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È tempo di agire

di Maria Giovanna Ruggieri *

Il 18 ottobre si celebra la giornata europea contro la tratta di esseri umani, cioè «il reclutamento, il trasporto, l’acquisto, la vendita, l’alloggio o il ricevimento di persone, tramite minacce o l’uso della violenza, il sequestro, la frode, l’inganno o la coercizione compreso l’abuso di potere, o tramite la contrazione di un debito capestro, allo scopo di costringere o continuare a costringere la persona oggetto di traffico a svolgere pratiche di lavoro forzato o in condizione di schiavitù, a prescindere dal pagamento del debito». (dal Protocollo di Palermo, Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani).

La tratta si nasconde in fabbrica e nei campi, sotto forma di lavoro forzoso e senza diritti; nelle case, dove donne addette al lavoro domestico e di cura sono sottoposte a vessazioni e ricatti; nelle strade, dove si è costretti a vendere il proprio corpo o ad attuare forme di accattonaggio.

Il traffico di esseri umani coinvolge tutti i Paesi del mondo; quello a scopo di sfruttamento sessuale, assieme al traffico di armi e di droga, è diventato uno dei principali mercati illegali su scala mondiale.

Sembra impossibile che nel Terzo Millennio si debba parlare di schiavitù! E la tratta è una vera e propria forma di schiavitù moderna che attraversa tutto il mondo e coinvolge Paesi di origine, Paesi di transito e Paesi di destinazione.

Secondo un recente sondaggio Onu, nel mondo ogni anno sono coinvolte nel traffico di esseri umani dai 2 ai 4 milioni di persone, di questi l’80% sono donne e il 50% sono minori. Esistono più schiavi oggi che nei 400 anni di schiavitù dei secoli passati!

L’Italia è fortemente coinvolta in questo traffico che richiede un’azione europea e globale. Come affrontare il problema?

  • Ribadire la necessità di una formazione a tutto campo che miri ad una corretta visione della persona e della dignità di ciascuna persona. E l’Azione Cattolica deve sentirsi coinvolta in quella emergenza educativa indicata anche dal Santo Padre.
  • Offrire una corretta informazione sul fenomeno e sulle sue conseguenze per poter meglio agire sul fronte dell’offerta e della richiesta e per denunciare le ingiustizie.
  • Stimolare le nostre Chiese locali a una presa di posizione, anche di fronte alle istituzioni governative, per contrastare e bloccare con forza e coraggio il traffico di esseri umani colpendo gli sfruttatori e i loro fiancheggiatori più che le vittime della tratta stessa.
  • Far funzionare quegli strumenti della legislazione italiana che si sono dimostrati efficaci per aiutare le vittime ad uscire dalla tratta (cfr. art 18 DL 286/98). Interessante notare come gli altri Paesi guardano a questo articolo 18 della legislazione italiana come un modello da perseguire, mentre le recenti disposizioni dettate da un approccio repressivo sembrano metterlo in crisi.
  • Chiedere al Governo italiano che sottoscriva i due Protocolli addizionali della Convenzione Onu di Palermo, contro la criminalità transnazionale: quello per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, e quello per combattere il traffico di migranti.

* Vicepresidente UMOFC-EUROPA

«Chi di voi è senza peccato?…» (FdG 8 settembre 2008)

Liberiamo le donne dalla tratta (Verona 3-7 settembre 2008)

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