Ciò che i media dimenticano
di Paola De Lena
Etiopia, coinfezione HIV-TBC e Sudan salgono sul podio. Peccato solo che il primato non sia dei più gratificanti. Insieme ad Iraq, Pakistan, Somalia, Myanmar, Repubblica Democratica del Congo, Zimbawe e problema della malnutrizione, questi Paesi entrano nella top ten del quinto “Rapporto sulle crisi dimenticate” dai media presentato da Medici Senza Frontiere, organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico, fondata nel 1971 da un gruppo di medici e giornalisti e insignita nel 1999 del Premio Nobel per la Pace.
Il Rapporto, oltre alla poco ambita top ten, contiene anche un’analisi realizzata in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia sullo spazio dedicato alle crisi umanitarie dai principali telegiornali in Italia. I dati rilevati confermano il trend negativo di questi anni per cui i nostri mezzi di informazione dedicano sempre di più uno spazio di nicchia alle crisi umanitarie: si è passati dal 10% del totale delle notizie nel 2006, all’8% nel 2007 fino al 6% (4901 notizie su un totale di 81360) nel 2008. Solitamente, inoltre, l’attenzione dei media si concentra su un breve lasso temporale che corrisponde con quello che viene identificato come l’apice della crisi. Un esempio concreto? Il Myanmar. In questo Paese l’HIV uccide migliaia di persone e vengono diagnosticati 80.000 casi di TBC ogni anno. Esso, però, è salito agli onori delle cronache solo quando, il 2 maggio del 2008, è stato colpito all’uragano Nargis che ha provocato 130.000 vittime. Delle 135 notizie dedicate al Myanmar durante tutto l’anno, ben 115 riguardano l’uragano Nargis e tutta la complessa macchina degli aiuti alla popolazione.
E se il Myanmar non dovesse bastarci, si può a ragione riportare il caso del problema della malnutrizione che ha raggiunto le nostre case, con buona probabilità durante opulenti pasti, 110 volte durante il 2008 il che, se paragonato con le 18 del 2007, mette in luce una sostanziosa crescita di attenzione. Peccato solo che l’aumento delle notizie sia avvenuto in concomitanza con il vertice straordinario della FAO e ha riguardato non tanto il problema in sé quanto la presenza o l’assenza di alcuni leader mondiali e i complessi rapporti politici tra gli Stati. Dei 178 milioni di bambini che, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale per la sanità, sono affetti da sottonutrizione e dei 5 milioni di decessi di bambini al di sotto dei cinque anni in realtà si è parlato ben poco. E pensare che un inverno di influenza ha ricevuto 121 notizie, contro le 110 del problema della malnutrizione. Per non parlare delle 33 notizie di un’estate di Briatore contro le 12 del colera.
Nel “Rapporto sulle crisi dimenticate” dall’analisi si passa alla proposta e al lancio di una campagna denominata “Adotta una crisi dimenticata”, patrocinata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e attraverso la quale i mezzi di informazione, le trasmissioni televisive, i giornali, le radio e i siti internet possono scegliere una crisi dimenticata e impegnarsi, da oggi fino al mese di marzo del 2010, per dedicarle spazi più ampi e approfondimenti più completi. Medici Senza Frontiere, infatti, oltre a prestare soccorso medico alle popolazioni in difficoltà, ritiene fondamentale raccontare la vita delle persone colpite da guerre, malattie e catastrofi naturali perché, come afferma Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia, “raccontare significa anche sollevare un problema che altrimenti rischia di rimanere sconosciuto, significa richiamare alle proprie responsabilità nei confronti delle popolazioni in pericolo i governi e le istituzioni, significa lanciare un grido d’allarme quando l’azione, persino quella umanitaria, viene ostacolata”.