“Dove è vita davvero….”
“Dove è vita davvero” è il titolo di un canto liturgico molto noto, un titolo che ben esprime l’intonazione delle riflessioni svolte nell’ambito del laboratorio sulla vita del Convegno Presidenze. Circa cinquanta responsabili hanno lì condiviso un percorso di riflessione sul tema della vita, per individuare modalità, temi, stili di confronto adeguati alle problematiche di oggi. L’intenso lavoro ha offerto alcune piste che provo ora a presentare.
Il tema “vita” chiede di essere pensato con pacatezza, profondità, delicatezza cercando di tenere insieme sia quanto i principi morali insegnano, sia quanto le situazioni sempre nuove di vita fanno accadere reclamando attenzione, risposte. Custodia dei valori e cura della vita non sono da cogliere in contrapposizione, ma da approfondire insieme, proprio per custodire ciascuna persona sopra ogni cosa, come indica il Vangelo.
Il termine “vita” è tutt’altro che scontato: un primo esito del confronto ha indicato l’esigenza di approfondire i significati, le situazioni, i casi con l’atteggiamento di chi ascolta senza sapere già. Sostare con rispetto di fronte alle diverse situazioni di vita, gioiose o dolorose, rasserenanti o inquietanti è un primo passo per poter scoprire o riscoprire le modalità con cui la vita si mostra. Senza ascolto si rischia di affermare luoghi comuni, soluzioni vecchie, pregiudizi.
Oggi è necessario dare tempo per contemplare il mistero della vita, per accorgersi dove la vita è in sofferenza, per convertirsi a un rispetto alla vita che si mostra in forme nuove. Oggi sono necessari luoghi dove potersi raccontare, dove ascoltarsi, dove non dover mettere tra parentesi troppo in fretta i propri vissuti, sui quali si attende una parola di condivisione e di comprensione.
Il tema “vita” rischia di essere troppo poco fatto oggetto di confronto, rimanendo confinato o nella coscienza di ciascuno o troppo velocemente esposto al pubblico dibattito.
C’è bisogno di riappropriarsi di questo tema dentro gli spazi del dialogo quotidiano, dove si vive, dove di soffre in tutte le fasi dell’esistenza.
Grazie alla scienza medica siamo in grado di cogliere aspetti della vita prima ignoti, grazie alle scienze della comunicazione possiamo assistere a casi e situazioni prima troppo lontano dai nostri sguardi: profondità e ampiezza caratterizzano l’orizzonte di vita che ci si para davanti. Abbiamo bisogno di approfondire con competenze nuove, con strumenti culturali adeguati il mistero della vita. Luoghi di ricerca, di studio, di approfondimenti interdisciplinari sono oggi più che mai importanti.
Vedere e ascoltare di più non basta per capire di più. Come interpretare ciò che si vede, che accade?
La fede nel Vangelo è fede nella buona notizia che innanzitutto è annuncio di liberazione dal male, di salvezza e pienezza. La fede cristiana è criterio di interpretazione della vita o rischia di essere confinata a lato dei dibattiti?
La fede ci rivela sia Colui che “è via verità e vita”, sia l’orizzonte entro cui collocare la nostra vita terrena. Come si legge al termine del recente documento CEI “Lettera ai cercatori di Dio” “davvero l’annuncio cristiano del paradiso è bella notizia: ci aiuta a vivere con speranza e responsabilità la nostra vita, perché non siamo esseri viventi il cui orizzonte è la morte, ma esseri mortali il cui orizzonte è la vita”.
La centralità della vita umana e divina del Figlio di Dio e la dimensione escatologica, il riferimento quindi al compimento futuro non possono essere sottaciute laddove si ricerca il significato della vita.
Stile di ascolto, competenza, sguardo di fede, capacità di stupirsi, luoghi di condivisione sono pochi importanti ingredienti per continuare a cercare “dove è vita davvero”!
Questo articolo è basato sulla sintesi del Laboratorio “Vita” tenutosi al Convegno delle Presidenze diocesane ACI 2009).