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I tre amori

L'amore conta
di Chiara Finocchietti e Marco Iasevoli

Amicizia, eros, carità: sono i tre amori di cui si parlerà nel seminario del settore Giovani “l’amore conta”, che si terrà a Roma il 30 e 31 gennaio. Amicizia come strumento con il quale Dio rivela a ciascuno le bellezze degli altri; eros come sfida a vivere la nostra umanità come unità di corpo e anima; carità come tensione a “praticare la presenza di Dio”, secondo le parole di C. S. Lewis.

Si tratta di tre ambiti in cui come giovani siamo chiamati a crescere e a maturare; tre dimensioni che hanno bisogno di essere continuamente rievangelizzate e lette alla luce del Vangelo dell’Amore. Sono molte le questioni che, su questo terreno, interpellano l’associazione dal punto di vista educativo: da un lato la capacità di costruire relazioni autentiche e gratuite, vissute con lo stile della dolcezza e della sobrietà di gesti e parole, e l’attenzione alle dinamiche della corporeità e della sessualità, snodi delicati per la crescita e la formazione dei giovanissimi; dall’altro, per i giovani, la fatica di esprimere un proprio progetto di vita in un contesto di precarietà esistenziale e sociale, e la necessità di trasmettere il significato e il valore del sacramento del matrimonio per la propria vita.

A partire da questi nodi discuteremo insieme agli amici che ci aiuteranno nella due giorni del seminario e soprattutto insieme ai tanti responsabili associativi che ordinariamente curano la formazione degli educatori. L’intento è quello di progettare prassi educative, attraverso l’approfondimento della conoscenza biblica e morale dell’argomento, la condivisione delle esperienze diocesane e la sperimentazione di nuovi linguaggi mutuati dalle arti espressive. Si tratta di un impegno che l’Ac, attenta alla formazione integrale delle persone, ha sempre curato: “Quale apostolato va compiuto in questo settore! Purtroppo mancano gli educatori. La famiglia raramente sa assolvere la sua missione; la scuola quasi mai interviene e la parrocchia troppe volte adotta la tattica del silenzio”. Sembrano parole di oggi, ma sono state scritte da Carlo Carretto nel suo Famiglia piccola chiesa, pubblicato dall’Ave nel 1964.

Curare nei cammini formativi ordinari l’attenzione alla vita affettiva, cruciale nella crescita dei giovani e degli adolescenti, significa pensare a itinerari e prassi che possano accompagnarli a scoprire la loro vocazione e maturarla pienamente. In fondo educare giovanissimi e giovani all’affettività significa educarli alla stessa speranza di Abramo, colui che ha sperato contro ogni speranza: ascoltare la promessa di vita piena, quando ci si sente già a posto, già “sazi”; accettare la sfida di lasciare le proprie certezze, con la fiducia in una chiamata che mette a nudo le nostre fragilità e debolezze; vivere la fatica del mettersi in cammino, e della ricerca di verità, in un rapporto che ci educa a uscire da noi stessi per un oltre che ancora non conosciamo; sperimentare la gioia di una nuova vita che nasce dalla relazione, con le sue sofferenze e speranze.

È un cammino in cui non siamo soli: ci accompagnano le persone che con la loro vita ci hanno dato una testimonianza di santità, come Gianna Beretta Molla, o i coniugi Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, primi sposi beatificati insieme, come coppia, nel 2001. Queste figure ci mostrano la luce e il senso di una vita vissuta secondo lo Spirito, riflesso puro dell’amore trinitario che traspare dall’amore verso i figli e tra un uomo e una donna.

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    Dialoghi, la rivista: Dialoghi n. 4 - 2009
  • anno IX, n. 4, dicembre 2009

    Vocazione: ritorno al futuro?

    Dono, chiamata, esercizio di libertà, atto di responsabilità: la vocazione è un appello che collega trascendenza e storia.

    Libri: Vittorio Bachelet - Testimone della speranza
  • L. Diliberto, G. Panozzo (a cura di)

    Vittorio Bachelet - Testimone della speranza (Ave, 2010)

    Un libro e un DVD per ricordare Vittorio Bachelet a trent'anni dal suo "martirio laico". Un testo ricco di fotografie e un documentario con testimonianze inedite.