Buon compleanno, Helder!
Il 7 febbraio di quest’anno, dom Helder Camara, vescovo di Recife, in Brasile, avrebbe compiuto il secolo di vita. Purtroppo, dieci anni fa il suo grande cuore si è fermato, addormentandosi tra le braccia dell’unico, amorevole Padre.
Ci piace allora ricordare questo amico dei poveri, uomo del Dio della pace, con le sue paterne parole, in particolare quelle rivolte ai suoi diletti giovani, la cui forza e speranza ancora restano di grande attualità
Se mi chiedeste cosa conosco di più valido, di più forte, di più efficace come fermento di rivoluzione culturale, per ottenere quella rivoluzione strutturale di cui il mondo ha bisogno, risponderei senza vacillare: il cristianesimo autentico, così come è uscito dal Concilio Ecumenico Vaticano II.
Se desiderate un capo capace, come nessuno, di capire i giovani e incapace di deluderli, risponderò senza esitazione: il Cristo!
(Berlino, 25 giugno 1968)
È triste essere soggetto della storia ed in essa rimanere come oggetto per egoismo, inerzia o vigliaccheria. Miei giovani! È chiedervi troppo esortarvi ad allontanarvi dagli economisti di tutto il paese per tentare, in seguito, di unirvi agli economisti del continente e del mondo? È sperare troppo dagli economisti esortarli a consumarsi per aiutare ad imprimere un carattere di giustizia nelle relazioni tra i mondi? È chiedervi qualcosa d’assurdo esortarvi affinché, per il bene dell’economia, facciate dell’uomo il mezzo e il fine d’ogni economia? È abusare dei miei diritti d’oratore ufficiale invitarvi ad entrare, oggi stesso, in un movimento sovrapartitico, sopradenominazionale, soprarazziale, radicale negli obiettivi e democratico nei metodi, che conduca ad una rivoluzione creatrice che potrà essere chiamata senz’altro “Sviluppo ed umanesimo”?
(Belo Horizonte, 13 dicembre 1966)
Giovani di tutti il mondo: unitevi!
Non accontentatevi di ripetere: ‘Pace e amore ‘. Proclamate piuttosto: ‘Giustizia e amore ‘. Se vi uniste veramente, di strada in strada, di quartiere in quartiere, di città in città, di paese in paese, per esigere la giustizia e l’amore, aprireste la strada per una pace vera e permanente!
(Parigi, 7 marzo 1975)
La laurea con la quale mi onorate mi porta chiedere a dio che, a questo punto della mia vita, io non tradisca la fiducia dei giovani e mi consumi, fino alla fine, al servizio dell’uomo, come al mezzo più sicuro per dar gloria al Signore e Padre.
Dio voglia che simbolo della mia vita sia la candela che brucia, che si consuma, che sì da finchè ha cera da bruciare, Quando non rimarrà più nulla da consumare, che la mia fiamma ancora, per un istante, abbia il coraggio di rimanere viva e diritta, per cadere poi felice, nella convinzione che, un giorno, forse più rapidamente di quanto immaginiamo, la forza del diritto vincerà il preteso diritto della forza!
(Università di Harvard – USA, in occasione della consegna della Laurea Honoris Causa in Diritto, 13 giugno 1974)