Educatori, non psicologi
La genialità di don Giussani è di essere stato un grande educatore. Cioè una persona che ha riflettuto sul cristianesimo, sulla propria esperienza, in un certo qual senso rendendolo consapevole per sé fino al punto di far diventare consapevoli gli altri.
Giancarlo Cesana cita il fondatore di Comunione e Liberazione, per spiegare qual è l’idea che CL ha dell’educazione.
Ma perché oggi viviamo in una situazione di difficoltà, “di emergenza educativa” per dirla con le parole di Benedetto XVI?
Oggi si pensa che l’educazione in fondo sia una sorta di branca minore della psicologia: non si sa quale è il proprium dell’educazione. Ho fatto molti incontri con studenti di pedagogia, di scienze della formazione, in cui domando sempre quale è la differenza tra l’educazione e la psicologia. Non sanno rispondermi! Infatti studiano l’educazione come se fosse psicologia. Per cui i bambini che educano sono dei “piccoli ammalati”, alla fine, da curare.
Mentre l’educazione si rivolge alla libertà. Questo è il problema: non si sa che cosa è la libertà! E non si sa che cosa è la libertà, perchè non si sa che cosa è la verità! C’è una grandissima confusione. Ecco, l’emergenza educativa!
Noi cerchiamo di intervenire sia con l’esperienza del Movimento, che ha come suo perno la Scuola di Comunità, che è una catechesi e poi facciamo proprio le scuole.
Qual è invece la riflessione del Movimento sul bene comune?
Il bene comune, che è il bene per tutti, è il bene. Perché quando si parla di bene comune è come se si dovessero prendere beni diversi e tirare fuori dei pezzettini. Il bene comune è bene! È il riconoscimento in comune del bene. Per cui contribuire al bene comune vuol dire portare avanti quello che è bene per sé, poiché se è bene per me, deve essere bene anche per gli altri. Perché altrimenti non è bene.
Quale contributo si aspetta dall’Azione Cattolica in questi due ambiti?
L’Azione Cattolica storicamente in Italia ha avuto un ruolo importantissimo, poiché è stata un po’ il “motore” indiretto della operosità cristiana, che è una tradizione tipica del nostro Paese. Anche in altri Paesi cattolici non c’è che i cattolici abbiano fatto le banche, gli ospedali, le scuole – certo, anche per la grande assenza dello Stato. La Democrazia cristiana, la politica…: l’Azione Cattolica è dietro tutto questo.
Questo è un giudizio storico o di prospettiva futura?
Secondo me è la stessa cosa, in fondo. Cioè, è una azione cattolica! È un movimento dei cattolici. Di coloro che essendo cristiani si muovono, si muovono da cristiani.