Un Paese unito contro le mafie
Non è un rituale, ma una promessa che la società fa a sé stessa: con la primavera sbocci la legalità. Il 21 marzo è, ormai da 15 anni, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Un’iniziativa voluta da Libera, “associazione di associazioni” (tra le quali l’Azione cattolica) che da anni interpreta il duplice fronte della lotta alla malavita: la denuncia e l’annuncio.
Quest’anno la Giornata si svolge a Milano. La carovana di Libera torna dunque al Nord, dopo le due tappe meridionali di Bari e Napoli. Una scelta non priva di motivazioni: il tema del 2010 sarà la dimensione finanziaria delle mafie, dunque le ramificazioni in giacca e cravatta dei clan, che sempre più spesso inquinano l’economia e la vita amministrativa del Settentrione, rendendo la lotta all’illegalità una priorità politica, sociale e culturale di tutto il Paese. Basta e avanza in questo senso il grido d’allarme lanciato dalla Corte dei conti circa l’impennata dei fenomeni corruttivi lungo tutto lo Stivale (richiamato anche dal documento dell’Ac in vista delle prossime elezioni regionali). Da questo punto di vista, per la carovana di Libera “occupare” Milano significa anche annunciare l’attenzione del popolo antimafia all’Expo 2015.
Il titolo esprime una sensibilità cara all’Azione cattolica: “Legami di legalità. Legami di responsabilità”. La risposta più forte e decisa alla tirannia criminale sono relazioni sociali solide, che sfociano in un impegno educativo comune e trasversale, fondato su un’etica del bene comune condivisa. Un titolo che richiama in modo chiaro anche il recente documento dei vescovi Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno, laddove si dice: «In questi ultimi vent’anni le organizzazioni mafiose, che hanno messo radici in tutto il territorio italiano, hanno sviluppato attività economiche, mutuando tecniche e metodi del capitalismo più avanzato, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla società… C’è bisogno di un preciso intervento educativo, sin dai primi anni di età…». Capitalismo selvaggio e controllo arcaico del territorio: una miscela esplosiva, ambigua, che non si può che combattere partendo dalle radici, dalla formazione delle coscienze.
L’appuntamento cade in una settimana segnata da una notizia significativa sul fronte dell’antimafia: l’inaugurazione a Reggio Calabria dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, il cui profilo è stato definito attraverso la collaborazione positiva, in Parlamento, tra le diverse parti politiche. All’agenzia sarà dato il compito di monitorare la restituzione alla società dei beni sottratti ai mafiosi. Difatti, l’attacco ai patrimoni dei malavitosi si è rivelato, negli ultimi anni, una delle strategie più efficaci per indebolire il carisma dei clan e per fornire segni educativi collettivi.
La Giornata della memoria, con il suo carico di domande e denunce, porta con sé sempre un bagaglio di speranza. Sono i tantissimi giovani e ragazzi che partecipano alla marcia della legalità (in quest’occasione prevista per sabato 20 marzo), in gran numero studenti delle scuole medie e superiori. Proprio le nuove generazioni, con tutte le loro contraddizioni, ma anche con il loro implacabile anelito alla libertà, si dimostrano spesso le più sensibili alle istanze della legalità e della convivenza responsabile. Un patrimonio genuino di valori che va orientato dal mondo adulto, soprattutto attraverso testimonianze concrete di vita, che mostrino la bellezza e il fascino di strade diverse e porte strette.
Il momento più intenso della Giornata, come sempre, sarà il ricordo delle centinaia e centinaia di persone innocenti (uomini, donne, anziani, bambini, sacerdoti…) uccise dalle mafie perché scomode, o, brutalmente, per errore. A Milano sarà possibile recuperare la testimonianza, in particolare, di Giorgio Ambrosoli, l’avvocato esperto in liquidazioni amministrative ucciso nel 1979. E sarà ricordato uno dei più noti assalti frontali della mafia allo Stato: la strage di via Palestro, in cui morirono cinque persone.
L’Azione cattolica partecipa attivamente alla Giornata della memoria e dell’impegno, e insieme a numerose associazioni cofondatrici di Libera sarà presente, nel pomeriggio del 20 marzo, al seminario “Generiamo cittadinanza: l’antimafia sociale dai giovani per i giovani”, in cui sarà affrontato lo specifico contributo dell’educazione formale e informale per una nuova coscienza della legalità.