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Nuovi stili per nuove sfide

di + Domenico Sigalini

Per l’Azione Cattolica, ricevere una lettera dai vescovi, tramite il cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è sempre un bel dono, perché rinsalda ancora di più la corresponsabilità tra pastori e laici e permette di leggere con maggior chiarezza e quindi servire con intelligenza, il piano pastorale di una chiesa, quella composta da tutte le diocesi italiane,  in cui tutti siamo chiamati a farci santi. Risulta subito evidente che è un mandato di fiducia, un invito esplicito a collaborare come sempre, un insieme di linee di impegno esigenti.

Mi piace scorgervi ancora una volta, ridette con immutata consapevolezza, le caratteristiche tipiche dell’associazione, che si attualizzano in stili nuovi e adatti ad affrontare le nuove sfide poste alla evangelizzazione e alla Chiesa.

  1. Adesione piena alla Parola di Dio. Gesù è la Parola, Lui è il centro della vita e dell’associazione, della crescita in santità della persona. Qui occorre osare l’eroismo della santità, non da talebani, ma allargando lo spazio della razionalità nel segno di una fede amica dell’intelligenza
  2. Un costante impegno formativo, fatto di un tessuto di relazioni, positivo, gioioso, fraterno, nel nome del Signore, continuando il rinnovamento iniziato, macinando a tutti i livelli il nuovo progetto formativo
  3. un amore incondizionato alla chiesa, da quella universale, alla diocesi, alla parrocchia, alle chiesa domestica che è la famiglia. In questi livelli di comunità c’è per l’associazione l’ambito naturale di servizio, di testimonianza e di impegno educativo, non trascurando presenze significative negli ambienti.
  4. un impegno coraggioso nella vita civile, per la quale i vescovi indicano chiari elementi di intervento: la concezione della persona, l’esistenza e il fondamento di valori universali e invalicabili, la difesa e la promozione della vita dal  concepimento al suo naturale tramonto, la libertà educativa, l’importanza ineguagliabile della famiglia basata sul matrimonio, fondamento della società umana.

Chi dice che l’AC non è concreta, che non ha un piano pastorale, che non ha una collocazione chiara nella chiesa, che si chiude su di sé non conosce il lavoro con cui ogni giorno si misura e l’intesa corretta e generosa con tutti i vescovi nelle diocesi italiane. Li ringraziamo della fiducia e io, come rappresentante del papa e di tutti i vescovi presso l’associazione esprimo la gratitudine per un mandato ancora più chiaro e sicuro.

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    Dialoghi, la rivista: cover Dialoghi
  • anno VIII, n. 3, settembre 2008

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