Nuovi abbonamenti alla rivista Dialoghi a soli 9,00 euro!

Il Sud. Una risorsa per Paese e per la Chiesa

di Franco Miano

Il documento “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”, diffuso dalla Conferenza Episcopale Italiana, a vent’anni dalla pubblicazione di “Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno”, rappresenta prima di tutto un’importante pagina di discernimento comunitario. I Vescovi italiani (e non solo del Sud), dopo un percorso attento di riflessione e condivisione (che ha avuto nel convegno di Napoli del febbraio 2009 su “Chiesa nel Sud, Chiese del Sud” un decisivo riferimento), ripropongono l’attenzione sul Mezzogiorno nella diversificazione delle sue aree e dei suoi problemi, ma anche nella sua caratteristica unitaria, inquadrando la questione nell’ottica della vita dell’intero Paese, con lo stile pacato ma profondo che si addice ad una ricerca senza “ricette pronte”, ma che sa di poter contare su alcune salde certezze che derivano dalla fede, dalla testimonianza operosa della comunità ecclesiale, dalla passione per il bene comune espressa nell’impegno di tanti credenti.

Lo stile del discernimento è lo stile di una disamina attenta dei mali del Mezzogiorno, dalla piaga della criminalità alle emergenze ancora presenti della povertà e della disoccupazione, dalla persistenza dell’emigrazione dal Sud alla situazione economica segnata da uno sviluppo bloccato. A questo stile si accompagna la proposta di una cifra unitaria di impegno, che continua ad essere la cifra della solidarietà, quella solidarietà vera, capace di spezzare i legami mafia-politica e corruzione-povertà, di operare per vincere la disoccupazione e per costruire un federalismo a misura delle nostre realtà e delle loro caratteristiche.

Ma la solidarietà per crescere, per consolidarsi, ha bisogno oggi di uno scatto, di un soprassalto di impegno, di un protagonismo da parte degli uomini e delle donne del Sud. I Vescovi fanno “appello alle non poche risorse presenti nelle popolazioni e nelle comunità ecclesiali del Sud, a una volontà autonoma di riscatto, alla necessità di contare sulle proprie forze come condizione insostituibile per valorizzare tutte le espressioni di solidarietà che devono provenire dall’Italia intera” ponendo tutto questo nella “prospettiva della condivisione e dell’impegno educativo” (n. 2).

L’appello si rivolge a tutti, ma alle comunità cristiane in modo speciale affinché partendo dal loro ricchissimo patrimonio di fede e di umanità, sappiano sempre più mettere a disposizione di tutti “le risorse spirituali, morali e culturali che germogliano da un rinnovato annuncio del Vangelo e dall’esperienza cristiana, dalla presenza capillare nel territorio delle parrocchie, delle comunità religiose, delle aggregazioni laicali e specialmente dell’Azione Cattolica, delle istituzioni educative e di carità”, facendo “vedere e toccare l’amore di Dio e la maternità della Chiesa, popolo che cammina nella storia e punto di riferimento per la gente, di cui condivide giorno dopo giorno le fatiche e le speranze” (n. 14).

È questo appello che dobbiamo raccogliere, proprio perché siamo un’associazione legata al territorio e alla Chiesa locale, ma coltiviamo, allo stesso tempo, una dimensione nazionale. Anche a noi, come Azione Cattolica, viene chiesto di impegnarci, per far sì che il Sud divenga non tanto un problema quanto una risorsa per l’intero Paese e per la Chiesa italiana.

Leggi i precedenti articoli della rubrica: Fatto del giorno

Il Fatto del Giorno | L'editoriale | L'intervista | Dialogando | L'aria che tira | Sul Sentiero d'Isaia