L’oro blu dell’Amazzonia
di Lucia Comaschi e Fabio Mazzocchi – Vicepresidenti giovani AC di Lodi
Quest’estate l’Azione Cattolica di Lodi proporrà ai giovani dai 20 ai 30 anni una gamma di esperienze diverse fra loro ma, nello stesso tempo, arricchenti dal punto di vista della formazione, della spiritualità, delle relazioni e della cultura.
Per favorire una riflessione educativa sulla apertura all’”altro”, oltre ai campi nazionali (occasione unica per conoscere e vivere l’AC nella sua completezza e varietà), al campo educativo (momento di formazione a livello diocesano), al campo giovani (a Monaco-Dachau in collaborazione con l’Azione Cattolica della diocesi di Milano), quest’anno è stato programmato un viaggio in Amazzonia organizzato da Don Luca Maisano, Responsabile del Centro Missionario Diocesano di Lodi.
Le motivazioni di questa scelta sono molteplici: innanzitutto offrire ai giovani la possibilità di vivere durante l’estate almeno un’esperienza significativa seguendo le loro inclinazioni e i loro gusti, favorire la collaborazione tra uffici/movimenti/associazioni presenti nel territorio o fuori diocesi. In particolare ci è sembrata un’ottima occasione per toccare con mano cosa significa essere missionari: l’AC ci insegna ad esserlo nei luoghi di vita, ma andare in missione è diverso!
Per questo il Consiglio Diocesano, la Presidenza e la Commissione giovani di AC hanno accolto la proposta del Centro Missionario di un viaggio a Gurupa in Amazzonia, a visitare la parrocchia di Don Giulio Luppi. Il campo avrà come tema fondamentale l’acqua, che è allo stesso tempo ricchezza e maledizione per le popolazioni che vivono sul Rio delle Amazzoni. Inoltre l’intera Diocesi di Altamira, di cui Gurupa è una delle parrocchie, è attivamente impegnata, sotto la guida del suo Vescovo Mons. Erwin Krautler Presidente del Cimi (Consiglio Indigeno Missionario), nella lotta per salvaguardare i diritti delle minoranze indigene, i diritti umani e la conservazione dell’habitat della foresta pluviale in Brasile e nell’intera regione amazzonica. Ai giovani è chiesto, oltre ad un grande spirito di adattamento, di tuffarsi nella realtà concreta della missione tramite incontri effettivi con la comunità locale e con il lavoro stesso, inserendosi in alcuni ambiti propri del luogo come la pesca, la coltivazione, la cucina e l’edilizia locale.
Con un’esperienza così forte dal punto di vista ambientale, ai giovani viene offerta la possibilità di riflettere sulla loro realtà quotidiana e sulle loro abitudini: le esigenze delle popolazioni indigene nel cuore della foresta Amazzonica sono completamente diverse dalla frenetica Milano a cui siamo abituati… Vivere la missione vuol dire avere la possibilità di “toccare con mano” la diversità e le difficoltà del “Sud del Mondo” e per questo offre ai giovani l’occasione di pensare alle grandi e sempre discusse differenze sulla distribuzione delle ricchezze.
Non solo, un viaggio organizzato per giovani, in una realtà missionaria e per di più dall’altra parte del mondo, può fa nascere tra le persone che vi partecipano un’intesa e una solidarietà che vanno oltre la concezione di gruppo-vacanza o di amicizia, oppure (e ce lo auguriamo) il desiderio di fare un’esperienza più prolungata di missione. Inoltre anche le nostre comunità possono arricchirsi di questa esperienza: tramite il racconto vengono trasmesse emozioni e le parole acquistano un significato importante per il quale chi ascolta viene conquistato dalle immagini e non può non esserne coinvolto.
Il riflesso dal punto di vista educativo e formativo è enorme sia per la persona che per la collettività: è il tesoro che vogliamo trovare con questo viaggio nel cuore dell’Amazzonia.