Niente di cui brindare…
In Italia è “emergenza” alcol per i giovanissimi: fa infatti uso di bevande alcoliche e superalcoliche il 19,5% dei ragazzi under-18. E c’è un altro dato molto allarmante: l’Italia è il Paese in Europa dove più bassa è l’età di accesso all’alcol, dato che il primo contatto avviene nella fascia di età 14-17 anni. A puntare i riflettori sul fenomeno, parlando di una vera e propria “emergenza alcol per i giovani e giovanissimi”‘ nel nostro Paese, è il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, che oggi ha presentato la I Conferenza nazionale sull’alcol che si svolgerà a Roma il 20 e 21 ottobre.
Tra i giovani sotto i 18 anni, ha affermato Roccella, si registra “un boom di consumo di bevande alcoliche”. I giovanissimi, ha precisato il sottosegretario, consumano soprattutto birra, ma anche superalcolici e drink “mascherati”, ovvero “apparentemente innocui, e venduti anche nei supermercati, ma che in realta’ hanno un alto contenuto alcolico”. A preoccupare, ha inoltre spiegato Roccella, è anche il fatto che “è cambiata la modalità di consumo di alcol nel nostro Paese: se negli anni scorsi, infatti, si consumava soprattutto vino ed ai pasti, ora si registra invece un calo nel consumo di vino ed un aumento dell’uso di superalcolici fuori pasto”. Quello che i giovanissimi cercano, ha aggiunto Roccella, è innanzitutto lo “sballo e l’ubriacatura, abitudine che si riscontra maggiormente nei maschi”. Sono questi, ha commentato, “comportamenti relativamente nuovi per il nostro Paese e rappresentano importanti fattori di rischio”. Data l’alta percentuale (la maggiore in Europa, appunto) di baby-bevitori under-18, è fondamentale, ha detto Roccella, pensare a nuove strategie di azione soprattutto sul fronte della prevenzione, “rafforzando ad esempio i controlli sui luoghi del bere e di ritrovo dei ragazzi, anche se – ha aggiunto – le sole politiche repressive non sono sicuramente sufficienti e bisognerà anche agire, ad esempio, sul fronte della regolamentazione della pubblicità”. Il punto, ha avvertito Roccella, “è che siamo di fronte ad un’emergenza educativa: i ragazzi sono, cioé, sempre di più fuori dal controllo dei genitori e della scuola, mentre aumentano i contatti via Internet”. A ciò si aggiunge anche una sorta di “vuoto normativo”. La legge italiana, infatti, prevede il divieto di somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni, ma non è previsto alcun divieto di vendita agli under-18.
Emergenza alcol per i giovani non solo in Italia, ma a livello europeo: nella Ue, infatti, il 25% della mortalità giovanile tra i maschi è proprio dovuta all’alcol. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, presentando oggi la I Conferenza nazionale sull’alcol che si svolgerà a Roma lunedì e martedì prossimo. I dati a livello europeo, ha sottolineato Roccella, “sono preoccupanti, se si pensa che un omicidio su 4 ed un suicidio su 6 sono alcol-correlati”.
Complessivamente, ha aggiunto, “sono 195.000 le morti ogni anno in Europa causate dall’alcol, e proprio l’alcol si colloca al terzo posto tra i 26 maggiori fattori di rischio individuati dall’Ue”. Bisogna inoltre considerare, ha concluso il sottosegretario, che “sempre a livello europeo, oltre il 46% della mortalità tra i 15 ed i 24 anni è causata da incidenti stradali che, il più delle volte, sono appunto imputabili all’assunzione di alcol”.
(ANSA, 17/10/2008)