Nuovi abbonamenti alla rivista Dialoghi a soli 9,00 euro!

Il Talmud al posto delle circolari ministeriali

“Il mondo esiste solo per il respiro dei bambini che vanno a scuola”, scrive il Talmud. O si ha questa percezione del valore della formazione e della cultura oppure non c’è progetto di riforma della scuola che possa riuscire.
I passi del Talmud relativi all’educazione ci accompagnano in modo particolarmente acuto e possono essere motivo di riflessione non banale.
“Se ti sei acquistato la conoscenza, che ti manca? Se ti manca la conoscenza, che ti sei acquistato?”. Un presidente del Consiglio si vanta di non leggere romanzi da decenni. Un suo ministro per molti faticosi minuti durante una intervista non riesce a citare un solo libro che ha letto.

Per i pii ebrei che hanno redatto il Talmud e lo hanno usato per la preghiera e come guida per la vita quotidiana, nulla forse è più importante che ricostruire il Tempio di Gerusalemme distrutto dagli invasori. Eppure si legge: “Non so può sospendere l’istruzione dei bambini neppure per la ricostruzione del Tempio”. Le nostre scuole sono ospitate in ambienti spesso cadenti, i finanziamenti sono sempre più esili.

“Una città in cui non ci sono bambini che vanno a scuola sarà distrutta”. Una vecchia omelia narra di come dei pagani volevano distruggere Israele. I loro saggi dissero ai capi militari: “Andate alle loro Scuole e se colà sentirete il rumore dei bambini che ripetono le loro lezioni non potrete lottare contro di loro”. Ma noi affidiamo la sicurezza all’esercito che pattuglia la strade. Non ci rendiamo conto di quanta tensione sia evitata per l’accoglienza e l’integrazione che si fa nelle scuole, per la capacità di comprensione e per la conoscenza reciproca che può avvenire tramite lo studio, per le competenze e il know how che le nuove generazioni possono apprendere, strumenti fondamentali di successo in un mondo globalizzato. “Gerusalemme fu distrutta solo perché la gente trascurava di mandare i bambini a scuola”.
Il Talmud ha le idee molto chiare in fatto di sicurezza (un bene molto importante…). Si narra infatti di tre Dottori che hanno il compito di redigere un “libro bianco” (o un rapporto Ocse…) sullo stato dell’educazione in Palestina. A un certo punto “giunsero in un luogo dove non c’erano maestri. Dissero agli abitanti: Conduceteci quei che proteggono la città. Ed essi condussero la guarnigione militare. I Dottori esclamarono: Non sono questi i protettori della città, ma i distruttori! E quali sono, allora – fu loro domandato – quei che la proteggono? I maestri, risposero”.

L’istruzione e la formazione si fanno in una relazione interpersonale, che riguarda piccoli numeri e ha bisogno di pazienza e tempo (dice il Talmud: “un uomo irascibile non può insegnare”), ma se lo si fa in modo costante ha un effetto ampio e duraturo, mettendo in gioco nuove forze:
“Che faccio? Vado e filo del lino, intreccio reti e caccio cervi. Nutro degli orfani con la carne; concio le pelli per farne pergamene e scrivo una copia del Pentateuco. Vado in un posto e istruisco cinque bambini nei cinque libri di Mosè e sei bambini nei sei ordini della Mishnah, quindi dico loro: Fino al mio ritorno, insegnatevi a vicenda il Pentateuco e la Mishnah. Con questo sistema salvo la Torah dal venire dimenticata da Israel”.
Prendersi cura del cibo e dell’istruzione, coinvolgere gli studenti nei processi formativi, compartecipi di una comunità dell’apprendimento. Ma noi purtroppp abbiamo altre priorità politiche ed economiche, e vediamo la scuola come passivo e stanco esercizio di routine.

“Il numero massimo di alunni elementari che possa venire affidato a un solo maestro è di venticinque; se ve ne sono cinquanta occorre provvederne un secondo; se sono quaranta, può essere assunto uno studente più anziano per assistere il maestro”. Non è una circolare ministeriale che finalmente si sia convertita alla semplicità di sintassi , ma sempre il Talmud. Una lettura che potrebbe risparmiare al Ministero qualcosa costosa consulenza.

Anselmo Grotti

(Da “Nuova Secondaria” dicembre 2008)

Leggi i precedenti articoli della rubrica: Dialogando

Il Fatto del Giorno | L'editoriale | L'intervista | Dialogando | L'aria che tira | Sul Sentiero d'Isaia