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Comunque la si pensi

di Antonio Martino

Comunque la si pensi, è democrazia. Centinaia di migliaia di studenti, professori, genitori, molti sotto le bandiere dei sindacati della scuola, moltissimi sotto nessuna bandiera hanno civilmente manifestato il loro dissenso alla cosiddetta “riforma Gelmini”, ormai legge dello Stato. Lo scorso giovedì, cortei pacifici e colorati hanno attraversato e animato molte città italiane, segno di una partecipazione civile da apprezzare, comunque la si pensi.

Tra l’Isola dei Famosi e La Talpa, c’è chi preferisce dire la sua, chi non si rassegna al nullismo televisivo, chi si confronta, chi si libera in uno slogan, chi pensa di avere tutto il diritto ad essere ascoltato, soprattutto se ha solo sedici anni, chi rifiuta tessere ed etichette perché sarebbe già abbastanza se almeno venisse trattato da “cittadino della Repubblica”. Insomma, per citare un noto comico (spesso gli unici a ragionar chiaro), stiamo parlando di coloro che alla “coscienza catodica”, quella che si manifesta col televoto, preferiscono la “coscienza civile” e le molte strade (è proprio il caso di dirlo) della sua espressione.

Del merito della legge Gelmini si è già detto. Tra voto in condotta, grembiulino unico e maestro altrettanto unico, qualcuno ha sorvolato sui 130mila insegnanti in meno, sulle 5mila classi evaporate, sugli 8 e passa miliardi di euro di tagli al sistema educativo del nostro Paese. Verrebbe da chiedersi, è mai stata fatta un’analisi puntuale che dimostri la necessità di ritornare al maestro unico?, e più in generale, qual è l’idea pedagogica alla base di certi provvedimenti?, ma è chiaro che queste domande non interessano. Come a nessuno sembra interessare una seria discussione sui baronati universitari, sul nepotismo accademico, o sullo stato di totale abbandono in cui versano la ricerca e migliaia di giovani ricercatori italiani.

Le opposizioni hanno annunciato il ricorso al referendum abrogativo; altro strumento di democrazia, il più diretto, che non andrebbe mortificato come troppo spesso è successo. Se i promotori riusciranno a raccogliere le 500mila firme necessarie affinché il referendum si celebri, sarà un atto di democrazia, sarà da cittadini andare a votare, comunque la si pensi.

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1 Commento a “Comunque la si pensi”

  1. Good News - il blog del SG » Blog Archive » I care scrive:

    [...] manifestato il loro dissenso alla cosiddetta “riforma Gelmini”, ormai legge dello Stato (Comunque la si pensi)….E voi cosa ne pensate della legge più famosa del momento? come vi state organizzando nelle [...]

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