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Lunga vita a Papa Benedetto

di Domenico Sigalini

Sembra ieri, ma il tempo passa e la vita sembra sempre accelerare. Ero sotto la loggia delle benedizioni, sul sagrato, il quel momento concitatissimo tra la fumata bianca e l’annuncio; uno dei momenti più caratteristici della vita del popolo di Roma, abituato a tutto, ma sempre immediato nell’essere in Piazza San Pietro all’annuncio dell’habemus papam, come lo era stato la notte dell’annuncio della scomparsa di papa Giovanni Paolo II. È il calore di un popolo, l’attaccamento al suo vescovo, il desiderio di dare continuità a una presenza amata e apprezzata, di ricominciare un’altra storia. Curiosità e pronostici, meraviglia e stupore sono diventati presto accoglienza e gioia, e sempre più gratitudine e fedeltà.

Oggi a quattro anni siamo qui, a curiosità esaurita, ma sempre stupiti di felici sorprese, con grande riconoscenza a ringraziare Dio di averci dato papa Benedetto, di averci affidato alla sua paterna e intelligente cura, al suo cuore delicato e alla sua guida ferma. Lo abbiamo incontrato nelle giornate mondiali, a Colonia e a Sidney in un crescendo di amore e intenso sguardo paterno verso i giovani, l’Azione Cattolica lo ha potuto ascoltare in quella bella festa del 4 maggio 2008 mentre indicava a tutti la strada gioiosa della santità, i ragazzi dell’ACR si sono sentiti dire nell’ultimo incontro parole di grande sensibilità: «Sono molto contento che anche quest’anno, all’approssimarsi del santo Natale, siate venuti a rallegrare con la vostra presenza questi palazzi solenni, in cui peraltro c’è sempre la gioia di servire il Signore».

È questa gioia di servire il Signore che il papa dimostra sempre nella sua vita, nel suo insegnamento, nel suo compito non facile di guida, e oggi in crescendo nel suo pellegrinare per tutte le strade del mondo.

Siamo qui a quattro anni a riconoscere entusiasti che il suo insegnamento ci fa da riferimento sicuro nel nostro percorso verso il Signore Gesù, siamo qui a vivere con rinnovata fedeltà in una Chiesa cui il papa indica in maniera sempre più chiara il suo compito nel mondo di oggi.

Lo ringraziamo perché è un tenace lavoratore della vigna del Signore, perché ci sa richiamare con forza alla grande responsabilità di vivere il Vangelo e di annunciarlo con il massimo di comunione con lui, tra di noi e con il Signore.

Il compleanno appena festeggiato è solo il segno di una vita che avanza, che gli auguriamo sempre piena, ma il pontificato che questa vita regge è un dono che ogni giorno rinnova le meraviglie di Dio per la nostra storia.

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