala abbiamo, però, il dovere di sostenere tutti i percorsi possibili per dare fiducia e speranza.

Proprio per non dimenticare e per continuare il cammino insieme, l’Ac sostiene in questi giorni la realizzazione di un Concerto desiderato, voluto e composto non solo per fare memoria ma anche per elevare a Dio una preghiera e un canto di speranza, di Risurrezione. Tra gli ideatori, promotori e compositori del concerto alcuni “noti” personaggi (Massimiliano De Foglio e Alessandro Franceschini) della Diocesi di Avezzano che, aiutati dall’associazione, hanno permesso la realizzazione – affidata ai compositori conterranei – di una Messa per soli coro ed orchestra che, attraverso il linguaggio musicale, potesse far memoria dell’accaduto, elevando al Dio della vita una preghiera di supplica nella speranza della Risurrezione. Il significato alto di questa iniziativa consiste nell’aver riunito compositori, maestri e corali per un lavoro artistico ma anche un lavoro che rendesse testimonianza della volontà di un’intera terra, quella marsicana, di essere vicina alle famiglie terremotate tutte ed in particolare a quelle di chi ha subito il danno peggiore: la perdita dei propri cari.

Il bisogno urgente di mettere “per iscritto” questo comune sentire ha portato alcuni compositori marsicani ad unire le forze ed a prendere carta e matita cercando, così, di rendere udibile il grido di dolore che ci ha accomunato alle genti dell’aquilano. Non sono mancate le difficoltà di scrivere una composizione a più mani: diverse sensibilità, diversi modi di scrittura, diverse provenienze artistiche; insomma, vite diverse che dovrebbero concorrere ad una creazione artistica unitaria come solo può esserlo una Messa in musica. Senza pretese ma con la volontà di esprimere il sentimento di partecipazione di un’intera comunità ed il bisogno di rendere, attraverso la Musica, palpabile e tangibile la speranza che si genera dal dolore.

Esempio di amicizia e di collaborazione di vere solidarietà il Concerto è stato eseguito la sera del 6 aprile ad Avezzano e il 7 aprile a L’Aquila. L’opera sarà ospitata ed eseguita a Roma, presso la Domus Mariae, in occasione del Convegno nazionale delle Presidenze diocesane di Ac, a fine aprile, come segno di continuità di un legame nato da un’esperienza tragica, ma che vivrà nel segno della speranza.

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