Clima italiano
Dati Ue sulla criminalità in 18 Paesi europei (posizione dell’Italia)
Media dei dieci reati più comuni: 12 su 18
Borseggi: 14 su 18
Rapine: 18 su 18
Violenze sessuali: 13 su 18
Furti con scasso: 5 su 18
Aggressioni: 18 su 18
Razzismo: 18 su 18
Percezione sul rischio dei reati (posizione dell’Italia)
Convinzione che entro un anno ci ruberanno in casa: 2 su 18
Convinzione che le strade sono pericolose di notte: 3 su 18.
L’enorme differenza tra realtà e percezione fa davvero impressione. Una navigata signora della politica italiano in tv citava lo stesso studio per dimostrare come anche a livello internazionale fosse ben presente la gravità della situazione italiana, ma dimenticava facendo forse finta che citava non i dati dei reati ma quello del timore percepito dai cittadini.
Si cerca – e spesso si ottiene – il consenso soffiando sulla paura e promettendo ciò che si sa benissimo essere impossibile. Offrire soluzioni semplici a problemi complessi è una ricetta infallibile per il successo nei sondaggi. Le persone non hanno bisogno di riflettere, di documentarsi, di confrontarsi, di faticare: la risposta sembra ovvia, è lì, già pronta. Chiaramente il problema nel frattempo non si risolve, anzi si aggrava. Ma anche questo è un obiettivo deliberatamente cercato: se per malaugurata idea si riuscisse a risolvere un problema, si perderebbe la ragion d’essere d’esistenza di coloro che si offrono di prendersene cura.
È quanto sta avvenendo ad esempio con il problema degli immigrati. Un problema mondiale, complicatissimo, spia di un malessere profondo dell’economia internazionale. Per molti la soluzione è semplice: rispedirli a casa. Sanno benissimo che è un’ipotesi priva di senso, ma accarezza le nostre orecchie distratte e i nostri cervelli intorpiditi. Intanto si fa crescere la paura, la diffidenza. Si moltiplicano gli atti di razzismo (e guai a chiamarli con questo nome), la violenza evocata a poco a poco rischia di divenire reale, conclamata, cavalcata. Tre famiglie rom, cittadini italiani, sono stati picchiati dalle forze dell’ordine. È in corso una inchiesta. Un sindaco è indagato per istigazione all’odio razziale durante una manifestazione antiislamica di un partito di governo. Bande di ragazzini si accaniscono contro un asiatico. I giornali attribuiscono a una guerra tra clan l’assassinio di lavoratori clandestini. Non basta essere italiani, se si è neri di pelle, per sfuggire alle botte e al massacro.
Non si dica che chiudiamo gli occhi sugli oggettivi problemi di convivenza con persone di culture diverse, senza lavoro o con lavori precari, possibili punti di contatto con la malavita. Non sottovalutiamo il rischio. Ma si comprenda che i rimedi facili e populistici aggravano il rischio, fomentano la spirale di violenza, creano nuovi problemi che si aggiungono a quelli esistenti.
Dedicarsi a quello che un capo del governo ha definito allegra “anarchia dei valori” non è senza conseguenza. Un deficit di riflessione culturale ci toglie gli strumenti per comprendere la realtà. L’Italia soffre per qualche situazione che non riusciamo bene a cogliere, ma che ci inquieta per due motivi: per il fatto che questa situazione esista e per il fatto che non sia colta nella sua gravità.
Parliamo tanto di sicurezza. Ma cosa intendiamo con questo termine?
Siamo il Paese che ha alcuni tra i numeri più alti di omicidi e violenze in famiglia. Gli omicidi in famiglia sono superiori a quelli di mafia e incidenti sul lavoro.
L’informazione tende a divenire soprattutto intrattenimento, gossip, leggerezza. È certamente più leggero – e meno rischioso – occuparsi di pettegolezzi che fare una inchiesta approfondita. Anche noi lettori siamo impigriti. I provvedimenti spesso sono legati all’immagine: un po’ di militari in giro per la città ci rassicurano. In fondo potremmo anche assumere delle comparse. Anzi: magari un attore che fa la parte di un politico appare più convincente di uno statista autentico. Scriveva Platone che di fronte a un pubblico di bambini un pasticcere è più convincente a parlare di cibo. di un dietista
Intanto i provvedimenti per stanare il riciclo di denaro sporco sono cancellati. Il ministro dell’economia dichiara che quasi tutto l’8 per mille dato dagli Italiani allo Stato verrà usato per compensare il taglio dell’Ici. Lo stesso governo aveva utilizzato il fondo per la previdenza dei piloti Alitalia, le iniziative dell’ex sindaco di Catania e medico personale del capo di governo. Chi garantisce la sicurezza dell’istruzione, della sanità, della previdenza sociale, del diritto allo studio, alla formazione, al lavoro? O quella dei risparmiatori, degli investitori, degli imprenditori che pagano le tasse e non usano il lavoro in nero, delle famiglie – specialmente se hanno figli?
1 novembre 2008 alle 21:57
Personalmente quello che fa paura in questa societa nostra e’ il ritorno del fascimo della razza pura…della violenza dei ragazzi vuoti… Io non giudico ma mi domando come si puo ‘votare LEGA NORD e poi fare la S. Comunione…non che gli altri siano Santi ma sicuramente non intolleranza che hanno i leghisti nei confronti degli stranieri…