Nuovi stili per nuove sfide
Per l’Azione Cattolica, ricevere una lettera dai vescovi, tramite il cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è sempre un bel dono, perché rinsalda ancora di più la corresponsabilità tra pastori e laici e permette di leggere con maggior chiarezza e quindi servire con intelligenza, il piano pastorale di una chiesa, quella composta da tutte le diocesi italiane, in cui tutti siamo chiamati a farci santi. Risulta subito evidente che è un mandato di fiducia, un invito esplicito a collaborare come sempre, un insieme di linee di impegno esigenti.
Mi piace scorgervi ancora una volta, ridette con immutata consapevolezza, le caratteristiche tipiche dell’associazione, che si attualizzano in stili nuovi e adatti ad affrontare le nuove sfide poste alla evangelizzazione e alla Chiesa.
- Adesione piena alla Parola di Dio. Gesù è la Parola, Lui è il centro della vita e dell’associazione, della crescita in santità della persona. Qui occorre osare l’eroismo della santità, non da talebani, ma allargando lo spazio della razionalità nel segno di una fede amica dell’intelligenza
- Un costante impegno formativo, fatto di un tessuto di relazioni, positivo, gioioso, fraterno, nel nome del Signore, continuando il rinnovamento iniziato, macinando a tutti i livelli il nuovo progetto formativo
- un amore incondizionato alla chiesa, da quella universale, alla diocesi, alla parrocchia, alle chiesa domestica che è la famiglia. In questi livelli di comunità c’è per l’associazione l’ambito naturale di servizio, di testimonianza e di impegno educativo, non trascurando presenze significative negli ambienti.
- un impegno coraggioso nella vita civile, per la quale i vescovi indicano chiari elementi di intervento: la concezione della persona, l’esistenza e il fondamento di valori universali e invalicabili, la difesa e la promozione della vita dal concepimento al suo naturale tramonto, la libertà educativa, l’importanza ineguagliabile della famiglia basata sul matrimonio, fondamento della società umana.
Chi dice che l’AC non è concreta, che non ha un piano pastorale, che non ha una collocazione chiara nella chiesa, che si chiude su di sé non conosce il lavoro con cui ogni giorno si misura e l’intesa corretta e generosa con tutti i vescovi nelle diocesi italiane. Li ringraziamo della fiducia e io, come rappresentante del papa e di tutti i vescovi presso l’associazione esprimo la gratitudine per un mandato ancora più chiaro e sicuro.