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Nella Chiesa, nel Paese

Con il convegno nazionale per Presidenti e Assistenti diocesani che si apre a Roma, in Campidoglio venerdì 4 settembre alle ore 17, l’Azione Cattolica torna a interrogarsi sul legame associativo, guardandolo però nella prospettiva del rapporto con la parrocchia, il territorio, le città, i piccoli centri, per continuare così ad adottare quell’ottica che vede l’AC “tra piazze e campanili”, per verificare, correggere, progettare e, soprattutto, fare un altro passo in avanti sulla strada di un rapporto sempre più stretto tra Chiesa e Paese e per una missione sempre più attenta alla comunità cristiana e alla società civile.

«Non è possibile immaginare un’Azione Cattolica tesa alla santità e alla missione senza una vita associativa intensa, che garantisca» come sottolineato dal presidente nazionale AC, Franco Miano, «la crescita, la maturazione e la condivisione delle scelte da parte di persone che hanno deciso di rispondere ad una chiamata precisa. Se da un lato è il tema dell’educazione – che, come noto, caratterizzerà i prossimi dieci anni del cammino della Chiesa in Italia – a sollecitare ancora una volta l’impegno per la formazione, dall’altro è la vita associativa a richiedere una novità di forme e di espressioni in grado di qualificare una presenza radicalmente evangelica tra la gente delle nostre città, dei luoghi che abitiamo».

Ricordando sia il Convegno delle Presidenze del maggio scorso, sia l’appuntamento del 2008 ad Assisi, con il quale si è avviato l’intero triennio, e nella consapevolezza che è compito di tutta l’Azione Cattolica dare attuazione agli impegni assunti nel corso dell’ultima Assemblea nazionale, il Convegno che si apre in Campidoglio rinnova la consuetudine dell’incontro con Presidenti e Assistenti, che si presenta come una significativa opportunità per condividere gli orientamenti e le questioni vitali per il cammino dell’Azione Cattolica, sottolineati proprio dal Documento assembleare.

Caratteristica peculiare dell’Azione Cattolica è l’essere un’associazione che è “una” e nello stesso tempo diversificata, perché calata nella molteplicità e nella complessità della quotidianità che ciascuno di noi vive in ogni singola realtà. Questo ribadisce la necessità del confronto e della condivisione, della ricerca di forme e modi capaci di abilitare tutti e ovunque a quella testimonianza che fa chiamare cristiani.

«Nostro obiettivo è avere il respiro del mondo poiché a questo conduce la relazione con Gesù», ricorda il presidente Franco Miano: «Allargare gli orizzonti, lasciare che il mondo entri nella nostra vita di ogni giorno, è la costante tensione che deve attraversare la nostra vita personale, familiare, associativa. Aiutarci insieme a vincere il rischio del ripiegamento su se stessi o sul proprio piccolo mondo. Lo stile alternativo di cui i cristiani devono essere capaci è uno stile di apertura illimitata del cuore e della mente contro le spinte insistenti a rimanere blindati nelle paure, aggrappati alla difesa dei propri interessi, appiattiti sulla superficialità di sentimenti ed emozioni a buon mercato, garantiti nel fondamentalismo delle certezze, il Signore ci chiede di far entrare il mondo, la vita del mondo, il desiderio del cuore dell’uomo e di ogni uomo nella nostra vita, per imparare ad amare come lui ci ama, senza riserve».

Nell’anno associativo 2009-2010, che questo appuntamento inaugura, l’Azione Cattolica metterà in primo piano i temi dell’accoglienza, intesa come accoglienza del Signore Gesù e apertura all’altro, alla comunità e ai poveri in particolare; del bene comune, inteso come impegno per la promozione di una rete di relazioni autentiche, nutrite dal dialogo e dilatate dalla tensione alla giustizia, e che nei luoghi della vita comune, negli spazi della reciproca accoglienza, trova il suo ambito di fondamentale realizzazione.

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    Dialoghi, la rivista: Dialoghi n. 2 - 2010
  • anno X, n. 2, giugno 2010

    Le religioni nella sfera pubblica

    Il rapporto tra religioni e sfera pubblica e, in particolare, nel contesto italiano, fra cristianesimo e democrazia liberale.