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La solidarietà è per tutti

di Valentina Soncini

Grande solidarietà e affetto esprimiamo per l’Arcivescovo di Milano, Card. Dionigi Tettamanzi, colpito da parole irrispettose del ministro Calderoli.

Come di consueto il Cardinale di Milano ha infatti tenuto nei giorni scorsi il discorso di Sant’Ambrogio alle autorità civili, alla città e alla Chiesa di Milano sviluppando il tema che lo ha accompagnato lungo tutto questo anno di crisi: quello della solidarietà e della sobrietà. Il discorso, iniziato con un tono di gratitudine e di responsabilità per l’eredità morale, culturale e di fede tipicamente ambrosiana, ha poi posto alcuni interrogativi riguardo la reale solidarietà che si vive verso i bambini, i giovani, gli anziani. Poche parole di solidarietà sono state dedicate anche ad alcuni rom, ultimamente fatti sgombrare dal loro campo. L’Arcivescovo ha valorizzato chi oggi rischia per garantire i posti di lavoro e l’aiuto a chi è debole. Ha sollecitato tutti a una conversione da vivere dentro la crisi per rilanciare una progettazione della città in modo nuovo. Ha concluso con un richiamo al Crocifisso, simbolo cristiano e umano da conservare, simbolo da non considerare solo come segno di un’identità, ma che ci chiede di passare alla realtà di Colui che è morto e risorto, simbolo da vivere“con umile, forte e gioiosa coerenza”.

Genera sconcerto che un ministro della Repubblica possa aver attaccato l’Arcivescovo in quanto Pastore della sua Diocesi, dichiarando la sua estraneità dai sentimenti della gente e la sua propensione all’Islam, senza difendere il crocifisso. Le parole del ministro rivelano due punti: nel suo accusare non ha fatto riferimento al discorso pronunciato, che aveva altri contenuti, tra cui parole chiare per il crocifisso; nel suo insinuare la distanza del Vescovo dalla gente, ha rimarcato il progetto politico di candidarsi a unica guida di un popolo intollerante nei confronti di ogni forma di integrazione, progetto che non disdegna di rivestirsi anche di simboli religiosi.

Le parole dell’Arcivescovo rivelano a loro volta due aspetti: l’attualità di un Vangelo che ancora oggi indica la via dell’autentica umanità e il desiderio della Chiesa, Popolo di Dio, a essere guidata da questo Vangelo, annunciato in libertà e franchezza.

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