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In piena sintonia

di Fabio Zavattaro

È un appuntamento tradizionale il ricevimento, all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, che celebra i Patti Lateranensi e la revisione concordataria del 18 febbraio 1984. Ma è soprattutto un momento per tastare, giornalisticamente parlando, il polso dei rapporti tra Italia e Santa Sede; e quest’anno è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ribadisce “il clima positivo” nei rapporti di amicizia, “nel segno di una consolidata tradizione”, come sottolinea il giornale vaticano L’Osservatore Romano. Parole che trovano eco nell’incontro svoltosi in una sala dell’Ambasciata tra il presidente Napolitano e il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano.

Accolto dall’ambasciatore Antonio Zanardi Landi, il Capo dello Stato ha affermato: “Oggi c’è un inizio di primavera per l’anniversario dei Patti Lateranensi”. Ma non era certo l’aspetto atmosferico a destare l’attenzione dei cronisti. Lasciando, poi, Villa Borromeo per il Quirinale, Il Presidente Napolitano aggiunge: “È andato tutto nel migliore dei modi possibili, in una atmosfera di grande cordialità e di grande sintonia”.

E così ancora una volta si cerca di scoprire i contenuti di colloqui informali ma significativi: si sa, c’è sempre qualcuno che parla. Così si viene a sapere che il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, ha posto l’accento sulla questione delle scuole non statali colpite dai tagli della finanziaria. Uno studente della scuola cattolica costa allo Stato il 60 per cento in meno di un suo coetaneo che studia negli istituti pubblici. La risposta del Presidente del Coniglio, Silvio Berlusconi, riguarda l’opera del suo Governo e la prospettiva di ridurre quei tagli che penalizzano la scuola libera. Forse si è anche parlato di bioetica, probabile a breve una possibile nota, anche perché, per il momento l’unico documento Cei previsto, dovrebbe uscire a giorni, è quello relativo al Mezzogiorno.

Un altro tema almeno accennato potrebbe essere quello relativo all’immigrazione; forse non è un caso che proprio nel giorno del ricevimento, in una nota della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le migrazioni si auspichi che le prossime elezioni amministrative siano occasione importante “perché i temi della giustizia sociale e dell’integrazione tornino al centro dei programmi e delle politiche locali, evitando che la tematica dell’immigrazione sia usata pregiudizialmente e ideologicamente per scopi elettorali”.

Ma al di la dei temi più contingenti, il ricevimento è anche occasione per riflettere sul processo che ha portato ai Patti e alla loro modifica ventisei anni fa. Certo, c’era da uniformare quell’accordo internazionale firmato nel 1929 alla Costituzione repubblicana del 1948, tenendo anche conto che la Chiesa aveva vissuto un Concilio che la rendeva più attenta alle novità della società civile. Ma questo non ne ha mutato la funzione essenziale. Lo sottolinea in un articolo L’Osservatore Romano: “Se è vero che in un ordinamento democratico, come quello italiano odierno, la libertà religiosa nelle sue diverse dimensioni trova la più alta e solida garanzia nel testo costituzionale, è anche vero che tale proclamata libertà, nella prospettiva del bene individuale e comune, ha bisogno di strumenti di attuazione, diretti a renderne possibile la concreta fruizione. Uno Stato autenticamente laico, qual è quello delineato dalla Costituzione italiana – si legge ancora su L’Osservatore Romano – non può limitarsi a garantire l’immunità da coercizioni esterne in materia di coscienza, ma, nel rispetto dell’eguaglianza senza discriminazioni, deve favorire la positiva esplicitazione delle scelte religiose da parte di individui e comunità”. L’accordo del 1984 assicura, da un lato, la laicità dello Stato e, dall’altro, l’esigenza di una “concreta fruizione della libertà in materia religiosa nelle sue multiformi manifestazioni”. La strada è tracciata con chiarezza, va agevolato il cammino di chi la percorre.

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    Dialoghi, la rivista: Dialoghi n. 2 - 2010
  • anno X, n. 2, giugno 2010

    Le religioni nella sfera pubblica

    Il rapporto tra religioni e sfera pubblica e, in particolare, nel contesto italiano, fra cristianesimo e democrazia liberale.