Giuseppe Lazzati, una vita da laico cristiano
di Valentina Soncini
Nell’ambito delle celebrazioni che ricordano il centenario della nascita del professor Lazzati non può sfuggire la data precisa di questo evento: il 22 giugno. Nella Milano di inizio ’900 nasceva Giuseppe da una famiglia della medio-alta borghesia. Egli intraprese gli studi e visse la sua prima formazione in una città ricca di fermenti culturali, politici, sociali. Conobbe figure di grande rilievo allora attive a Milano e aperte a grandi progetti, come per esempio Padre Gemelli, tra le altre cose fondatore dell’Università Cattolica. Proprio presso questa istituzione, Lazzati si laureò in Lettere (1931), vinse il concorso nel 1958 per la cattedra di Letteratura cristiana antica, infine ne divenne rettore (1968-1983).
Negli anni giovanili maturò una scelta personale di consacrazione al Signore, aderendo nel 1931 al Sodalizio “Missionari della regalità di Cristo”, fondato dallo stesso Gemelli, che poi lasciò nel ’38 per fondare l’attuale “Istituto di Cristo Re per laici consacrati”. Visse come ufficiale degli alpini la Seconda Guerra Mondiale e anche la tragica esperienza del Lager per non aver giurato fedeltà alla Repubblica di Salò.
Dopo la guerra ricoprì responsabilità politiche nell’Assemblea Costituente e nella Democrazia Cristiana fino al 1953. Riprese gli studi, divenne professore di Letteratura cristiana antica, ma la sua vita nell’età della maturità non fu dedicata esclusivamente al già intenso impegno di studio e poi al gravoso compito di condurre l’Università, fu aperta a molte altre richieste di partecipazione nell’ambito culturale ed ecclesiale. Egli si dedicò, infatti, in spirito di obbedienza all’importante e delicata responsabilità di direttore dell’Italia tra il 1961 e il 1964, alla Presidenza della Giunta diocesana di Azione Cattolica nel 1964, due compiti a lui affidati dal cardinale Giambattista Montini.
Di un personaggio così ricco si possono offrire molti spunti di riflessione; lo stesso percorso delle celebrazioni in atto per il centenario della sua nascita sta contribuendo a svelarne molti aspetti e a completare la comprensione della sua vita. Ci soffermiamo solo brevemente su alcuni punti che lo legano all’Azione Cattolica. La sua testimonianza personale e la sua intensa attività formativa dedicata alla formazione della gioventù e di un laicato maturo ne fanno un personaggio di grande rilievo dell’Azione Cattolica milanese e nazionale, e soprattutto un maestro credibile riguardo ai temi cari all’Azione Cattolica del post Concilio: la scelta religiosa e la centralità della formazione della coscienza.
Egli ha vissuto in prima persona il primato di Dio vivendo il primato della preghiera, sempre al primo posto… dunque mai al secondo o terzo come diceva lui stesso. Un primato non scalfito neppure dalla molteplicità degli impegni via via assunti in grande quantità.
Il suo costante impegno per la formazione dei giovani con le “prime del mese” all’Eremo san Salvatore e una cura educativa esigente e appassionata, insieme alla fondazione della “Città dell’uomo” per generare una cultura politica profonda, dicono le due anime dello stesso laico di AC: costantemente rivolto a Dio e indirizzato a una cura esigente della dimensione spirituale e insieme un cittadino attento alla cura della vita di ciascuno e dei diritti di tutti. Queste due dimensioni rimandano alla nota lettera A Diogneto II-III secolo d.C. incisiva nell’indicare la doppia e non contraddittoria cittadinanza del cristiano, lettera che Lazzati ha amato, studiato, incarnato offrendocene una attualizzazione affascinante nel XX secolo.
Grazie professor Lazzati e buon compleanno!