Nuovi abbonamenti alla rivista Dialoghi a soli 9,00 euro!

Famiglie protagoniste della pastorale

di Daniela e Maurizio Bellomaria

Il contesto sociale odierno caratterizzato da una grande frammentazione, tende, a differenza del passato, a rendere le persone profondamente sole anche all’interno delle stesse famiglie.
Un tempo la cultura di un popolo, omogenea e dai compiti ben definiti, era considerata un prezioso patrimonio che gli adulti tramandavano alle giovani generazioni, nella ferialità e nell’ordinarietà delle situazioni e delle occupazioni. La scuola era incaricata di trasmettere i contenuti culturali, la famiglia era chiamata a testimoniare i valori umani e cristiani e la comunità cristiana era delegata alla trasmissione della fede.

Oggi tutto questo non esiste più, ed è anche per questo che la nostra società “liquida”, senza identità precise, sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa, caratterizzata da individualismo e relativismo etico e da modelli diversi di famiglie, fa sempre più difficoltà ad individuare, proporre e trasmettere valori, comportamenti e stili di vita comunemente condivisi.

Il sapere tecnico-scientifico sembra prevaricare su quello umanistico, e così l’uomo, schiacciato dal presente, diviene sempre meno capace di guardare al futuro con speranza e con una sana progettualità. Un contesto dunque che conduce spesso le famiglie a vivere una inconsapevole atrofia educativa.

Come associazione quale contributo possiamo dare per offrire spiragli di luce e di speranza alle nostre realtà locali?

Un punto di partenza può essere la creazione di un progetto educativo, capace di aiutare a “tirare fuori”, generare, portare alla luce i talenti che ciascuno possiede, per poter costruire legami significativi per sé e per gli altri.
Una educazione che proponga idee e valori forti perché le giovani generazioni possano appassionarsi e spendersi per essi.
Un ex-ducere che va di pari passo con un cum-ducere, un condurre verso una meta, che presuppone prima di tutto un obiettivo e poi la capacità di stare vicino e di accompagnare.
Una educazione capace di testimoniare in modo credibile e autorevole la speranza nella vita e nel futuro, di proporre con coraggio stili di vita che diano senso e significato all’esistenza.
Oggi la chiesa chiede alla nostra associazione non solo di dare un grande contributo al superamento di questa crisi educativa, ma ancor di più di essere profetici nella elaborazione di alleanze tra le varie agenzie educative per promuovere in rete azioni che aiutino le giovani generazioni a difendersi dall’invadenza dei media, dall’assolutizzazione delle tecnologie, dalla violenza, dalla banalizzazione della sessualità, per offrire loro luoghi e occasioni per vivere da protagonisti nelle nostre città, nei nostri quartieri, nelle nostre parrocchie, nelle nostre scuole.

Ma per poter realizzare questo è necessario un grande impegno comune, di collaborazione e di rete sia in ambito ecclesiale dove si fa ancora fatica a pensare la pastorale a partire dalla famiglia come «luogo unificante», dove i destinatari della pastorale continuano ancora ad essere le singole persone e non il nucleo familiare, dove le famiglie continuano ad essere il più delle volte «oggetto» di cura pastorale e non «soggetto» attivo di pastorale, sia in ambito sociale dove è ancora fortemente radicata l’idea che il matrimonio e la famiglia siano esclusivamente un “affare privato”, dove l’affanno quotidiano delle cose da fare, unita alla scarsa capacità di relazione e di comunicazione tra i coniugi e con il mondo esterno, impediscono spesso di svolgere serenamente questa azione educativa, sia in ambito psicologico e culturale dove continuano ancora ad essere presenti situazioni di immaturità, di fragilità, di scarsa consapevolezza di ciò che si sta vivendo.

(Questo articolo è basato sulla sintesi del Laboratorio “Famiglia” tenutosi al Convegno delle Presidenze diocesane ACI 2009).

Leggi i precedenti articoli della rubrica: L'editoriale

Il Fatto del Giorno | L'editoriale | L'intervista | Dialogando | L'aria che tira | Sul Sentiero d'Isaia