Un percorso per i genitori
Il percorso genitori è una delle proposte formative dell’AC. Il punto di partenza del percorso genitori è la constatazione che l’eccessiva fiducia nell’intervento estemporaneo di uno o più esperti debba essere superata, accettando di entrare in un percorso di formazione e autoformazione, in modo che i genitori da meri fruitori di corsi diventano soggetti di formazione.
Preferiamo parlare di “percorsi formativi con i genitori” piuttosto che di “scuole” o “corsi per” genitori, perché agli adulti spesso la parola “scuola” evoca una gamma di sentimenti che si riferisce all’esperienza personale e alle vicissitudini della propria esperienza scolastica e la scuola, spesso, si pone come spazio segnato dalla competizione e dalla valutazione.
Nei percorsi formativi offriamo ai genitori alcuni contenuti pedagogici e soprattutto offriamo uno spazio di contatto con se stessi, di accoglienza reciproca, di condivisione, di rielaborazione, di confronto delle loro pratiche educative. Lo scopo è quello di facilitare i processi di cambiamento volti a promuovere la qualità della vita personale, di coppia, familiare e comunitaria. Ampio spazio e tempo vengono dedicati alla fase progettuale alla quale partecipano alcuni rappresentanti dei genitori: attraverso l’ascolto dei bisogni si concordano le tematiche ed il filo conduttore del percorso. Riteniamo assai importante la compartecipazione dei genitori in fase progettuale che prima ancora di cominciare il percorso vero e proprio si vedono protagonisti di una proposta. Non ci poniamo quindi come detentori della verità, offrendo un “pacchetto formativo” già pronto ma fornendo strumenti conoscitivi e metodologici riscopriamo, insieme ai genitori, l’“educare” oltre che l’”istruire”.
Una volta interpretati ed elaborati i bisogni dei genitori si definisce il progetto d’intervento che deve esplicitare le proprie finalità prevedendo strumenti e modalità adeguate di realizzazione e di verifica.
In questa fase, inoltre, vengono individuati i genitori disponibili ad essere animatori\moderatori dei gruppi di confronto che hanno una triplice funzione: facilitare la comunicazione, monitorare l’andamento del gruppo e riferire in assemblea i lavori di gruppo.
Sono vari e diversi gli obbiettivi che i percorsi formativi si propongono:
I percorsi formativi si sviluppano in più incontri, (il numero minimo è quattro appuntamenti) e ogni incontro, si struttura in tre momenti di circa di 30\40 minuti l’uno.
Il primo momento è quello informativo e di presentazione di contenuti teorici. All’inizio degli incontri il relatore definisce gli aspetti salienti dell’argomento, delimita la tematica. In questa fase i genitori sono in una posizione di ascolto.
Il secondo momento è “il laboratorio”. Consegniamo ai genitori (suddivisi in gruppi di 10\12 persone) delle situazioni familiari reali, che chiamiamo “laboratorio”, situazioni che presentano concretamente gli spunti teorici espressi ed analizzati nel primo momento. Su queste situazioni i genitori devono riflettere ed elaborare tentativi di soluzione. Il caso in “laboratorio” non è il “caso” di nessuno dei partecipanti: tutti possono permettersi una certa distanza emotiva e lavorare con serenità. È poi naturale che il “laboratorio” evoca le proprie situazioni familiari. Diventa un “quadro di riferimento
Dal punto di vista metodologico è importante il lavoro di gruppo perché permette a tutti di essere attivi nell’analisi e nella ricerca di soluzioni della situazione familiare loro presentata.
Nel terzo momento i nuclei si scambiano – insieme ai relatori e agli operatori – la sintesi del lavoro svolto nei piccoli gruppi. È questo il tempo di un apprendimento autentico, dopo la presentazione dell’argomento, la sua applicazione a situazioni concrete e “protette”.
Al termine dei percorsi formativi, in un incontro di verifica, chiediamo ai partecipanti con modalità diverse, di “fare il punto” del percorso: questo permette anche a noi di avere un feed-back operativo e di apportare eventuali modifiche.