Nello spirito del dono
di Gigi Borgiani
Sono molti gli aspetti di novità che rileviamo nella CV. Lo sforzo di collegare le problematiche che riguardano tutta l’umanità (economia, ambiente, vita distribuzione dei beni), la trattazione dello sviluppo in linea con gli studi degli economisti, la distinzione tra profit e non profit ma, soprattutto l’introduzione della logica del dono e il principio della gratuità (36) e se a questo aggiungiamo l’esplicito riferimento alle forme di economia solidale non è difficile comprendere che ci troviamo di fronte ad un sovvertimento dei modelli che hanno guidato l’economia e il mercato nei decenni precedenti fino al collasso e che la soluzione non può essere lasciata nelle mani di pochi ma deve essere condivisa da tutti gli uomini di buona volontà a cui è indirizzata l’enciclica. Lo sviluppo è vocazione ed è assunzione di responsabilità da parte di tutti.(11) Riguardo alla questione sociale, che nella CV contempla in particolare gli aspetti legati allo sviluppo integrale dell’uomo, la Dottrina della Chiesa non offre soluzioni ma dice quanto basta perché almeno coloro che professano il nome di Cristo affrontino con impegno e responsabilità l’essere nel mondo con quella radicalità evangelica che può sostenere concretamente il principio di gratuità. Già nell’agire quotidiano si possono creare modi di essere ed iniziativa che colgono il significato della proposta di Benedetto XVI. Sono esempi e testimonianze di vita che non trovano riscontro mediatico ma che possono però lasciare tracce di futuro e di speranza. Tra queste merita di essere segnalata la continuità dell’impegno dell’AC in Abruzzo dalla primavera scorsa .Da subito l’Azione Cattolica si era attivata per le popolazioni colpite dal terremoto; la solidarietà ha continuato a manifestarsi in mille modi. Il nostro apporto si era concretizzato con la presenza di più di 500 volontari, provenienti da numerosissime diocesi, impegnati soprattutto nella ricostruzione delle relazioni del tessuto del tessuto sociale ed ecclesiali e nel sostenere gli aquilani nelle richieste più urgenti. Dopo l’estate l’invio di volontari è rallentato ma i rapporti di amicizia e collaborazione non si sono certo allentati e si prevede una consistente presenza di gruppi nel periodo natalizio, presenza che proseguirà nel nuovo anno.
Un’altra importantissima e riuscitissima iniziativa è quella che abbiamo avviato tramite un accordo di collaborazione stipulato alla fine di giugno con la Direzione Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo per il rilancio della microeconomia. Il mercato tradizionale dei piccoli negozi del tipico, della ristorazione, del turismo enogastronomico e naturalistico, con l’evento sismico è stato completamente azzerato. Le piccole aziende, oltre ai danni diretti sulle strutture, hanno quindi subito danni anche indiretti legati al crollo della propria economia.
Ad oggi l’Azione Cattolica Italiana ha commissionato per conto di gruppi di acquisto, famiglie e singoli l’acquisto di oltre 2500 pacchi (da 20, 30, 50 e 100 Euro) per un totale che supera i 83.000 euro. Da segnalare che due grandi aziende (il dopolavoro della Banca dell’Adriatico e la IACE di Roma) hanno scelto una confezione di prodotti del Consorzio quale omaggio natalizio ai propri clienti e collaboratori. La Fiba-Cisl di Latina ha invece acquistato presso un artigiano orafo dell’Aquila, quali omaggio per i suoi associati in occasione del Natale, 500 oggetti in argento, per un totale di 3.250 Euro. Anche la Presidenza nazionale di AC ha acquistato pacchi di prodotti tipici e oggetti elaborati in un laboratorio artigiano della terracotta presso dell’Aquila per il “pensionato” e per omaggi ai dipendenti in occasione del Natale.
Questa iniziativa a mio avviso segna il passaggio dalla solidarietà (che in genere trova il suo apice nei momenti di gravità e di dramma) al sostegno a quella “imprenditorialità che prima di avere un significato professionale ne ha uno umano. Essa è inscritta in ogni lavoro per cui è bene che ad ogni lavoratore sia offerta la possibilità di dare il proprio apporto e per rispondere alle esigenze e alla dignità di chi lavora”(41).
L’AC ha avviato due forme di solidarietà (“la solidarietà è anzitutto sentirsi tutti responsabili di tutti” CV 38) che offrono una risposta concreta a quanto Benedetto XVI scrive nella Caritas in veritate: “l’agire gratuito è altra cosa rispetto al “dare per avere” proprio della logica dello scambio,e al “dare per dovere” proprio della logica dei comportamenti pubblici… la vittoria sul sottosviluppo richiede di agire sulla progressiva apertura a forme di attività economica caratterizzate da quote di gratuità e di comunione” (CV 39). Nello spirito del dono l’AC ha saputo essere presente per non lasciare soli e intuire e realizzare una forma di sostegno a piccole imprese che con questa iniziativa che da un lato tiene conto degli interessi “dei proprietari delle stesse ma che si fa carico di tutte le altra categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dell’impresa” (CV 40). Nel nostro caso questi soggetti sono “i clienti” (le centinaia di persone che hanno acquistato i prodotti) che non risultano semplici consumatori ma esercitano una “precisa responsabilità sociale che si accompagna alla responsabilità sociale dell’impresa, I consumatori vanno educati al ruolo che quotidianamente esercitano e che possono svolgere nel rispetto dei principi morali senza sminuire la razionalità economica intrinseca all’atto dell’acquistare… anche nel campo degli acquisti si dovrà consumare con maggiore sobrietà e percorrere altre strade come per esempio forme di cooperazione all’acquisto… favorire forme di commercializzazione di prodotti provenienti da aree depresse” !(CV 66). Per noi l’Abruzzo non è un’area depressa ma una terra che vuol reagire, terra di amici che guardano avanti, che guardano con speranza come ogni uomo di buona volontà guarda, attende Colui che può trasformare il nostro agire in un atteggiamento che non dura il momento dell’emozione ma che dura tutto l’anno, sempre!