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Tutti in campo (di concentramento?)…

Sembrava una bella notizia, un’iniziativa di forte impatto culturale e sociale che vedeva tra i protagonisti anche un big dello sport italiano…

Marcello Lippi scende in campo, anzi sale sul palcoscenico, contro il fascismo ed il razzismo in genere: il ct azzurro è stato infatti contattato oggi dal regista ebreo Moni Ovadia ed ha accettato di interpretare dei passi sulla Shoah per un dvd da distribuire nelle scuole. A fare da testimonial con Lippi ci saranno anche il cantante Jovanotti e gli attori Antonio Albanese e Nicoletta Braschi, moglie di Roberto Benigni.

(ANSA 13/10/2008)

Poi l’inspiegabile retromarcia…

Ho detto ieri a Moni Ovadia che avrei partecipato a un dvd didattico per le scuole contro il razzismo in genere, non contro il nazismo: lui invece ha riferito che avrei dovuto interpretare letture di Primo Levi sulla Shoah o qualcosa di simile. In quarant’anni di carriera non ho mai preso posizione politicamente e non intendo farlo ora, il video io lo intendo in chiave antirazzista e basta”. Il ct azzurro Marcello Lippi ha tenuto a precisare oggi la sua adesione di ieri al progetto didattico del regista ebreo, e puntuale arriva la replica circostanziata di Ovadia. “Mi aveva detto di sì ed io ero stato chiaro, ma se non lo vuole più fare, liberissimo”.

(ANSA 14/10/2008)

Quindi, per il nostro ct, testimoniare alle giovani generazioni cosa è stato un regime dittatoriale e assassino che ha scatenato una Guerra Mondiale, ucciso milioni di persone in giro per il mondo e in particolare 5 milioni di ebrei, oltre a zingari, omosessuali, dissidenti e anche numerosi cristiani, ecco per il signor Lippi questo sarebbe prendere una posizione politica, tipo indicare il candidato sindaco per cui votare a Forte dei Marmi.

Perché stupirsi poi, se il premier del suo Paese alla domanda se si sentisse antifascista ha risposto laconicamente “Io penso a lavorare…”.

Fortuna che nel mondo ci sono altri esempi da seguire…

A Varsseveld, nel sud est del paese, i genitori [di Guus Hiddink, l'olandese attuale CT della Russia, ndr] avevano salvato molti ebrei dai rastrellamenti, come quelli di Krol ad Amsterdam. Ed era lui sulla panchina del Valencia quando in curva spuntò una grande bandiera con la svastica. La polizia se n’era accorta ma non voleva addentrarsi nella zona più calda. Hiddink andò agli altoparlanti e non disse né amigos né por favor. Disse: «O viene ritirata quella bandiera o io ritiro la squadra». E la bandiera sparì.

(da Repubblica, 20/6/2008)

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