Serenità
di Franco Miano
Serenità. È la parola usata alcuni giorni or sono dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nel chiedere di superare un “clima di tensione diffusa e di contrapposizione permanente che fa solo male alla società”. Perché il Paese non può sopportare ancora di dibattersi in un “malessere tanto tenace quanto misterioso”, come lo ha definito il presidente della Cei, che lo tiene inchiodato a contrapposizioni tanto radicali quanto infruttuose.
Serenità, dunque. Oggi, se possibile, di serenità sembra essercene ancora più bisogno, dopo l’increscioso incidente istituzionale che ha contrapposto il presidente del Consiglio al Capo dello Stato in seguito alla bocciatura del cosiddetto “Lodo Alfano”.
Ancora una volta, in un passaggio delicato per la vita delle nostre istituzioni, la normale e legittima dialettica politica è sconfinata nell’uso di toni e parole inappropriate, nell’eccesso di polemica, nella delegittimazione reciproca.
Oggi c’è una crisi della politica che non può non preoccuparci, e il modo sbagliato di vivere il dialogo tra maggioranza e opposizione non fa che alimentare tale crisi, corrodendo poco alla volta la legittimazione delle istituzioni agli occhi dei cittadini e allontanando ancor di più questi ultimi dalla vita democratica, che si nutre di partecipazione e responsabilità, di rispetto delle regole, di senso dello Stato, di cura per le istituzioni.
Occorre veramente uno sforzo comune di tutte le realtà che concorrono alla vita politica del nostro Paese per trovare strade nuove, attraverso cui costruire una politica capace di essere attenta all’uomo, ferma nel principio della giustizia e della promozione del bene comune.
Il Paese sta ancora attraversando una crisi economica che rende sempre più povere molte famiglie: per far fronte a questa situazione l’Italia ha bisogno di buona politica, di rispetto reciproco, di collaborazione, pur nella diversità degli approcci e delle valutazioni.
L’Azione Cattolica Italiana, proprio nei giorni in cui parte per un lungo itinerario di iniziative pubbliche che percorreranno tutto il nostro territorio per preparare la Settimana Sociale dei cattolici italiani che si terrà nell’ottobre 2010, non può oggi che richiamare in maniera convinta la necessità di una politica che, veramente, dimostri di essere la «più alta forma di carità», come disse Paolo VI.