Per una Chiesa che è popolo
Azione Cattolica, parrocchia e territorio: sono i tre fili della riflessione che si sta svolgendo in questi giorni in occasione del Convegno dei presidenti e assistenti diocesani dell’ACI. Tre fili che intrecciati vanno a comporre l’unico legame, sottile e resistente, della comunità cristiana. Il rapporto tra parrocchia e territorio ha costituito il tema di apertura del convegno nella cornice simbolica del Campidoglio, declinato attraverso i tre interventi di Enzo Bianchi, Giuseppe De Rita e Mauro Magatti. Un dialogo tra piazze e campanili che vive nella parrocchia la condizione dello stare insieme agli uomini, e nel territorio lo spazio di costruzione della polis; un rapporto alimentato attraverso una formazione delle coscienze alla luce dell’esempio di Gesù e una testimonianza autenticamente evangelica.
Il tema di una comunità di cristiani forte e qualificata, ma allo stesso tempo aperta e popolare, è stato anche il cuore della lettura magistrale di mons. Mariano Crociata. La relazione sul tema “Chiesa popolo di Dio”, attraverso un percorso con un passaggio ecclesiologico e uno di taglio biblico-teologico, è giunta a fornire delle considerazioni di natura culturale e pastorale sul ruolo della Chiesa in questo tempo. Proprio questa due giorni di confronto sul ruolo dell’associazione nel costruire comunità e rinnovare legami di comunione costituisce l’occasione anche per il Presidente nazionale Franco Miano di illustrare, alla presenza di Mons. Crociata, il testo personale dell’ACI per l’anno associativo 2009/10, realizzato quest’anno per la prima volta insieme ad alcune delle più significative aggregazioni laicali del Paese.
Attraverso i laboratori si proveranno a individuare alcuni percorsi concreti per rinnovare i legami tra AC e territorio, attraverso la riflessione sull’associazione nelle grandi città e nei piccoli centri, nella parrocchia, sull’adesione, e sulla progettualità. Sarà poi Suor Maria Pia Giudici a portare una riflessione biblica, intervenendo sul rapporto tra città di Dio e città dell’uomo.
Ma parlare di comunità e di territorio per l’ACI significa pensare non solo ai confini nazionali, ma anche al legame stretto che intercorre con la Chiesa universale e con l’Azione Cattolica degli altri Paesi del mondo. Un legame che diventa responsabilità, attraverso il lavoro costante del Forum Internazionale di Azione Cattolica, e testimoniato al Convegno dalla presenza di Mons. Nikola Eterovic, segretario del Sinodo e di Vescovi sull’africa, di una rappresentanza dell’Azione Cattolica Polacca, e del Parroco e del Presidente dell’AC di Betlemme.
Volendo utilizzare un’immagine per esprimere il ruolo dell’AC potremmo utilizzare quella dell’angolo “bello”, che era sempre presente nell’izba, la casa tipica della tradizione rurale russa: il luogo più sacro della casa, dove venivano conservate le immagini degli antenati, luogo di preghiera domestica. Un angolo, unione di un segmento parallelo alla terra e di uno che sale verso l’alto, immagine di dialogo tra cielo e terra, se lo vediamo in verticale; un angolo aperto che porta tutti verso il centro, verso l’essenziale, se lo vediamo in orizzontale. Le nostre associazioni potrebbero provare allora a curare questo angolo della bellezza nelle nostre parrocchie e nella Chiesa: costruire comunità accoglienti, aperte, luoghi dove sperimentare e tradurre concretamente il dialogo tra cielo e terra, e dove sperimentare l’autenticità della relazione.