G8: un’agenda di speranza
“Nonostante timidi passi avanti, molto resta ancora da fare per rispettare gli impegni presi, ancor più oggi, quando le condizioni dei poveri peggiorano a causa dalle crisi alimentare, climatica, finanziaria ed economica”. In vista del vertice G8, che si terrà a L’Aquila dall’8 al 10 luglio, Focsiv e Retinopera diffondono un appello intitolato “Per un’agenda di speranza” che intende richiamare le grandi potenze economiche del pianeta a impegni e fatti concreti a favore delle popolazione che vivono nella povertà, senza i mezzi necessari per il sostentamento, senza la possibilità di cure e di istruzione adeguate.
L’appello (tra i promotori figura l’Azione Cattolica Italiana, rappresentata dal presidente nazionale Franco Miano) comincia così: “Noi, Cardinali e Vescovi, Rappresentanti di Organizzazioni, Associazioni e Movimenti cattolici del Sud e del Nord del mondo, siamo venuti a Roma per rivolgerci a voi, Governi dei G8, in vista del vertice che si terrà a l’Aquila nei giorni 8-10 luglio 2009”. Il 3 e il 4 luglio, infatti, sono stati posti in calendario alcuni appuntamenti per la diffusione dell’appello. Il 3 una delegazione di prelati e di laici ha consegnato, a Roma, il documento ai rappresentanti del Governo italiano, perché ne faccia partecipe il G8. Il 4 luglio, a Milano, dopo una Messa presieduta dall’Arcivescovo Dionigi Tettamanzi, si svolge una veglia presieduta da mons. Arrigo Miglio, presidente della commissione Cei per i problemi sociali, del lavoro, la giustizia e la pace, con alcune testimonianze dal Sud del mondo.
Non è la prima volta che in vista dei Vertici del G8 “ci attiviamo per richiamare la vostra attenzione e ricordare le vostre responsabilità sul destino di miliardi di persone che ancora oggi vivono in tutte le regioni del mondo in condizioni di estrema povertà”, si legge ancora nel testo. A partire dagli impegni assunti nei summit precedenti, “torniamo a chiedere misure efficaci per garantire condizioni di vita dignitosa a tutti gli uomini e le donne del pianeta”.
L’appello sottolinea che finora i Governi non hanno fatto abbastanza in questa direzione e ricordano ad esempio che un miliardo di persone soffre la fame; dagli anni ’80 il numero dei migranti a causa dei mutamenti climatici è passato da una media di 121 milioni di persone a 243 milioni all’anno; nei prossimi cinquant’anni, come stimato dall’Onu, da 250 milioni a un miliardo di persone potrebbero essere costrette a migrare a causa dei cambiamenti climatici. È chiaro, dunque, “il forte legame tra povertà, cambiamenti climatici, immigrazione, guerra per l’accaparramento delle risorse. La crisi economica, sommata alle crisi climatica, finanziaria ed alimentare, impone misure urgenti per una revisione del nostro modello di sviluppo. Mai come in questo momento è urgente agire, perché ogni ritardo aggrava una situazione già in declino”.
La globalità della crisi “richiede una soluzione globale; nessuno può pensare e programmare di uscirne da solo. Occorre definire una ‘agenda di speranza’ che abbia come finalità lo sviluppo integrale della persona e di tutte le persone”. Da qui una richiesta precisa: “Noi, rappresentanti delle Chiese del Nord e del Sud del mondo, facciamo appello ai Governi del G8 affinché si assumano le loro responsabilità e adottino concrete scelte politiche affinchè ciò avvenga”. L’appello (vedi http://www.focsiv.org) avanza dunque una serie di proposte operative, che si spera il G8 consideri seriamente.