Tre direzioni di marcia per l’Azione Cattolica
di Franco Miano
All’inizio del 2010, a metà del percorso del triennio (a livello nazionale dall’Assemblea della primavera 2008 a quella della primavera 2011), mi pare importante interagire con i giovani e gli adulti dell’Azione Cattolica sui grandi impegni che insieme ci siamo assunti a partire dalle indicazioni di papa Benedetto XVI e dei nostri Vescovi, dal Documento assembleare ultimo e dalle scelte del Consiglio nazionale dell’associazione. Di tanto in tanto non è male concedersi un momento di pacata riflessione, di pausa operosa per domandarsi insieme: abbiamo percorso un buon tratto di strada? È giusta la direzione di marcia? C’è bisogno di uno scatto in più?
Direi prima di tutto che il miglior atteggiamento è quello della lode, che non è chiudere gli occhi di fronte ai problemi, quanto piuttosto saperli leggere in modo diverso, saper leggere anche la fatica con gli occhi e il cuore di chi canta le meraviglie del Signore. Rendiamo infatti sempre grazie al Signore che guida la nostra vita e accompagna i nostri passi. Lo ringraziamo insieme per il dono della nostra associazione che ci aiuta a servire la Chiesa e ad amare i fratelli.
Di qui la verifica e la proposta sui tre ambiti che gli orientamenti triennali hanno delineato utilizzando la bella espressione paolina Chiamati a essere santi insieme (1 Cor 1,2).
Santità, cura educativa, passione per il bene comune. Sono queste le tre direzioni di marcia che stiamo seguendo nel fecondo intreccio che le caratterizza ed è alla base della molteplicità di iniziative che, a tutti i livelli, l’associazione va realizzando.
La ricerca di un autentico cammino di santità laicale sta chiedendo da un lato di immergerci nella nostra storia per lasciarsi ispirare dai nostri santi, dalle tante bellissime testimonianze di vita spesa per il Vangelo che hanno caratterizzato la vicenda della nostra associazione, dall’altro di lavorare dal punto di vista formativo-esperienziale alla ricerca di sempre nuove sintesi che ci aiutino a coniugare fede e vita, Vangelo e cultura, vita ecclesiale e vita professionale, contemplazione e azione.
Ecco allora il senso della cura educativa, che è impegno all’interno dell’associazione verso i più piccoli, verso i ragazzi e i giovani, ma anche all’interno della comunità cristiana tutta, nel servizio alla liturgia, alla catechesi, alla carità, in famiglia e a scuola, nei mezzi di comunicazione, nel tempo libero, nella vita sociale in genere.
E poi la passione per il bene comune, che ci sta portando di città in città, di regione in regione, a essere sempre più attenti a quanto accade intorno a noi, ai problemi del territorio, alle vicende nazionali e internazionali per promuovere la centralità della persona nel concreto di ogni situazione della vita, per diffondere solidarietà autentica e vera sussidiarietà, rispetto per le istituzioni e senso di responsabilità, perché prevalgano la giustizia e la pace.
Chiamati a essere santi insieme. Sì, perché per i laici di Ac la tensione alla santità, che è dimensione personale, non si vive da soli ma sempre in un’ottica relazionale (e associativa), la si vive nella passione per l’educazione che è passione per le persone e passione per il bene delle persone, mai separabile dalla ricerca del bene comune. Su questi grandi orizzonti di impegno e di vita ci misuriamo articolando le nostre domande e individuando prospettive, mai dimenticando di lodare Dio.
(Questo articolo è l’editoriale del mensile Segno, n. 1 – gennaio 2010, in questi giorni in arrivo nelle case dei lettori)