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Con l’Africa, per l’Africa

di Gigi Borgiani

«La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace: “Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo”» (Mt 5, 13-14). È questo il tema della seconda Assemblea speciale per l’Africa che si tiene a Roma dal 4 al 25 ottobre. L’intenzione di convocare questa Assemblea fu espressa da Giovanni Paolo II il 13 novembre 2004 nel corso del Simposio dei vescovi dell’Asia e dell’Europa. Benedetto XVI ha poi fatto propria questa decisione.

La prima Assemblea speciale per l’Africa del 1994 (le cui conclusioni sono state raccolte da papa Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica Ecclesia in Africa del 1995) ha insistito sulla Chiesa-Famiglia di Dio. A poco più di 10 anni di distanza si è avvertita la necessità di promuovere l’applicazione delle indicazioni allora emerse per dare risposte efficaci a un’Africa assetata di riconciliazione e in cerca di giustizia e di pace. I conflitti locali o regionali, le palesi ingiustizie e le violenze interpellano tutti gli uomini di buona volontà e in maniera del tutto speciale la Chiesa; dopo la pubblicazione della Caritas in veritate la sfida per il futuro dell’Africa assume una dimensione determinante.

I temi della riconciliazione e della giustizia sono di vitale importanza per il continente. L’Africa sembra non avere diritto né alla propria specificità, né diritto a valorizzare le sue enormi ricchezze umane, spirituali e intellettuali e le notevoli risorse naturali, né diritto alla possibilità di esprimere la propria opinione. In questo modo la si relega ai margini.

Due sono, tra le tante, le questioni che interpellano la Chiesa africana in questo Sinodo: il forte incremento del numero dei cattolici e gli atti di violenza e di ingiustizia di cui il continente è stato ed è ancora purtroppo teatro in questi ultimi decenni. Basta pensare all’Angola, alla rivolta xenofoba in Sudafrica, al Kenya. Battaglie interetniche e fratricide sono ancora aperte, terreno facile per la semina di guerre di potere e di interessi. L’Africa però ha in sé la capacità di rimediare ai propri mali. La Chiesa africana ne è consapevole e l’Assemblea sinodale fornirà l’occasione per una riflessione che darà frutti, anche se ci vorranno tempi lunghi.

È interessante notare come L’Instrumentum laboris (consegnato ai vescovi dell’Africa da papa Benedetto XVI il 19 marzo, a Yaoundé, in Camerum) sottolinei il desiderio delle comunità cristiane di essere protagoniste di una grande e diffusa, anche se lenta, trasformazione a tutti i livelli, che porti a una svolta significativa nella storia dell’Africa. I vescovi sono decisi ad impegnarsi, nella riconciliazione e nella denuncia delle ingiustizie e nell’operosità per un ordine democratico. Per questa sfida è necessario lavorare perché i cattolici africani facciano propri i principi dell’insegnamento sociale della Chiesa e li traducano in azione concrete. A questo riguardo è molto significativo che l’Instrumentum laboris indichi nell’impegno dei laici, sostenuti dai vescovi, la via primaria affinché possano diventare protagonisti di quei cambiamenti politici, economici e di diritto che sono alla base delle questioni relative alla riconciliazione, alla giustizia e alla pace.

Le aspettative sono molte. Ancora una volta siamo però chiamati a non lasciare l’Africa da sola. Se molte volte ci siamo interessati alle vicende politiche ed economiche del continente africano, adoperandoci per l’informazione e la sensibilizzazione sulle drammatiche condiziono determinate da una miseria provocata in massima parte dall’erosione dei nostri paesi del Nord. Durante il Sinodo siamo chiamati ad una riflessione e ad un aggiornamento sulla questione africana come Chiesa che vuole essere in comunione con quella d’Africa per un futuro di collaborazione e di speranza. In questo possiamo trovare spunti notevoli nella Caritas in veritate che richiama tutti alla responsabilità per tutti.

Un segno di attenzione per il Sinodo è dato dall’Istituto Toniolo attraverso il quale l’AC propone un Seminario di studio che si svolgerà a Roma il 19 ottobre con la partecipazione di alcuni vescovi e laici africani nella capitale in occasione di questo importante appuntamento.

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