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Regole e mercato

12.000 miliardi di dollari dei risparmi delle famiglie sono stati bruciati in venti mesi. Ma in effetti la metafora è sbagliata, non sono andati in cenere. Sono passati di proprietà. Erano ipoteche sul futuro di cui pochi si sono appropriati.
I mercati, lasciati liberi, non tendono a niente. Ma dovremmo comprendere che non sono mai “liberi”. Possono essere “liberi” dei controlli statali, di organismi elettivi, … ma saranno subordinati a qualche altra regola, magari di fatto e non votata da nessun parlamento.
Akerlof e Shiller hanno scritto Spiriti animali. Come la natura umana può salvare l’economia, Rizzoli. Reagan, Thatcher, Friedman, scuola di Chicago: semplicemente “hanno sbagliato”.
Negli Usa nci sono 1,3 miliardi di carte di credito. Più di 4 per abitante, e comprendendo anche i neonati. Non ci basiamo solo sulla base dei numeri, ma anche su narrazioni. Già alla fine anni ’80: Galbraith aveva scritto Breve storia dell’euforia finanziaria (Bur).

Secondo il Rapporto Onu l’uno per cento della popolazione possiede il 4°% della ricchezza. Se la popolazione fosse di 10 persone, 9 avrebbero in tasca 1 dollaro, e una persona 99 dollari.
Kahnemann, nobel per l’economia, sostiene che occorre elaborare un National Well-Being Account, l’indice del benessere di una nazione- assieme all’indice di sviluppo umano di A. Sen.

Smith scrive ne La ricchezza delle nazioni: “Ogni individuo si sforza costantemente di trovare l’utilizzo più vantaggioso per qualsivoglia capitale egli abbia a disposizione. Di fatto, ciò cui egli aspira è il proprio tornaconto, non quello della società. Ma l’analisi del proprio tornaconto lo induce naturalmente, o piuttosto necessariamente, a preferire un utilizzo che è quanto mai vantaggioso per la società”.
Commenta Rifkin: “Smith credeva in pratica che una mano invisibile reggesse le sorti del mercato, garantendo che tutti in fin dei conti ne avrebbero tratto vantaggio, a patto che  i meccanismi di mercato fossero lasciati del tutto liberi. Gli economisti e i politici neoconservatori lo credono ancora adesso. In realtà la mano invisibile ha finito col rivelarsi invisibile davvero. Abbandonato alla sua logica interna, il mercato del tutto privo di vincoli non conduce a una più grande fetta economica per tutti, bensì piuttosto al gioco decisivo del chi vince prende tutto. In che altro modo potremmo spiegare il fatto che il modello di mercato americano senza briglia ha infine dato vita a un drammatico peggioramento del gap tra ricchi e poveri, in rapporto diretto con la maggiore flessibilità dei controlli terni sulle sue pratiche commerciali?” (in una dichiarazione del  2005…).

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