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Dignità per ogni essere umano

di Maria Giovanna Ruggieri

Il traffico di esseri umani è un’emergenza grave del nostro tempo e rappresenta una forma di sfruttamento dell’essere umano che va contro i valori espressi dalla nostra società attuale e contro i parametri e le regole giuridiche che la nostra società si è data: oltre all’assoggettamento della persona, prevede un’organizzazione ben strutturata per il trasporto delle vittime, il loro sfruttamento e l’aggiramento delle legislazioni nazionali. L’industria del sesso e in genere la tratta degli esseri umani sono fonte di un enorme commercio mondiale che frutta alla criminalità organizzata miliardi di dollari, secondo solo al traffico di stupefacenti e di armi.

È alla luce di queste considerazioni che deve essere trattato il fenomeno criminale del traffico di esseri umani, che ha proprio nella sua essenza la violazione dei diritti della persona, e da qui far seguire ogni altra considerazione di carattere sociale ed assistenziale per coloro che sono vittime del traffico, cioè vittime di violazione dei diritti umani.

Noi spesso, di fronte a questa tragica realtà che coinvolge persone sempre più giovani per sfruttamento nel campo lavorativo e sessuale, preferiamo far finta di niente oppure gridare allo scandalo per il non rispetto della legge o per situazioni imbarazzanti che si possono scorgere lungo le strade.

Non è forse scandalo aver rinunciato a vivere secondo le fondamenta della nostra fede, o diluito l’impegno per la giustizia, per il rispetto dei diritti fondamentali della persona umana! Non è forse scandalo mercificare tutto? Persino il corpo di una donna e tante volte di una bambina!

La prostituzione viene addirittura giustificata in nome di miti e false idee profondamente radicate nell’immaginario sociale, mentre è troppo evidente che la prostituzione è basata su rapporti d’ineguaglianza e di dominio degli uomini sulle donne, degli adulti sui bambini, dei ricchi sui poveri, dei paesi del Nord sui paesi del Sud.

Dobbiamo destarci da questo torpore che ci fa perdere di vista il termine ultimo del nostro cammino tanto da non riuscire più a distinguere, in maniera oggettiva, ciò che è bene da ciò che è male. Quanto tempo ancora bisogna aspettare prima che la persona sia riconosciuta come tale nella sua dignità prescindendo da colore, razza, cultura e religione?

Il lavoro è molto, ma non dobbiamo cedere alla tentazione di voltarci dall’altra parte e far finta di non vedere. Si tratta di educarci, educare i propri figli, le proprie famiglie, le comunità ecclesiali e civili di appartenenza, al rispetto della persona e dei diritti fondamentali di cui ciascuno è portatore.

Sono diversi i livelli di impegno che possiamo avviare:

  • promozione di una informazione corretta che possa sensibilizzare su questo fenomeno;
  • educazione al rispetto dell’altro visto non come oggetto dei propri desideri ma soggetto con una precisa dignità;
  • sensibilizzazione della comunità civile per poter contrastare la tratta in modo efficace.

Quest’anno, il 18 ottobre, la Giornata europea della lotta alla tratta di esseri umani coincide con la Giornata missionaria mondiale.

È una interessante e provocatoria coincidenza, sia perché i nostri missionari, lì dove sono inviati, hanno sempre posto la promozione umana alla base dell’annuncio della Buona Novella sia perché la tratta degli esseri umani si presenta oggi come una forma moderna di schiavitù, una frontiera della missione in senso globale.

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