Un’informazione libera è un diritto di tutti
di Antonio Martino
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure»: così recitano i primi commi dell’art. 21 della nostra Carta Costituzionale, a tutela del diritto inalienabile di ogni cittadino a un’informazione libera, completa e plurale. Un’informazione che non deve subire alcuna forma di bavaglio. Ciò vale sempre, o almeno sempre dovrebbe valere. E se proprio vogliamo aggiungere un “soprattutto”, forse è il caso di spenderlo per quei periodi di grandi difficoltà e incertezze che un Paese e la sua gente non di rado si ritrovano a vivere.
Una stagione come questa, in cui molti sono i problemi che la nostra Italia affronta, in un’infelice coincidenza di grandi questioni, che anche l’Azione Cattolica ha voluto richiamare all’attenzione dell’opinione pubblica, con una recente nota della Presidenza nazionale dedicata alle “sfide del Paese”: dall’immigrazione alla crescente precarietà del lavoro, dalla crisi economica globale al decadimento morale che tocca ormai anche chi è chiamato a ricoprire alti incarichi istituzionali e, almeno per questo, avrebbe il compito del buon esempio.
Oggi più che mai c’è urgente bisogno di riassumere e promuovere la consapevolezza piena della funzione dell’informazione quale pilastro di ogni democrazia; una funzione che è anche politica ma che non appartiene alla disponibilità del potere. È una materia che va sottratta, prima che sia troppo tardi, alle contingenze dei virulenti contrasti politici e che impone pertanto il rispetto dei principi legali e sociali di convivenza di cui è parte integrante.
Come sottolineato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, è necessaria una reattività civile nella considerazione che l’informazione è libertà; ogni ferita che essa subisce determina un’attenuazione della libertà di tutti. È indispensabile che l’informazione possa dare una rappresentazione permanente della vita del Paese, nella pluralità dei punti di vista e di tutte le rappresentanze sociali e culturali e ne racconti liberamente i successi e i problemi.
Qualsiasi minaccia alla libertà dell’informazione è una minaccia a tutti i cittadini, rappresenta un attacco al diritto di tutti i cittadini a conoscere i fatti che contano così da potersi formare un’opinione fondata sul reale e non sul fantastico.
Un’informazione legata, imbavagliata viene di fatto meno alla sua funzione di “cane da guardia” della democrazia e delle libertà costituzionalmente garantite. Un’informazione libera è un diritto di tutti, così come e dovere di tutti fare in modo che essa resti tale.