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Le ragioni di un nuovo sviluppo

di Chiara Finocchietti

I giovani di fronte alle sfide dell’economia e del lavoro: è questo il tema del seminario che si terrà a Roma il prossimo 13 giugno, organizzato dal Settore Giovani e dall’Istituto di studi storico politici “V. Bachelet”, che vedrà i giovani confrontarsi con figure istituzionali, studiosi e rappresentanti del mondo dell’impresa e dell’economia.

La prima sfida da affrontare è quella, attualissima, della crisi: un terremoto che ha investito il mondo economico, ma che ha assottigliato anche alcuni legami del tessuto sociale, soprattutto quelli intessuti con i fili della speranza e della fiducia. I giovani non sono più convinti che avranno una vita migliore dei loro genitori, convinzione che accomunava le generazioni che ci hanno preceduto; allo stesso tempo cala la fiducia in quelle istituzioni che non sempre sembrano dare la priorità a politiche e iniziative capaci di favorire le capacità e il protagonismo giovanile.

È un tema che sta a cuore a tutta la Chiesa, come testimoniato dall’impegno concreto del fondo di solidarietà della Conferenza Episcopale Italiana e dalle parole contenute nel comunicato finale dell’ultima assemblea generale della CEI. Ancora stamattina (11 giugno), Mons. Crociata, parlando all’Acri, ha sottolineato le conseguenze della crisi sulla vita personale e sociale, e ha indicato il «rischio di una involuzione antropologica ed etica».

Questa crisi è frutto di scelte politiche, sociali ed economiche ben precise, che a scala globale hanno anteposto il benessere privato dei singoli al bene di tutta la comunità. Per questo la congiuntura che ci troviamo ad affrontare interpella l’Associazione, e tutto il laicato cattolico, a un impegno rinnovato e deciso nell’educare ai valori del dono, della solidarietà, del dialogo. È necessario formare giovani cristiani in grado di portare una testimonianza significativa nel mondo dell’economia e della politica, come chiedeva il Santo Padre nel suo discorso a Cagliari, capaci di avere una visione a lungo termine e di saper sempre metter la persona al centro delle loro scelte.

La seconda sfida messa a tema nel seminario consiste nel tentativo di tracciare direttrici per promuovere il protagonismo e la partecipazione dei giovani nel mondo del lavoro. Troppo spesso il capitale sociale dei giovani, la loro capacità d’innovazione, l’intelligenza e la creatività sono mortificate da precarietà e incertezza. Si tratta di trovare parole e azioni per ribadire che i giovani, come tutti lavoratori, non sono una zavorra ma una risorsa preziosa per la crescita economica e sociale del Paese.

La terza sfida, infine, è quella della valorizzazione dello spirito d’iniziativa e della capacità imprenditoriale dei giovani: la crisi, pur con tutte le difficoltà che comporta, non deve diventare un alibi per l’immobilismo o la paura di sperimentare nuove forme di attività e di lavoro. Il seminario vuole essere un’occasione per riflettere sulla capacità creativa dei giovani nell’economia, sul modo di tradurre la loro attitudine progettuale e innovativa in iniziative economiche per la produzione di beni e servizi utili. Dimostrare insomma che non esiste solo la finanza creativa, ma anche tanta creatività e intelligenza che con coraggio e libertà possono essere investite in un numero incredibile di attività economiche – dalle cooperative alle imprese di servizi per la persona, fino alle attività nel campo delle energie rinnovabili – in grado di coniugare etica ed economia.

Tutte queste sfide si potrebbero riassumere allora in un unico impegno per i giovani di AC: umanizzare il mondo dell’economia e del lavoro.

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