Dare spessore alla speranza
di Gigi Borgiani
L’affermazione è una delle tante che incontriamo negli scritti di don Tonino Bello. Sarà capitato a molti di incontrare persone che cercano lavoro o che lo hanno perso. Quelle persone, alcune tra le tante confuse nei dati e nelle statistiche che allarmano, preoccupano, infastidiscono e per lo più si dimenticano, hanno teso la mano, hanno telefonato e ritelefonato. Quante volte abbiamo pronunciato parole vaghe di comprensione, di incoraggiamento. Forse qualche volta abbiamo anche provato gioia per aver trovato una soluzione magari non ottimale ma sufficiente. Gocce! Ma anche la consapevolezza che il darsi da fare, informarsi, chiedere può cambiare una vita non solo materialmente, ma anche sul piano morale. Dare, trovare lavoro non è altro che garantire dignità e possibilità; non escludere. Quello che possiamo, nelle nostre limitate possibilità, può contribuire a creare una più ampia dimensione rivolta a cambiare le regole, sconfiggere la semplificazione o la negligenza: dare spessore alla speranza.
La sollecitudine a costituire un fondo di garanzia per le persone più colpite dalla crisi finanziaria attuale, avvertita da tutti e quindi più condivisa, deve orientare il passaggio da una semplice solidarietà di emergenza ad una maggiore condivisione e reciprocità in grado non solo di portare gli uni i pesi degli altri ma di incidere sulla realtà attuale e di “provocare” le istituzioni preposte per garantire l’accesso al mercato del lavoro, purché non sia un mercato di persone ma vero fondamento di una società conviviale.
Oggi dare spessore alla speranza significa responsabilità e impegno per nuovi stili di vita (non parlati ma agiti) che non si limitino alla raccolta differenziata o a spegnere qualche lampadina in più, ma contribuiscano ad ostacolare (è solo un esempio) la rincorsa ai consumi che spesso equivale a rincorrere desideri e bisogni indotti; a non lavorare di più, ma meglio e con più compagni di lavoro anche per lasciare più spazio ad un tempo liberato dal consumo e dalle prassi private, dall’impregnazione massmediale che disorienta la capacità di pensiero e spinge fuori strada.
Dare spessore alla speranza significa trovare strade per le nuove generazioni, quelle più povere di futuro, perché con una rinnovata progettazione del lavoro possano essere generazioni nuove aiutate ad imparare le scienze e la tecnologia, ma nello stesso tempo educate (soprattutto con buoni esempi e buone pratiche di vita) a non dimenticare principi e valori indispensabili.