Alla ricerca di nuove strategie educative
1) Perché oggi viviamo in una situazione di difficoltà, di emergenza educativa, per dirla con le parole di Benedetto XVI? Su cosa punta in particolare l’impegno educativo della sua associazione?
Sulle cause della crisi che investe le agenzie educative tradizionali sono state fatte tante analisi che è inutile ripetere. A nostro avviso la situazione rischia di deteriorarsi ancora di più per la mancanza di luoghi educativi “nuovi”, dove sanare il black-out relazionale tra giovani e adulti che è alla radice della “non educazione” odierna. Da questo punto di vista il CSI può offrire la rete delle sue 13.000 società sportive, diffuse ovunque, pensandole appunto come luoghi educativi, in cui l’offerta di sport diventa un mezzo per promuovere l’educazione integrale della persona. Ciò richiede ovviamente strumenti adeguati, a cominciare da modelli di attività pensati ad hoc e operatori preparati e motivati ad essere educatori attraverso lo sport.
2) La prospettiva sociale della sfida educativa, il suo obiettivo, è sicuramente la costruzione del bene comune. Cosa è per voi oggi il bene comune?
Basta guardarsi intorno. Viviamo una società segnata da egoismo, indifferenza, povertà etica e culturale, sempre più nichilista nei valori e nei comportamenti, sia individuali che collettivi. Ricercare il bene comune è lavorare alla modifica di tali derive, come premessa alla costruzione di un mondo più giusto, più solidale, in cui i diritti di tutti e di ciascuno costituiscano un circuito virtuoso. L’educazione giovanile è una questione centrale, proprio perché serve a preparare persone che domani abbiano in sé un forte orientamento al bene comune.
3) Quale contributo invece vi aspettate dall’Azione Cattolica sia per quanto riguarda il compito educativo che per quello del bene comune?
Il Centro Sportivo Italiano ha ben presente di essere nato circa 60 anni fa da una costola dell’Azione Cattolica, che è sempre rimasta un modello di riferimento. Riteniamo che nell’attuale fase storica, che vede le molteplici componenti dell’associazionismo cattolico impegnate in vario modo, ciascuna per suo conto, a proporre educazione e a lavorare per la realizzazione del bene comune, sarebbe per tutti una grande ricchezza ritrovare nell’Azione Cattolica l’elemento di guida e di riferimento per individuare nuove strategie educative che si integrino. Il CSI è pronto a fornire alla AC tutta la propria collaborazione per l’avvio di un tale cammino comune.